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Emergenza Ucraina, vaccinazione per i rifugiati

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L’Italia, da sempre in prima linea nella solidarietà verso le popolazioni colpite da catastrofi, anche questa volta scende in campo non solo con aiuti sanitari direttamente nei luoghi colpiti dalla guerra, ma mette a disposizione la vaccinazione per i rifugiati ucraini fuggiti dal proprio Paese e giunti in Italia (circa mille solamente oggi), con punti dedicati ai tamponi e all’eventuale somministrazione dei vaccini.

Si stima che solo il 35% della popolazione ucraina abbia completato il ciclo vaccinale, mentre l’1,2% sarebbe ancora in attesa di completarlo.

In questo momento, dove la pandemia di Covid-19 tiene ancora in allerta il nostro Governo, non ci si può permettere di sottovalutare il problema epidemiologico e di vedere sfumare tutti gli sforzi fatti fino a questo momento, anche in previsione della fine dello stato di emergenza previsto per il prossimo 31 Marzo.

A questo proposito Walter Ricciardi, consulente del Ministro della Salute Roberto Speranza, raccomanda “grandi campagne vaccinali all’arrivo, naturalmente se possibile nei punti di transito”.

Aggiunge inoltre che “queste popolazioni sono scarsamente vaccinate.  Succede in Russia, ma in generale in tutti i Paesi dell’Est, dove la percentuale di copertura vaccinale contro il coronavirus pandemico non supera il 60%, quindi è chiaro che c’è bisogno di cautela. C’è bisogno di proteggere innanzitutto loro e poi naturalmente anche noi per evitare di rimettere in circolazione il virus in maniera ancora più forte di quanto in questo momento sia in Italia, dove circa 5 milioni di persone ancora non sono vaccinate“.

Proprio per questo motivo in Italia le Regioni si stanno organizzando con diverse iniziative, vediamone alcuni esempi

Vaccinazione rifugiati ucraini nel Lazio

Dal 2 Marzo nel Lazio, a Roma, l’hub della Stazione Termini è pronto ad accogliere chi fugge dalla guerra mettendo a loro disposizione tutte le procedure con accesso libero, dai test antigenici ai vaccini al rilascio della certificazione verde, inoltre a tutti verrà assegnato il tesserino sanitario Stp-straniero temporaneamente presente che consentirà ad ognuno di usufruire dei servizi sanitari.

Vaccinazione per rifugiati Ucraina
Vaccinazione per rifugiati Ucraina

Consulta il portale web della regione Lazio per ulteriori informazioni CAMPAGNA DI VACCINAZIONE ANTI COVID-19 – Salute Lazio oppure la pagina della Prenotazione vaccino Lazio

Vaccinazione rifugiati ucraini nel Veneto

Nel Veneto ad esempio negli hub vaccinali oltre a fornire le prime misure anti-Covid come tamponi ed eventuale vaccinazione, le persone fuggite dalle zone di guerra riceveranno la programmazione delle successive prestazioni di sanità pubblica e le informazioni necessarie all’accesso ai percorsi di assistenza in caso di necessità sanitarie urgenti come ad esempio un’eventuale gravidanza o una malattia acuta.

Inoltre la regione ha deciso di individuare i punti tampone e i centri vaccinali come punto di riferimento per la presa in carico dei richiedenti asilo ed in più ha aperto un conto corrente di solidarietà su cui effettuare donazioni per l’assistenza ai profughi civili dell’Ucraina che stanno giungendo nella regione.

Vaccinazione per rifugiati Ucraina

Vaccinazione rifugiati ucraini in Lombardia

Anche la Lombarda è al lavoro per gestire l’emergenza Ucraina e garantire, dalla prossima settimana, test e vaccini infatti, dalla Regione, la vicepresidente e responsabile del Welfare Letizia Moratti annuncia che tutti i cittadini ucraini che arriveranno nella regione riceveranno gratuitamente tamponi e vaccini contro il Covid-19 oltre al morbillo, parotite, rosolia, anti-difterite, tetano e pertosse.

Vaccinazione rifugiati ucraini in Campania

In Campania invece è previsto un primo accoglimento dei rifugiati ucraini  presso l’albergo covid dell’Ospedale del Mare dove sono disponibili 168 posti, qui saranno effettuati screening completi per escludere eventuali contagi ma anche  per gestirli e verificare le condizioni sanitarie generali degli ospiti.

In seguito i profughi saranno suddivisi nelle diverse strutture presenti sul territorio regionale come ad esempio la struttura comunale di Marechiaro (55 posti) e i Cas di Napoli (40 posti), Benevento (30 posti), Salerno (31 posti), Caserta (50 posti) e Avellino (30 posti).

E’ stato inoltre predisposto un sistema di prevenzione sanitaria in raccordo con Asl e Regione Campania in quanto dai primi riscontri molti cittadini ucraini sono risultati sprovvisti di un ciclo vaccinale riconosciuto a livello europeo, questo perché il vaccino Sputnik non è considerato efficace in Europa, verranno quindi attivate campagne vaccinali dedicate.

Cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi giorni?

Ci auguriamo tutti che questa tragedia abbia presto una fine e che tutti coloro che sono costretti ad abbandonare la propria casa, i propri cari e tutti i propri averi possano tornare presto a ricostruire ciò che hanno perso, ma ad oggi purtroppo la situazione tende a peggiorare di ora in ora con una conseguente e sempre crescente fuga di queste persone verso luoghi più sicuri.

Il timore rimane quindi quello che nelle prossime settimane, proprio per l’arrivo dei profughi ucraini, la situazione della pandemia possa avere sviluppi inaspettati quindi provvederemo ad aggiornare il nostro sito anche su questa situazione.

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© Riproduzione riservata

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