Il 31/12/2022 era la data stabilita per la scadenza dell’obbligo di mascherina per accedere ad ospedali, strutture sanitarie ed RSA. L’obbligo sarà invece prorogato almeno fino alla primavera 2023.
Le parole del Ministro della Salute Orazio Schillaci
Queste le parole del Ministro Schillaci ai microfoni di Adnkronos Live: “Una delle poche cose che mi ha un po’ infastidito da quando sono diventato ministro è che qualcuno ha scritto, e continua ancora oggi a farlo, che volevamo togliere questo obbligo e poi ci abbiamo ripensato. Non ci abbiamo mai ripensato. Non abbiamo tolto l’obbligo e lo riprorogheremo: indossare le mascherine in ospedale è una forma di rispetto verso i pazienti più deboli“.
Il parere degli esperti
Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) ha dichiarato ad Adnkronos Live “Credo che sia saggio prolungare l’obbligo delle mascherine per le Rsa e gli ospedali. Bene quindi l’annuncio del ministro Schillaci. Aspettare ancora a togliere questo obbligo è corretto, c’è il Covid e l’influenza, tra 3-4 mesi la situazione epidemiologica sarà molto diversa“.
Le novità sulle visite ai parenti ricoverati
Mentre si discute sulla proroga dell’obbligo di mascherine in ospedali ed RSA, emerge anche il tema delle visite ai parenti ricoverati negli ospedali e degenti nelle RSA, le quali sono ancora limitate o, in alcuni casi, addirittura vietate. A tal proposito, il Ministro Schillaci ha dichiarato: “Ci stiamo lavorando, credo sia davvero l’ultimo tassello e vedremo che misure adottare, anche se lascerei una libertà di scelta ai singoli ospedali, alle singole direzioni sanitarie che conoscono meglio di noi la realtà che dirigono e dunque possono forse intervenire nel modo più appropriato“.
Quali sono le nuove regole in vigore?
Con il via libera alla Camera, in data 30/12/2022, del Decreto “Anti-Rave”, contenente anche novità in materia di regole anti-Covid, vengono di fatto eliminate le misure che prevedevano l’obbligo di green pass per l’accesso alle RSA ed ai reparti di degenza degli ospedali, come visitatori o accompagnatori.
Decade inoltre l’obbligo del green pass per gli accompagnatori, per l’accesso ai pronto soccorsoinsieme all’obbligo di sottoporsi ad un tampone anti-Covid per l’accesso alle prestazioni di pronto soccorso.
REGISTRATI alla newsletter di Prenotazione Vaccino
Anche in nella Regione Campania, dallo scorso Ottobre, è accessibile, per alcune categorie di persone, la quinta dose (terzo booster) di vaccino anti Covid con il nuovo vaccino bivalente.
Vediamo nel dettaglio chi può sottoporsi alla quinta dose e quali sono le modalità di prenotazione nella Regione Piemonte.
A chi è destinata la quinta dose in Campania?
La quinta dose (terzo richiamo) può essere somministrata solamente laddove siano trascorsi almeno 120 giorni dalla quarta dose o dall’ultima infezione da Covid (data del tampone positivo) ed è al momento destinata alle seguenti categorie:
persone con età uguale o superiore di 80 anni;
ospiti delle RSA;
persone di età uguale o superiore di 60 anni con fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti.
E’ comunque consentito l’accesso alla quinta dose atutte le persone con età pari o maggiore di 60 che ne facciano richiesta purché, anche in questo caso, siano trascorsi 120 giorni dalla quarta dose o dall’ultima infezione da Covid (data del tampone positivo).
Ciascuna delle categorie sopra elencate deve essersi sottoposta a quarta dose con vaccino a mRNA (Pfizer o Moderna).
Quali vaccini vengono utilizzati per la quinta dose in Campania?
I vaccini utilizzati per la quinta dose (terzo richiamo) sono i vaccini bivalenti aggiornati ed efficaci sia sul ceppo del virus originario, sia contro Omicron e le sue varianti BA.4 e BA.5 (per questo definiti bivalenti) autorizzati da EMA e AIFA.
Per prenotare la quinta dose (terzo booster) nella Regione Campania, occorre far riferimento alla propria ASL di appartenenza. Vediamo nel dettaglio quali sono le modalità:
ASL AVELLINO
Per gli appartenenti alla ASL Avellino è possibile recarsi presso i Centri Vaccinali Territoriali (lista e calendario sono disponibili cliccando a questo link Calendario Centri Vaccinali Anti-Covid), rispettando il calendario, presentando la propria tessera sanitaria, senza prenotazione in occasione degli Open Day, o su prenotazione accedendo alla Piattaforma https://opendayvaccini.soresa.it/.
Riportiamo di seguito i contatti dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico della ASl di Avellino:
Email: urp@aslavellino.it
Call Center0825.292230, attivo nei giorni pari dalle 9.00 alle 18.00 e nei giorni dispari dalle 9.00 alle 16.00
ASL BENEVENTO
Per gli appartenenti alla ASL di Benevento è sufficiente recarsi senza prenotazione presso il Centro Vaccinale Pepicelli (Viale Atlantici, 82100 Benevento BN) dal lunedì al venerdì h 9,00-13,00
Di seguito i contatti dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico della ASL di Benevento
Per gli appartenenti alla ASL di Caserta è sufficiente recarsi presso uno dei centri vaccinali attivi senza prenotazione, purché siano trascorsi 120 giorni dalla dose precedente o dall’infezione.
Di seguito la lista degli hub attivi con i relativi orari:
Centro Vaccinale P.O. Marcianise
Dal LUN al VEN 8:30-15:00
Centro Vaccinale PO Aversa
Il LUN, MAR, MER e VEN 8:30-14:00
Centro Vaccinale PO Sessa Aurunca
Il LUN e VEN 8:00-15:00
Centro Vaccinale PO Piedimonte Matese
Il LUN, MER e VEN 8:00-15:00
Per qualunque informazione, comunicazione o richiesta riguardante la campagna vaccinale COVID19 nella ASL di Caserta, è necessario inviare una mail al seguente indirizzo:
Email: vaccinicovid@aslcaserta.it
ASL NAPOLI 1 CENTRO
La vaccinazione può essere effettuata senza prenotazione presso i distretti sanitari di base, la rete delle farmacie e dai medici di medicina generale, e presso il Centro vaccinale Fagianeria del Real Bosco di Capodimonte.
