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Green Pass e Super Green Pass: differenze

Che differenze ci sono, cosa cambia, quali sono le regole, quanto dura il green pass, dove è obbligatorio e tutte le informazioni sulla certificazione verde che sta cambiamo la nostra vita

Alla luce delle continue modifiche in materia di green pass che stanno arrivando nelle ultime settimane,  i dubbi su cosa si può fare o non si può fare con i vari tipi di certificazione sono ancora molti.

Green pass e super green pass sono la stessa cosa? Green pass base, rafforzato o booster? In questo articolo cercheremo di riassumere e fare chiarezza iniziando con il capire cos’è questo documento che ormai fa parte inesorabilmente della nostra quotidianità.

Che cos’è il green pass?

Il green pass è una certificazione sia digitale che stampabile emessa esclusivamente attraverso la Piattaforma nazionale del Ministero della Salute attestante che una persona è in una delle seguenti condizioni:

  • aver effettuato la vaccinazione anti COVID-19 (secondo le tempistiche previste da Ministero della Salute)
  • aver ottenuto un risultato negativo ad un test antigenico rapido (tampone rapido) nelle ultime 48 ore o ad un test molecolare nelle ultime 72 ore;
  • essere guarita dal COVID-19 da non più di 6 mesi (180 giorni).

La Certificazione contiene un QR Code (codice a barre bidimensionale) attraverso il quale, utilizzando un’apposita applicazione, si può verificare la sua validità e autenticità.

Green pass da vaccinazione: cosa succede dopo ciascuna dose

Ad ogni dose di vaccino viene rilasciato un nuovo green pass, quindi un nuovo QR Code. Quali dosi di vaccino danno diritto al green pass? Quanto dura il green pass prima dose, seconda dose e dose booster (terza dose)? Senza terza dose posso avere il green pass? Come faccio a calcolare la validità del green pass?

Validità green pass

Cerchiamo di fare chiarezza, vedendo cosa succede dopo ciascuna dose di vaccino e quanto dura il green pass.

Quanto dura il green pass dopo prima dose

Il green pass ottenuto dopo la prima dose è valido a partire da 15 giorni dopo la vaccinazione e dura fino alla generazione del green pass relativo alla seconda dose, secondo i giorni di distanza che lo specifico vaccino prevede (ad esempio, Pfizer 21 giorni).

Nel caso in cui venisse contratta l’infezione Covid dopo la prima dose, si avrà diritto al green pass da guarigione, che sarà emesso entro il giorno successivo all’emissione del certificato di guarigione (tampone negativo).

Riguardo la tipologia di green pass, dopo la prima dose viene rilasciato il green pass rafforzato o super green pass, anche in caso di contagio e relativa generazione del green pass da guarigione.

Nel caso di sola prima dose, non si ha diritto al green pass illimitato, tranne nel caso in cui ci sia stata una doppia guarigione in due momenti diversi (vedi casistiche riportate in fondo a questo articolo)

Quanto dura il green pass dopo seconda dose

La validità del Green pass che viene rilasciato dopo la seconda dose, detto anche green pass di ciclo vaccinale primario, sostituisce quello “temporaneo” rilasciato dopo la prima dose, ha validità di 6 mesi (180 giorni) e viene sostituito dal green pass booster dopo la vaccinazione della terza dose (dose booster). Quindi la scadenza del green pass seconda dose è 6 mesi (180 giorni) a partire dalla data di somministrazione della seconda dose, oppure fino a quando non viene somministrata la terza dose.

Come per la prima dose, anche la tipologia di green pass rilasciata dopo la seconda dose è il green pass rafforzato (super green pass), qualora venisse contratta l’infezione e quindi venisse rilasciato il green pass da guarigione dopo aver fatto la seconda dose, si ha diritto al green pass illimitato, al pari di chi ha ricevuto tre dosi di vaccino.

Green pass dopo terza dose

Trascorsi massimo 6 mesi (180 giorni) dalla seconda dose, per ottenere un green pass aggiornato è necessario fare la terza dose (dose booster). La terza dose determina la generazione di un nuovo green pass, con validità illimitata, che certifica l’ottenimento del ciclo vaccinale completo.

Nel caso in cui venisse contratta l’infezione, verrà rilasciato un green pass da guarigione dal giorno successivo alla guarigione, anche questo green pass avrà durata 6 mesi.

Green pass dopo quarta dose

La quarta dose è attualmente consigliata a tutta la popolazione over-60 ed a determinate categorie di soggetti fragili (immudepressi) che abbiano già ricevuto da almeno 120 giorni una la dose addizionale a completamento del ciclo vaccinale primario (prima e seconda dose più dose aggiuntiva).

Di conseguenza anche la quarta dose determina la generazione di un nuovo green pass, anch’esso con validità illimitata, che certifica al pari della terza dose, l’ottenimento del ciclo vaccinale completo.

Quali tipi di green pass esistono?

  • Green pass base: è la certificazione verde Covid-19 rilasciata per vaccinazione, guarigione o a seguito di un test antigenico rapido o molecolare con risultato negativo;
  • Green pass rafforzato: è la certificazione verde Covid-19 che si ottiene solamente con la vaccinazione o guarigione.
  • Green pass booster:  è la certificazione verde Covid-19 che viene rilasciata a seguito della somministrazione della terza dose. Coloro che non abbiano ancora fatto la dose di richiamo potranno utilizzare il Green pass rafforzato ma unitamente dovranno presentare un documento attestante l’esito negativo di un test antigenico rapido o molecolare eseguito nelle 48 ore precedenti. Al momento il green pass booster è necessario solo per l’accesso alle strutture residenziali, socio-assistenziali, socio-sanitarie ed hospice (es. RSA per anziani).

Ma vediamo nel dettaglio cosa si può fare con ogni tipo di certificazione a seconda anche dei colori assegnati alle regioni in virtù delle variazioni settimanali dei contagi.

Green pass base, cosa si può fare?

A partire dal 1 Maggio 2022 il green pass base, non è più richiesto per accedere in luoghi pubblici e privati, inclusi bar, ristoranti, mezzi di trasporto e luoghi di lavoro.

Ricordiamo che fino al 30 Aprile la certificazione verde base era necessaria in molti luoghi, fra cui ristoranti, stadi, aerei, luoghi di lavoro, concorsi pubblici, corsi di formazione, università, treni, pulman turistici, navi, etc.

A partire dal 1 Maggio in nessun posto è necessario il green pass base, in questa fase in cui la curva dei contagi si sta abbassando, gli unici casi in cui è necessario il green pass è per RSA ed Ospedali, ma come meglio specificato in seguito, in quel caso serve il super green pass (quello ottenuto con la vaccinazione) e non il green pass base.

Quindi dopo l’alleggerimento delle misure che era stato effettuato il 1 Aprile quando era stata abolita la necessità di green pass base per attività commerciali, uffici pubblici, banche, poste, mezzi pubblici e ristoranti all’aperto, dal 1 Maggio l’ulteriore alleggerimento ha tolto le ultime restrizioni rimaste

Green pass rafforzato o super green pass, cosa si può fare?

Sempre a partire dal 1 Maggio i luoghi in cui resta obbligatorio l’utilizzo del green pass rafforzato (detto anche super green pass) che si ottiene con la vaccinazione, sono i seguenti:

  • RSA: quindi residenze per anziani, anche non autosufficienti, le strutture di ospitalità e lungodegenza, gli hospice, le residenze sanitarie assistite, le strutture riabilitative
  • Ospedali: per poter visitare in strutture ospedaliere o in genere residenze sanitari. Solo per effettuare visite, non è previsto green pass per i pazienti (es. ricovero, visite mediche, day hospital, etc)
Dove è necessario il Super Green Pass a partire dal 1 Maggio 2022

Green pass illimitato

Il green pass va in pensione? Non ancora, il famoso qrcode continuerà ad esistere, anche se diminuiscono le occasioni in cui saremo obbligati ad utilizzarlo.

Il governo ha infatti deciso di mantenere tutto il funzionamento legato a vaccini e tamponi, con l’obiettivo di avere uno strumento pronto e funzionante per il prossimo autunno, quando è probabile che aumenti nuovamente la circolazione del virus e di conseguenza avere uno strumento come il green pass permettere di applicare le politiche di contenimento della pandemia che ben conosciamo.

Il governo ha quindi deciso di rendere illimitato il green pass, quindi senza scadenza per tutto coloro che hanno fatto la terza dose oppure sono guariti ma hanno fatto almeno due dosi.

Leggi il nostro articolo di approfondimento Green pass illimitato? Da quando? E per chi?

Di seguito viene riportato uno specchietto riepilogativo elaborato dalla redazione di PrenotazioneVaccino.it che mette in evidenza i casi in cui è previsto il green pass illimitato

Green pass booster, quando serve?

Al momento il green pass booster è necessario solo per l’accesso alle strutture residenziali, socio-assistenziali, socio-sanitarie ed hospice (es. RSA per anziani). Ricordiamo che il green pass booster si ottiene, oltre che con la somministrazione della dose booster (terza dose) anche con il possesso di green pass rafforzato unito ad un tampone (rapido con durata 48 ore, molecolare con durata 72 ore), in quest’ultimo caso ovviamente la validità del green pass booster sarà limitata alla validità del tampone, quindi 48 ore per il tampone rapido e 72 ore per il molecolare.