Per gli appartenenti a questa ASL è necessario prenotarsi tramite il sito web https://opendayvaccini.soresa.it e scegliere giorno, data e luogo dell’appuntamento.
Email: urp@aslnapoli2nord.it
ASL NAPOLI 3 SUD
Per gli appartenenti a questa ASL è necessario prenotarsi tramite il sito web https://opendayvaccini.soresa.it e scegliere giorno, data e luogo dell’appuntamento.
Per informazioni sulla campagna vaccinale anti Covid19 tel.: 081.9633169, dal lunedì al venerdì dalle 08:30 alle 18:00 e il sabato dalle ore 08:30 alle 12:30.
ASL SALERNO
Per il Distretto 60 ad esempio, è necessario recarsi senza prenotazione presso il centro vaccinale sito all’Ospedale Umberto I a Nocera Inferiore, il lunedì, il mercoledì, il venerdì ed il sabato, dalle ore 9 alle ore 13.
Email: urp@aslsalerno.it
Quinta dose e Green Pass
Con la somministrazione della quinta dose si ha diritto al rilascio di un green pass aggiornato che annulla e sostituisce quello precedente ed ha medesima validità. Le istruzioni su come scaricare il proprio green pass sono disponibili nella nostra guida Come scaricare il Green Pass.
Quinta dose e variante Cerberus
Nelle ultime settimane stiamo assistendo al diffondersi di una nuova sotto-variante di Omicron, detta Cerberus (BQ.1.1) che si sta diffondendo in modo significativo in Italia e che secondo gli esperti diventerà dominante entro il mese di Gennaio 2023. Diventa quindi ancora più importante proteggersi con la quinta dose, qualora appartenenti ad una delle categorie aventi diritto, in particolar modo se soggetti anziani o con fragilità, per i quali la quinta dose è fortemente consigliata.
Un altro motivo importante per proteggersi con la quinta dose è rappresentato dall’arrivo dell’influenza che quest’anno è stata soprannominata Australiana, e che dopo due anni di relativa assenza dovuta all’utilizzo delle mascherine e al distanziamento sociale, si sta rivelando particolarmente virulenta costringendo a letto già migliaia di cittadini. Dal momento che è possibile contagiarsi contemporaneamente con influenza e Covid, seppur in rari casi, sottoporsi alla quinta dose diventa ancora più importante (qualora si rientri nelle categorie aventi diritto), anche contestualmente o in tempi ravvicinati al vaccino antinfluenzale, come specificato anche nella Circolare n. 0043189 del 17 ottobre 2022 rilasciata dal Ministero della Salute.
Dal momento che l’influenza e le varianti Covid attualmente in circolazione presentano inoltre alcuni sintomi simili, diventa importante sapere come distinguere le due infezioni. Per approfondire l’argomento visitate la nostra pagina Influenza e Covid, come distinguerli? Caratteristiche, sintomi e differenze.
La quinta dose nella Regione Campania è obbligatoria?
La quinta dose (terzo richiamo) nella Regione Campania è consigliata per alcune categorie ritenute a rischio (elencate sopra), ma non è obbligatoria: l’obbligo vaccinale è rimasto in vigore fino al 15 Giugno 2022 (per i cittadini over-50 e per alcune categorie professionali come operatori sanitari e Forze dell’Ordine).
La quarta e quinta dose sono al momento rivolte alle categorie considerate più a rischio, anche se, nel caso della quarta dose, le varie regioni hanno dato la possibilità di ottenere la somministrazione a tutti i soggetti over-12 che ne facciano richiesta.
L’evoluzione della campagna vaccinale vede spesso un ampliamento graduale della platea a cui il vaccino è destinato, è stato ad esempio il caso della quarta dose, inizialmente destinata solo ad alcune categorie di soggetti, considerati “fragili“.
Anche la quinta dose, ora aperta a tutta la popolazione over-60 che abbia ricevuto la quarta dose da almeno 120 giorni, è fortemente raccomandata per over-80 e per over-60 fragili.
Vediamo nel dettaglio cosa si intende per fragili e come fare a sapere se si rientra in questa categoria.
A chi è rivolta la quarta dose?
La quarta dose almeno in questo momento è rivolta a tutti i soggetti over-12 che ne facciano richiesta, anche se rimane fortemente consigliata ad alcune categorie considerate più a rischio.
Stiamo parlando dei seguenti soggetti:
soggetti over-60: tutti i soggetti con età uguale o superiore a 60 anni.
soggetti immunodepressi: ossia persone con marcata compromissione della risposta immunitaria (immunodepressi) che abbiano già ricevuto il ciclo vaccinale primario e la dose addizionale di completamento
soggetti fragili: ossia una più ampia categoria di soggetti che ha almeno una delle patologie definite dal ministero della salute e più avanti descritte
ospiti e personale RSA
Operatori socio sanitari
Donne in gravidanza
Per tutte le informazioni sulla quarta dose consultate la pagina dedicata Prenotazione quarta dose vaccino anti covid-19: come prenotare, di seguito ci sono invece tutte le informazioni sulle due categorie rappresentate dai soggetti fragili e dai soggetti immunodepressi.
A chi è rivolta la quinta dose?
La quinta dose al momento è rivolta a tutta la popolazione over-60, anche se risulta fortemente raccomandata per over-80, over-60 fragili ed ospiti RSA.
Vediamo nel dettaglio chi sono i soggetti fragili a cui il Ministero fa riferimento.
Chi sono i soggetti fragili
I soggetti fragili sono rappresentati dal quella fetta di popolazione che ha una serie di patologie, considerate a rischio, e le troviamo raggruppate in due macro categorie:
il soggetti immunodepressi
i soggetti fragili
Chi rientra nella categoria degli immunodepressi a cui è consigliata la somministrazione della quarta dose di vaccino anti-covid?