Esenzione green pass

Sono esenti dal green pass i minori di 12 anni e tutti coloro che hanno una certificazione medica idonea che rispetti i criteri stabiliti dal Ministero della Salute e verificabili sul sito dedicato www.dgc.gov.it  sotto la voce ESENZIONI.

Per aggiornamenti sulla fine dello stato di emergenza e graduale abolizione dell’uso del green pass leggi il nostro articolo Abolizione Green pass: dal 31 Marzo inizia il ritorno alla normalità

 

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Vaccinazione a tutti senza limiti di età

Le indicazioni del generale Francesco Figliuolo sono state chiare, da oggi 3 Giugno, le regioni possono aprire le prenotazioni per la vaccinazione a tutte le fasce di età.

La notizia ha creato sicuramente aspettative fra le persone che attendono un vaccino, ma come più volte ricordato nelle pagine di PrenotazioneVaccino.it, la campagna vaccinale è gestita in autonomia dalle diverse regioni e provincie autonome, che stanno procedendo ad applicare le indicazioni nazionali in modo parziale ed in ordine sparso.

Consulta la pagina della tua regione per verificare eventuali limitazioni

 

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Vaccini a mRNA: La rivoluzione che va oltre il Covid

Siamo stati abituati a conoscere la tecnologia mRNA in un momento di emergenza globale, ma ciò che molti non sanno è che quella sfida ha accelerato una rivoluzione medica che covava nei laboratori da decenni. Oggi, nel 2026, i vaccini a RNA messaggero non sono più solo una difesa contro i virus, ma si stanno trasformando in “piattaforme terapeutiche” programmabili. L’idea di fondo è affascinante: invece di iniettare un frammento di virus, diamo alle nostre cellule le istruzioni per produrre autonomamente la “cura”, agendo come un software biologico che l’Intelligenza Artificiale sta aiutando a scrivere con una velocità senza precedenti.

Non solo virus: La lotta contro il cancro e il colesterolo

La vera svolta che stiamo vivendo riguarda l’applicazione di questa tecnologia alle malattie non trasmissibili. La ricerca si sta concentrando su vaccini terapeutici personalizzati per combattere alcuni tipi di tumore, come il melanoma o il cancro al polmone. Grazie all’AI, i ricercatori possono analizzare il profilo genetico di un tumore specifico e creare un filamento di mRNA “su misura” che insegni al sistema immunitario del paziente a riconoscere e distruggere solo le cellule malate. Parallelamente, sono in fase avanzata studi per utilizzare l’mRNA nel controllo del colesterolo ereditario, offrendo una protezione a lungo termine con poche somministrazioni annuali.

Prevenzione 2.0: Verso il vaccino antinfluenzale “totale”

Un’altra applicazione pratica che vedremo presto è il vaccino combinato. Immaginate di poter ricevere in un’unica soluzione la protezione contro l’influenza stagionale e i nuovi ceppi virali, con un’efficacia molto superiore a quella dei vaccini tradizionali. La versatilità dell’mRNA permette di aggiornare la “ricetta” del vaccino in poche settimane, adattandola alle varianti circolanti quasi in tempo reale. Questa capacità di risposta rapida è la nostra migliore assicurazione per il futuro, trasformando la prevenzione in un processo dinamico e tecnologicamente avanzato.

Digitalizzazione e Sicurezza: Tracciare i progressi

Tutte queste innovazioni troveranno spazio nel vostro Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0. Avere una cronologia digitale chiara delle somministrazioni e delle risposte immunitarie permetterà ai medici di personalizzare ancora di più i richiami e le terapie. Non si tratta più di una sanità “di massa”, ma di una sanità di precisione dove il dato digitale e la biologia molecolare lavorano insieme per garantirci una vita più lunga e sana. In questo scenario, l’AI funge da garante della sicurezza, monitorando su larga scala l’efficacia delle nuove cure e segnalando eventuali anomalie in tempi record.

Lo sapevi? La tecnologia mRNA non è “nuova”. Gli studi sono iniziati negli anni ’90, ma è stato l’incontro con i moderni supercomputer e l’intelligenza artificiale a permetterne l’esplosione che vediamo oggi.

Biohacking e Longevità: La prevenzione è il nuovo “Must Have”

Se pensavate che il termine “Biohacking” fosse riservato a qualche genio della Silicon Valley ossessionato dall’immortalità, preparatevi a ricredervi. Oggi, ottimizzare la propria salute per vivere più a lungo e meglio è diventato un obiettivo alla portata di tutti, alimentando un mercato del benessere che ha superato il valore astronomico di 5,6 trilioni di dollari a livello globale. Ma cosa significa concretamente? Non si tratta di diventare dei cyborg, ma di utilizzare la scienza, la nutrizione e la tecnologia per dare al nostro corpo le migliori istruzioni possibili. In fondo, se ci pensate, la prevenzione è sempre stata il miglior “vaccino” contro il passare del tempo.