Riportando un estratto riportato nel sito del Ministero della Salute, “[…] Le evidenze scientifiche indicano che i pazienti immunodepressi, come ad esempio le persone con immunodeficienze congenite o secondarie, le persone trapiantate, le persone affette da malattie autoimmuni in trattamento con farmaci ad azione immuno-soppressiva, così come le persone con malattie oncologiche o oncoematologiche, sono particolarmente a rischio, sia per quanto riguarda la morbilità che la mortalità in caso d’infezione da virus respiratori, tra cui i coronavirus“.
Il riferimento è la circolare del Ministero della Salute recante “Indicazioni preliminari sulla somministrazione di dosi addizionali e di dosi “booster” nell’ambito della campagna di vaccinazione anti SARS-CoV-2/COVID-19” consultabili a questo link Indicazioni dosi booster.Pdf (salute.gov.it)
In particolare sono incluse le seguenti condizioni:
Attesa di trapianto d’organo;
Trapianto di organo solido in terapia immunosoppressiva;
Trapianto di cellule staminali ematopoietiche (entro due anni dal trapianto o in terapia immunosoppressiva per malattia del trapianto contro l’ospite cronica);
Immunodeficienze primitive (es. Sindrome diGeorge, sindrome di Wiskott-Aldrich, immunodeficienza comune variabile etc.);
Immunodeficienze secondarie a trattamento farmacologico (es: terapia corticosteroidea ad alto dosaggio protratta nel tempo, farmaci immunosoppressori, farmaci biologici con rilevante impatto sulla funzionalità del sistema immunitario etc.);
Sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) con conta dei linfociti T CD4+<200 cellule/µl o sulla base di giudizio clinico;
Terapie a base di cellule T esprimenti un Recettore Chimerico Antigenico (cellule CART);
Patologia oncologica o onco-ematologica in trattamento con farmaci immunosoppressivi, mielosoppressivi o a meno di sei mesi dalla sospensione delle cure;
Pregressa splenectomia;
Dialisi e insufficienza renale cronica grave
Chi sono i soggetti fragili che, possono ricevere la quarta dose di vaccino?
Fanno parte del gruppo dei fragili i pazienti con queste patologie:
Malattie respiratorie: fibrosi polmonare idiopatica, malattie respiratorie che necessitino di ossigenoterapia
Malattie cardiocircolatorie: scompenso cardiaco in classe avanzata (III – IV NYHA), pazienti post-shock cardiogeno
Malattie neurologiche: sclerosi laterale amiotrofica e altre malattie del motoneurone, sclerosi multipla, distrofia muscolare, paralisi cerebrali infantili, miastenia gravis, patologie neurologiche disimmuni.
Diabete/altre endocrinopatie severe: diabete di tipo 1, diabete di tipo 2 in terapia con almeno 2 farmaci per il diabete o con complicanze, morbo di Addison, panipopituitarismo
Malattie epatiche: cirrosi epatica
Malattie cerebrovascolari: evento ischemico-emorragico cerebrale con compromissione dell’autonomia neurologica e cognitiva, stroke nel 2020-21, stroke antecedente al 2020 con ranking maggiore o uguale a 3
Emoglobinopatie: talassemia major, anemia a cellule falciformi, altre anemie gravi.
Altro: fibrosi cistica, sindrome di Down, grave obesità (Bmi maggiore di 35)
Disabilità (fisica, sensoriale, intellettiva e psichica): disabili gravi ai sensi della legge 104/1992 articolo 3 comma 3.
Come prenotare la quarta e quinta dose per i soggetti fragili e per i soggetti immunodepressi
Le modalità di prenotazione sono differenti da regione a regione, accedi alla pagina della tua regione Scegli Regione.
Da Gennaio 2023 sarebbe dovuto arrivare lo stop alle ricette cosiddette dematerializzate, ossia ricette elettroniche trasmesse in formato digitale dai medici di base ai pazienti (via mail o sms), tornando così al formato cartaceo da ritirare direttamente presso lo studio del proprio medico. Sembra invece che tramite il decreto “Milleproroghe” questa modalità di trasmissione delle ricette che di fatto, in periodo Covid, ha permesso di evitare affollamenti negli studi medici e di snellire in maniera importante la parte burocratica, sia lato medici, sia lato pazienti, sarà prorogata.
La preoccupazione dei medici
Di fronte alla prospettiva di tornare al cartaceo è stata quindi inoltrata la richiesta di una proroga da parte dei medici al Ministero della Salute, il quale ha accolto la richiesta ed ha inserito la norma nel decreto Milleproroghe già approvato dal Consiglio dei Ministri.
Lo stesso Filippo Anelli, Presidente della Federazione degli Ordine dei Medici, ha dichiarato a Repubblica: “La carenza dell’attivazione del fascicolo sanitario elettronico in tutte le regioni e la mancata attivazione da parte di tantissimi cittadini di questo strumento rischia di farci tornare indietro. Ecco perché credo che sia necessaria una proroga di questa norma, che finora ci ha consentito di svolgere in maniera così efficiente il servizio della ricettazione e di avviare poi il confronto con le regioni per migliorare sempre di più l’attivazione del fascicolo sanitario elettronico, che sarebbe la vera soluzione del problema”. Aggiungendo: “Il sistema ha risparmiato milioni di tonnellate di carte e i servizi sono migliorati nettamente, perché la ripetizione di una ricetta cronica è diventata di una semplicità unica. Ma non solo: è riuscita a sgravare moltissimo il medico da quel tipo di pressione che avveniva durante lo svolgimento del suo lavoro in ambulatorio perché si poteva dedicare finalmente alle visite e le ricette le poteva fare in un secondo momento”
La voce dei pediatri
Come dichiara all’ANSA Luigi Greco, Consigliere Nazionale della Società Italiana di Pediatria (Sip) e pediatra famiglia a Bergamo, “per evitare di affollare ulteriormente gli studi dei pediatri di famiglia in questo periodo di alta circolazione di infezioni virali è necessario, nell’immediato, trovare il modo di prorogare il promemoria o ricetta dematerializzata. Ma, per trasferire in modo sicuro le informazioni dal prescrivente al paziente, bisogna puntare sul fascicolo sanitario elettronico, come avviene oggi in Veneto“. Ed aggiunge “La proroga della ricetta dematerializzata dovrebbe essere però vincolata all’impegno, da parte delle Regioni, a una effettiva implementazione del fascicolo sanitario elettronico, attraverso la tessera sanitaria o specifiche App. Tutto ciò che si può fare in remoto è meglio lo si faccia, visto che la tecnologica lo permette, a beneficio dei pazienti, dei medici e dell’ambiente“.
Cos’è il Fascicolo Sanitario Elettronico?
Come spiegato sul sito del Ministero della Salute: “Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), conosciuto anche come Electronic Health Record (EHR), è un insieme di dati e documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici, riguardanti l’assistito, riferiti a prestazioni erogate dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e, a partire dal 19 maggio 2020, anche da strutture sanitarie private.“
Il Fascicolo Sanitario Elettronico raccoglie e mette a disposizione tutta una serie di documenti riguardanti il pazientee la sua vita sanitaria, come ad esempio:
i dati identificativi e amministrativi dell’assistito;
le informazioni del medico di base dal lui scelto;
le prescrizioni specialistiche e farmaceutiche;
i referti di laboratorio;
il profilo sanitario sintetico redatto e aggiornato dal medico di medicina generale o pediatra di libera scelta che riassume la storia clinica dell’assistito e la sua situazione corrente conosciuta.
Con il consenso del paziente, tali documenti vengo resi disponibili anche al personale sanitario.
Sulla pagina www.fascicolosanitario.gov.it sono disponibili i dettagli sui progressi nella realizzazione dei Fascicoli Sanitari nelle varie Regioni e Province Autonome.
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Dallo scorso Ottobre anche in Liguria è possibile, per alcune categorie di persone, sottoporsi alla quinta dose (terzo richiamo) di vaccino anti Covid, come da Circolare del Ministero della salute n.0043189 -17/10/2022.
Vediamo nel dettaglio chi può sottoporsi alla quinta dose e quali sono le modalità di prenotazione nella Regione Liguria.
A chi è destinata la quinta dose in Liguria?
La quinta dose (terzo richiamo) può essere somministrata solamente nel caso in cui siano trascorsi almeno 120 giorni dalla quarta dose o dall’ultima infezione da Covid (data del tampone positivo) ed è al momento destinata alle seguenti categorie:
persone con età uguale o maggiore di 80 anni;
ospiti delle RSA;
persone di età uguale o maggiore di 60 anni con fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti.
Possono sottoporsi alla quinta dose anche tutte le persone con età pari o maggiore di 60 che ne facciano richiesta purché, anche in questo caso, siano trascorsi 120 giorni dalla quarta dose o dall’ultima infezione da Covid (data del tampone positivo).
Quali vaccini vengono utilizzati per la quinta dose in Liguria?
I vaccini utilizzati per la quinta dose (terzo richiamo) sono i vaccini a m-RNAaggiornati ed efficaci sia sul ceppo del virus originario, sia contro Omicron e le sue varianti BA.4 e BA.5 (per questo definiti bivalenti) autorizzati da EMA e AIFA.
Per la prenotazione della quinta dose in Liguria esistono varie modalità:
online, tramite il sito prenotovaccino.regione.liguria.it, inserendo il proprio codice fiscale e le ultime 5 cifre del numero della propria tessera sanitaria;
chiamando il numero Verde 800.93.88.18 – dalle ore 8.00 alle ore 18.00 (dei giorni feriali);
presso gli sportelli CUP delle ASL e ospedali distribuiti sul territorio regionale;
presso le farmacie aderenti al sistema CUP, le cui liste sono disponibili cliccando sui seguenti link:
Analogamente alle dosi precedenti, con la somministrazione della quinta dose si ha diritto al rilascio di un green pass aggiornato che sostituisce il precedente ed ha medesima validità. Le istruzioni dettagliate su come scaricare il proprio green pass sono disponibili nella nostra guida Come scaricare il Green Pass.
L’importanza della quinta dose
L’importanza del sottoporsi alla quinta dose (terzo richiamo) per determinate categorie di soggetti, traspare dalle dichiarazioni rilasciate a Genova Today dell’Assessore alla Sanità Angelo Gratarola: “L’impatto sanitario della circolazione del covid in questo momento non è elevato e non lo è grazie al fatto che la popolazione si è vaccinata in maniera soddisfacente. Oggi però per determinate fasce della popolazione, quindi gli ultrasessantenni e le persone fragili che hanno già fatto la quarta dose o che hanno contratto il covid da almeno 4 mesi, è opportuno procedere al terzo richiamo o quinta dose. Così facendo si ripristina la risposta immunitaria e la si rende più efficace in un periodo dove è atteso un aumento della circolazione virale”.
Sempre a Genova Today, le parole del Direttore Generale di A.Li.Sa. (Azienda Ligure Sanitaria) Filippo Ansaldi: “Considerato che le persone fragili e quelle più anziane si erano vaccinate in anticipo rispetto agli altri, in un numero rilevante anche con la quarta dose, questa è l’occasione per andare a proteggere questi soggetti, anche perché sono i più a rischio. Oggi abbiamo un’elevata circolazione del virus, anche se va detto che non c’è un impatto pesante sul sistema sanitario in termine di accessi e pressione sui nostri ospedali: questo è proprio dovuto al fatto che una fetta importante della popolazione più a rischio si è protetta con il vaccino. E dobbiamo proseguire su questa strada, con questa ulteriore dose di richiamo”.
Quinta dose e variante Cerberus
Alla circolazione sostenuta del virus sta contribuendo, nelle ultime settimane, anche il diffondersi di una nuova sotto-variante di Omicron, detta Cerberus (BQ.1.1) che sta spingendo l’aumento dei contagi anche in Liguria e che secondo gli esperti diventerà dominante entro il mese di Gennaio 2023. Diventa quindi ancora più importante proteggersi con la quinta dose, qualora appartenenti ad una delle categorie aventi diritto, in particolar modo se soggetti anziani o con fragilità, per i quali la quinta dose è fortemente consigliata.
Un altro motivo importante per proteggersi con la quinta dose è rappresentato dall’arrivo dell’influenza, detta Australiana, che quest’anno, dopo due anni di relativa latenza dovuta all’utilizzo delle mascherine e al distanziamento sociale, si sta rivelando particolarmente virulenta e sta già costringendo a letto circa un milione di italiani. Dal momento che è possibile contagiarsi contemporaneamente con influenza e Covid, seppur in rari casi, sottoporsi alla quinta dose diventa ancora più importante (qualora si rientri nelle categorie aventi diritto), anche contestualmente o in tempi ravvicinati al vaccino antinfluenzale, come specificato anche nella Circolare n. 0043189 del 17 ottobre 2022rilasciata dal Ministero della Salute.
Dal momento che l’influenza e le varianti Covid attualmente in circolazione presentano inoltre alcuni sintomi simili, diventa importante sapere come distinguere le due infezioni. Per approfondire l’argomento visitate la nostra pagina Influenza e Covid, come distinguerli? Caratteristiche, sintomi e differenze.
La quinta dose nella Regione Liguria è obbligatoria?
La quinta dose (terzo richiamo) nella Regione Liguria è consigliata per alcune categorie a rischio (elencate sopra), ma non è obbligatoria: l’obbligo vaccinale è rimasto in vigore fino al 15 Giugno 2022 (per i cittadini over-50 e per alcune categorie professionali come operatori sanitari e Forze dell’Ordine).
Dicembre è il mese degli Open Day vaccinali nella Regione Lombardia. Si tratta di giornate in cui ci si può recare presso i centri adibiti senza prenotazione e ricevere il vaccino antinfluenzale, in alcuni casi in combinazione col vaccino anti-Covid (a patto che si rientri nelle categorie che abbiano i requisiti richiesti per le varie dosi).
Dove è necessario recarsi ed in quali date?
Per tutti i dettagli sulle sedi vaccinali, le date, gli orari, i vaccini a cui sarà possibile sottoporsied i possibili destinatari potete visitare il calendario OPEN DAY VACCINI
A chi è raccomandato il vaccino antinfluenzale?
Come già specificato in maniera dettagliata nel nostro articolo Vaccino antinfluenzale 2022, riassumiamo nuovamente le categorie per le quali il vaccino antinfluenzale è raccomandato in via prioritaria, poiché a maggior rischio di complicanze in caso di contagio:
Over 60
Donne in gravidanza
Persone a rischio per patologia
Operatori sanitari
Bambini
Sottoporsi al vaccino antinfluenzale è inoltre fortemente raccomandato ai soggetti addetti a servizi pubblici di interesse collettivo (come insegnanti, forze di polizia e vigili del fuoco), a soggetti il cui lavoro comporta il contatto con animali e ai donatori di sangue.
Perché è importante vaccinarsi contro l’influenza ed approfittare degli open day?
Come spiegato dall’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso “Quest’anno l’influenza stagionale è arrivata in anticipo e nelle ultime settimane stiamo registrando un incremento importante della curva epidemica. Con gli Open Day vogliamo integrare l’enorme lavoro svolto finora da medici di medicina generale, farmacisti e pediatri. Febbre anche molto alta raffreddore e tosse stanno già costringendo a letto moltissimi lombardi. Si tratta sia di adulti che di bambini, con grave rischio di complicanze per i soggetti fragili per età e per condizione patologica. Più aumenta il numero delle persone che si vaccinano, meno il virus avrà la possibilità di circolare e di colpire i più fragili. Proteggiamoci dall’influenza anche in vista delle prossime festività. La possibilità di accedere all’antinfluenzale senza prenotazione è una straordinaria occasione“.
Un’influenza piuttosto aggressiva
Come ormai noto, quest’anno siamo alle prese con un virus influenzale piuttosto aggressivo e potenzialmente pericoloso per i soggetti fragili, più di quanto fossimo abituati in epoca pre-Covid.
L’Australiana (così ribattezzata poiché il virus è stato isolato per la prima volta in Australia) ha già costretto a letto un milione di italiani e promette di non fermarsi qui, per raggiungere il suo picco probabilmente nel mese di gennaio 2023.
Per il momento sta contagiando in particolar modo i più piccoli con un sistema immunitario ancora non del tutto maturo, non risparmiando però i giovani adulti in buona salute e gli anziani, presentando una serie di sintomi classici in un virus influenzale, ma in forma piuttosto importante:
mal di gola;
tosse;
febbre;
raffreddore;
dolori muscolari ed articolari;
senso di affaticamento.
Soprattutto la febbre tende a manifestarsi raggiungendo in media i 38°C, a volte con punte di 39-40°C, specialmente nei bambini, come spiega Paola Pedrini, segretario generale della Fimmg Lombardia (la federazione italiana dei medici di medicina generale) a Milano Today: la febbre è solitamente “ accompagnata da tosse (di solito secca), dolori ossei e muscolari diffusi, mal di testa, grave malessere (spossatezza), mal di gola e naso che cola. La tosse può essere grave e molto fastidiosa, può durare anche due o più settimane. Possono essere presenti altri sintomi come fotofobia (un’eccessiva sensibilità e intolleranza alla luce) e inappetenza. Non sono comuni sintomi a carico del tratto gastrointestinale, quali nausea, vomito, diarrea, poiché di solito sono provocati da virus simil-influenzali, ma possono presentarsi soprattutto nei bambini.”
L’importanza della vaccinazione antinfluenzale ed anti Covid nella Campagna di Comunicazione del Ministero della Salute
Riportiamo di seguito il video dello spot televisivo diffuso dal Ministero della Salute sulle reti Rai e Mediaset, oltre che sui vari Social, a partire dal 1 Dicembre 2022:
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Dallo scorso Ottobre anche in Sardegna è possibile, per alcune categorie di persone, sottoporsi alla quinta dose di vaccino anti Covid (terzo richiamo), come da Circolare del Ministero della salute n.0043189 -17/10/2022.
Vediamo nel dettaglio chi può sottoporsi alla quinta dose e quali sono le modalità di prenotazione nella Regione Sardegna.
A chi è destinata la quinta dose in Sardegna?
La quinta dose (terzo richiamo) può essere somministrata solamente a patto che siano trascorsi almeno 120 giorni dalla quarta dose o dall’ultima infezione da Covid (data del tampone positivo) ed è al momento destinata alle seguenti categorie:
persone con età uguale o maggiore di 80 anni;
ospiti delle RSA;
persone di età uguale o maggiore di 60 anni con fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti.
Possono sottoporsi alla quinta dose anche tutte le persone con età pari o maggiore di 60 che ne facciano richiesta purché, anche in questo caso, si rispetti l’intervallo di 120 giorni dalla quarta dose o dall’ultima infezione da Covid (data del tampone positivo).
Quali vaccini vengono utilizzati per la quinta dose in Sardegna?
I vaccini utilizzati per la quinta dose (terzo richiamo) sono i vaccini bivalenti, aggiornati ed efficaci sia sul ceppo del virus originario, sia contro Omicron e le sue varianti BA.4 e BA.5 (per questo definiti bivalenti) autorizzati da EMA e AIFA.
Esistono varie modalità di prenotazione della quinta dose, comuni a tutte le categorie aventi diritto:
prenotazione online, tramite la piattaforma di Poste Italiane al link Accesso alla prenotazione, inserendo il proprio Codice Fiscale e numero di Tessera Sanitaria;
tramite Call Center, chiamando il numero verde 800 00 99 66 (attivo tutti i giorni dalle 8 alle 20);
attraverso gli Atm degli uffici postali;
tramite il portalettere ufficiale di Poste Italiane.
Quinta dose e Green Pass
Con la somministrazione della quinta dose si ha diritto al rilascio di un green pass aggiornato che sostituisce quello precedente ed ha medesima validità. Le istruzioni dettagliate su come scaricare il proprio green pass sono disponibili nella nostra guida Come scaricare il Green Pass.
Quinta dose e variante Cerberus
Nelle ultime settimane stiamo assistendo al diffondersi di una nuova sotto-variante di Omicron, detta Cerberus (BQ.1.1) che sta contribuendo all’aumento dei contagi anche in Sardegna e che secondo gli esperti diventerà dominante entro il mese di Gennaio 2023. Diventa quindi ancora più importante proteggersi con la quinta dose, qualora appartenenti ad una delle categorie aventi diritto, in particolar modo se soggetti anziani o con fragilità, per i quali la quinta dose è fortemente consigliata.
Un altro motivo importante per proteggersi con la quinta dose è rappresentato dall’arrivo dell’influenza che quest’anno, dopo due anni di relativa latenza dovuta all’utilizzo delle mascherine e al distanziamento sociale, si preannuncia particolarmente virulenta e promette di diffondersi in tempi molto brevi. Dal momento che è possibile contagiarsi contemporaneamente con influenza e Covid, seppur in rari casi, sottoporsi alla quinta dose diventa ancora più importante (qualora si rientri nelle categorie aventi diritto), anche contestualmente o in tempi ravvicinati al vaccino antinfluenzale, come specificato anche nella Circolare n. 0043189 del 17 ottobre 2022rilasciata dal Ministero della Salute.
Dal momento che l’influenza e le varianti Covid attualmente in circolazione presentano inoltre alcuni sintomi simili, diventa importante sapere come distinguere le due infezioni. Per approfondire l’argomento visitate la nostra pagina Influenza e Covid, come distinguerli? Caratteristiche, sintomi e differenze.
La quinta dose nella Regione Sardegna è obbligatoria?
La quinta dose (terzo richiamo) nella Regione Sardegna è consigliata per alcune categorie a rischio (elencate sopra), ma non è obbligatoria: l’obbligo vaccinale è rimasto in vigore fino al 15 Giugno 2022 (per i cittadini over-50 e per alcune categorie professionali come operatori sanitari e Forze dell’Ordine).
Anche in Piemonte, dallo scorso Ottobre, è accessibile, per alcune categorie di persone, la quinta dose di vaccino anti Covid con il nuovo vaccino bivalente.
Vediamo nel dettaglio chi può sottoporsi alla quinta dose e quali sono le modalità di prenotazione nella Regione Piemonte.
A chi è destinata la quinta dose in Piemonte?
La quinta dose (terzo richiamo) può essere somministrata solamente laddove siano trascorsi almeno 120 giorni dalla quarta dose o dall’ultima infezione da Covid (data del tampone positivo) ed è al momento destinata alle seguenti categorie:
persone con età uguale o maggiore di 80 anni;
ospiti delle RSA;
persone di età uguale o maggiore di 60 anni con fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti.
E’ ad ogni modo consentito l’accesso alla quinta dose a tutte le persone con età pari o maggiore di 60 che ne facciano richiesta purché, anche in questo caso, si rispetti l’intervallo di 120 giorni dalla quarta dose o dall’ultima infezione da Covid (data del tampone positivo).
Ciascuna delle categorie sopra elencate deve essersi sottoposta a quarta dose con vaccino a mRNA (Pfizer o Moderna).
Quali vaccini vengono utilizzati per la quinta dose in Piemonte?
I vaccini utilizzati per la quinta dose (terzo richiamo) sono i vaccini aggiornati ed efficaci sia sul ceppo del virus originario, sia contro Omicron e le sue varianti BA.4 e BA.5 (per questo definiti bivalenti) autorizzati da EMA e AIFA.
Le modalità di prenotazione della quinta dose in Piemonte sono differenziate in base alla categoria a cui si appartiene:
Cittadini tra 60 e 79 anni (non fragili): occorre compilare il modulo di preadesione disponibile alla pagina www.ilpiemontetivaccina.it. Per accedere al modulo occorre inserire il proprio codice fiscale, il numero di tessera sanitaria. Una volta inoltrata la propria adesione si riceverà un SMS al proprio numero di cellulare con i dettagli del proprio appuntamento. Resta comunque valida la possibilità di prenotare presso le farmacie aderenti (la lista è disponibile a questo link) o presso il proprio medico di base se aderente alla campagna vaccinale.
Cittadini over 80: questa categoria riceverà direttamente la convocazione per la quinta dose dalla propria ASL dopo un minimo di 120 giorni dalla quarta dose o dall’ultima infezione (data del tampone positivo). In alternativa è possibile prenotare tramite farmacia alla seguente pagina Prenotazione in farmacia, inserendo il proprio codice fiscale, numero di tessera sanitaria ed i propri dati anagrafici.
Fragili over 60e ospiti RSA: per queste categorie di persone è stata predisposta la chiamata attiva, vale a dire che saranno contattati direttamente dalle proprie ASL di appartenenza.
Con la somministrazione della quinta dose si ha diritto al rilascio di un green pass aggiornato che annulla e sostituisce quello precedente ed ha medesima validità. Le istruzioni su come scaricare il proprio green pass sono disponibili nella nostra guida Come scaricare il Green Pass.
Quinta dose e variante Cerberus
Nelle ultime settimane stiamo assistendo al diffondersi di una nuova sotto-variante di Omicron, detta Cerberus (BQ.1.1) che sta contribuendo all’aumento dei contagi anche in Piemonte e che secondo gli esperti diventerà dominante entro il mese di Gennaio 2023. Diventa quindi ancora più importante proteggersi con la quinta dose, qualora appartenenti ad una delle categorie aventi diritto, in particolar modo se soggetti anziani o con fragilità, per i quali la quinta dose è fortemente consigliata.
Un altro motivo importante per proteggersi con la quinta dose è rappresentato dall’arrivo dell’influenza che quest’anno è stata soprannominata Australiana, e che dopo due anni di relativa assenza dovuta all’utilizzo delle mascherine e al distanziamento sociale, si sta rivelando particolarmente virulenta costringendo a letto già migliaia di cittadini. Dal momento che è possibile contagiarsi contemporaneamente con influenza e Covid, seppur in rari casi, sottoporsi alla quinta dose diventa ancora più importante (qualora si rientri nelle categorie aventi diritto), anche contestualmente o in tempi ravvicinati al vaccino antinfluenzale, come specificato anche nella Circolare n. 0043189 del 17 ottobre 2022 rilasciata dal Ministero della Salute.
Dal momento che l’influenza e le varianti Covid attualmente in circolazione presentano inoltre alcuni sintomi simili, diventa importante sapere come distinguere le due infezioni. Per approfondire l’argomento visitate la nostra pagina Influenza e Covid, come distinguerli? Caratteristiche, sintomi e differenze.
La quinta dose nella Regione Piemonte è obbligatoria?
La quinta dose (terzo richiamo) nella Regione Piemonte è consigliata per alcune categorie ritenute a rischio (elencate sopra), ma non è obbligatoria: l’obbligo vaccinale è rimasto in vigore fino al 15 Giugno 2022 (per i cittadini over-50 e per alcune categorie professionali come operatori sanitari e Forze dell’Ordine).
In un periodo storico in cui si parla tanto di vaccini e reazioni avverse correlate, è interessante approfondire il tema legato al cosiddetto effetto nocebo, ossia l’esatto opposto del più conosciuto effetto placebo (che indica la capacità curativa di un prodotto che non esercita alcun effetto biologico, ma che di fatto ci fa stare meglio in virtù della profonda fiducia che il paziente nutre nella sua efficacia).
Per effetto nocebo si intende, al contrario, una reazione avversa scatenata dalle aspettative negative del paziente rispetto ad una terapia farmacologica percepita come dannosa e nociva.
Reazioni immaginarie?
La risposta è no: il paziente che sperimenta l’effetto nocebo vive realmente delle situazioni di malessere che potremmo definire di origine psicosomatica (quindi non dovute direttamente all’effetto biologico della terapia in questione) ma non per questo meno reali. Semplificando, il paziente sta realmente male in seguito alla somministrazione di un vaccino o all’assunzione di un farmaco, ma questo non ha nulla a che vedere con un possibile effetto collaterale che il prodotto assunto può aver effettivamente causato.
Uno studio Israeliano dimostra la frequenza dell’effetto nocebo
Da una sperimentazione condotta dal Beth Israel Deaconess Medical Center della Harvard Medical School, i cui risultati sono stati pubblicati dal Journal of the American Medical Association (Jama), sono emersi dati interessanti. La sperimentazione ha preso in esame dodici studi clinici che hanno coinvolto 45.380 volontari, dei quali 22.578 hanno ricevuto placebo (soluzione salina) e 23.817 il vaccino anti Covid (sia vaccini a mRNA, che a vettore virale che vaccini proteici). I partecipanti non erano ovviamente al corrente di cosa gli sarebbe stato somministrato (se vaccino o soluzione salina). Va inoltre specificato che lo studio non ha preso in esame reazioni avverse gravi.
Cosa è emerso dalla sperimentazione?
I test hanno dimostrato che, all’interno del gruppo che aveva ricevuto una iniezione di soluzione salina (placebo), buona parte dei soggetti ha sperimentato reazioni avverse sia dopo la prima dose, che dopo la seconda dose, reazioni causate appunto dall’effetto nocebo.
In particolare, dopo la prima somministrazione:
circa il 35% dei soggetti che avevano ricevuto il placebo (soluzione salina) ha sperimentato effetti avversi come mal di testa e stanchezza, mentre il 16% ha lamentato dolore al braccio, gonfiore e arrossamento nel sito di iniezione.
Dopo la seconda somministrazione:
il 32% del gruppo “placebo” ha segnalato eventi sistemici (mal di testa o stanchezza) e il 12% ha segnalato reazioni locali (gonfiore o arrossamento al sito di iniezione)
In conclusione, nonostante la percentuale di effetti avversi riportati da chi aveva ricevuto effettivamente i vaccini fossero più elevate, è chiaro che gli effetti avversi riportati da chi aveva invece ricevuto inconsapevolmente il placebo sono stati causati da fattori diversi, estranei ai vaccini.
C’è da sottolineare inoltre che sintomi come mal di testa, affaticamento, dolore e arrossamento al sito di iniezione, che lo studio ha appunto dimostrato essere frequentemente correlati all’effetto nocebo,sono tra gli eventi avversi più comuni sperimentati dopo la vaccinazione anti Covid.
Cosa dimostrano e perché sono importanti sperimentazioni di questo tipo?
Studi come quelli pubblicati dal Journal of the American Medical Association aiutano a comprendere come, in alcuni casi, le reazioni fisiche sperimentate da chi assume un farmaco o, ad esempio, si sottopone ad un vaccino, possono essere influenzate e causate dallo stato psichico della persona, dalle sue convinzioni e aspettative, da una situazione di ansia o stress, dal condizionamento dovuto ad esperienze personali, dall’osservazione degli effetti sperimentati da altre persone e molto altro. Pertanto, più la persona che assume un trattamento farmacologico sarà preoccupata e scettica, tanto più frequente sarà il presentarsi di reazioni avverse.
Sebbene di origine psicosomatica, ribadiamo che si parla di reazioni fisiche reali. In questo risiede l’importanza di studiare il fenomeno ed approfondirlo. Come afferma sulle colonne di Repubblica Salute Roberta Villa (laureata in medicina e chirurgia e da trent’anni giornalista scientifica sui temi della salute) “Studiarne i meccanismi serve piuttosto a controllarli meglio e a mettere a punto una strategia comunicativa mirata e più adatta, che aiuti le persone a superarli.“
Con la diffusione dellacircolare datata 9 Dicembre 2022 il Ministero della Salute ha dato il via libera alla somministrazione del vaccino Pfizer/BioNTech anti-Covid ai bambini nella fascia di età che va dai 6 mesi ai 4 annicompresi, approvando le indicazioni di EMA ed AIFA.
La circolare fa seguito al parere espresso in data 24 ottobre 2022 dalla Commissione Tecnico Scientifica di AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), la quale aveva accolto favorevolmente l’approvazione espressa dall’EMA (Agenzia Europea dei Medicinali) in merito all’estensione dell’utilizzo dei vaccino Pfizer in età pediatrica (6 mesi-4 anni) in formulazioni da 3 microgrammi/dose.
A chi è raccomandato il vaccino?
Come si legge nella circolare in questione, “si estende la raccomandazione della vaccinazione anti-SARS-CoV2/COVID-19 ai bambini nella fascia di età 6 mesi – 4 anni (compresi) che presentino condizioni di fragilità, tali da esporli allo sviluppo di forme più severe di infezione da SARS-Cov2, e nello specifico le seguenti:
Grave immunodeficienza primitiva (es. immunodeficienza comune variabile, agammaglobulinemia di Bruton, Sindrome di Wiskott-Aldrich, S. di DiGeorge) o secondaria, compresi coloro che sono in trattamento per cancro o che sono sottoposti a trattamento immunosoppressivo per malattie immuno-mediate (es. collagenopatie, malattia di Crohn), o per la prevenzione del rigetto nel trapianto di organo solido, o bambini affettida HIV con conta di linfociti CD4+ inferiore a 200 elementi/mL);
Trapianto di midollo osseo/cellule staminali, o terapia con CAR-T cells;
Terapia con anticorpi depletanti il compartimento B cellulare;
Splenectomizzati o soggetti nati con asplenia;
Thalassemia Major, anemia a cellule falciformi e altre anemie croniche gravi;
Insufficienza cardiaca grave;
Ipertensione polmonare grave;
Difetti cardiaci cianotici congeniti, cuore univentricolare post-intervento di Fontan e altre malattie cardiache congenite complesse che hanno impatto sulla funzione cardiaca;
Broncodisplasia polmonare;
Anomalie strutturali delle vie aeree;
Ipoplasia polmonare grave;
Malattie polmonari croniche con una riduzione persistente della funzione polmonare;
Malattie renali croniche;
Diabete mellito di tipo 1;
Fibrosi cistica;
Pregresso stroke;
Condizioni neurologiche o neuromuscolari croniche;
Paralisi cerebrale infantile;
Sindrome di Down (trisomia 21) e altre cromosomopatie;
Obesità (> 97° percentile di BMI);
Neonati ex prematuri di età inferiore ai 2 anni;
Malattie sindromiche con grave compromissione delle attività quotidiane;
Disabilità grave ai sensi della legge 104/1992 art.3 comma 3).
Si legge, sempre nella circolare, che il vaccino è comunque accessibile a tutti i bambini appartenenti la fascia di età indicata, ossia dai 6 mesi ai 4 anni compiuti, (anche nel caso in cui non presentino condizioni di fragilità), i cui genitori ne facciano richiesta.
Quale vaccino sarà utilizzato?
Come si legge nel testo nella circolare, sarà utilizzato il vaccino Comirnaty (prodotto da Pfizer/BioNTech). Il ciclo vaccinale completo prevede 3 dosi (da 3 microgrammi ciascuna), con la seconda dose a 3 settimane dalla prima, e la terza dose ad almeno 8 settimane dalla seconda.
Il bambino che dovesse compiere 5 anni tra una dose e l’altra del ciclo di vaccinazione, dovrà comunque completare il ciclo.
Per tutte le informazioni dettagliate rimandiamo alla Circolare del Ministero della salute n.0049730 del 09/12/2022, disponibile cliccando su questo link.
Gli Usa fanno un passo avanti, approvato l’utilizzo dei vaccini bivalenti nella fascia 6 mesi-4 anni
Nelle stesse ore in cui in Italia viene dato il via libera alla vaccinazione dei piccoli dai 6 mesi ai 4 anni di età, l’Agenzia Americana del farmaco (FdA) ha approvato, per tale fascia di età, l’utilizzo dei vaccini bivalenti aggiornati a Omicron 4 e 5 prodotti da Moderna e da Pfizer-BioNTech.
Come afferma il commissario della Fda, Robert M. Califf “Più bambini hanno adesso l’opportunità di aggiornare la loro protezione contro Covid-19 con un vaccino bivalente, e incoraggiamo i genitori e gli operatori sanitari a considerarla quando indicato, soprattutto mentre si va verso le feste natalizie e i mesi invernali, periodi duranti i quali si trascorre più tempo in ambienti chiusi. Poiché il virus” Sars-CoV-2 “è cambiato e l’immunità conferita dalla precedente vaccinazione diminuisce, più persone aggiornano la loro protezione e maggiori saranno i benefici per chi si protegge, per le famiglie e per la salute pubblica, grazie alla possibilità di prevenire malattie gravi, ricoveri e decessi”.
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