Alimentazione e Sport: I pilastri della giovinezza cellulare

La vera rivoluzione della longevità non parte da un laboratorio segreto, ma dalla nostra tavola e dalle nostre scarpe da ginnastica. La scienza moderna conferma che quello che mangiamo e quanto ci muoviamo fungono da veri e propri modulatori genetici. Non si tratta solo di “stare a dieta”, ma di scegliere alimenti che riducano l’infiammazione silente, la vera nemica della longevità. Dalle diete mimi-digiuno al monitoraggio dei picchi glicemici, l’obiettivo è mantenere le nostre cellule efficienti il più a lungo possibile, trasformando lo stile di vita in una medicina preventiva quotidiana.

Smartwatch e Sensori: Il laboratorio al polso grazie all’AI

Qui la sanità digitale incontra il lifestyle. Oggi, grazie all’Intelligenza Artificiale integrata nei nostri dispositivi indossabili, abbiamo accesso a dati che fino a pochi anni fa richiedevano una settimana di ricovero ospedaliero. I nostri smartwatch monitorano la variabilità della frequenza cardiaca (HRV), la qualità del sonno profondo e i livelli di ossigenazione, fornendoci un report costante sulla nostra salute. L’AI analizza questi parametri in tempo reale, suggerendoci quando è il momento di spingere in allenamento o quando, invece, il nostro corpo ha bisogno di recupero per evitare stress eccessivi al cuore.

Dalla Prevenzione alla Sanità Proattiva

Il passaggio fondamentale che stiamo vivendo è il salto dalla medicina reattiva (curare quando stiamo male) alla sanità proattiva (agire per restare sani). Strumenti come il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 permettono oggi di avere uno storico dei nostri screening e dei valori ematici sempre disponibile, facilitando il compito dei medici nel prevenire patologie croniche prima che si manifestino. Il biohacking, in questo senso, è l’alleato digitale della prevenzione classica: una consapevolezza superiore che ci permette di essere protagonisti attivi della nostra salute, e non semplici spettatori.

Il Futuro è già qui: Tecnologie e Ricerca

Guardando al domani, le frontiere si spostano ancora più in là. La ricerca sulla tecnologia mRNA, che abbiamo imparato a conoscere durante la pandemia, promette ora soluzioni personalizzate per combattere l’invecchiamento dei tessuti e patologie legate all’età. L’unione tra biotecnologie e intelligenza artificiale sta accelerando scoperte che renderanno la “longevità sana” uno standard accessibile a molti. Restare informati su questi progressi non è solo curiosità scientifica, ma il modo migliore per pianificare un futuro in cui l’età sia davvero solo un numero, supportato da una sanità digitale sempre più umana e vicina ai nostri bisogni.

Curiosità: Sapevate che bastano 150 minuti di attività fisica moderata a settimana per ridurre drasticamente i rischi cardiovascolari? La tecnologia ci aiuta a monitorarli, ma la volontà di muoversi resta (per ora) un software squisitamente umano.

Il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE 2.0) a prova di click: Guida alla Sanità Digitale

Dopo anni di promesse e portali regionali che spesso faticavano a dialogare tra loro, l’Italia sta finalmente tentando il grande salto verso un sistema sanitario davvero unificato. Il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 non è solo un “cassetto digitale” dove finiscono i nostri vecchi referti, ma il pilastro di una rivoluzione che punta a rendere la nostra storia clinica accessibile in ogni angolo della penisola. Se durante l’emergenza abbiamo imparato a gestire codici e certificati, oggi è il momento di capire come questo strumento semplificherà la nostra quotidianità, trasformando la burocrazia in un alleato per la nostra salute.

Che cos’è il FSE 2.0 e perché stavolta è diverso

Dimenticate i PDF caricati alla rinfusa dalle singole regioni: il nuovo FSE 2.0 nasce per essere “interoperabile”, garantendo che i dati possano viaggiare in totale sicurezza da una regione all’altra. Grazie ai fondi del PNRR, il sistema è stato potenziato per includere non solo le ricette e i vaccini, ma l’intero profilo sanitario sintetico del paziente. Questo significa che, in caso di necessità lontano da casa, il personale medico potrà consultare la vostra storia clinica, le allergie e i farmaci in uso, garantendo interventi più rapidi e precisi.

L’Intelligenza Artificiale al servizio dei nostri referti

In questo scenario, l’Intelligenza Artificiale gioca un ruolo da protagonista, ma con un obiettivo molto concreto: assistere medici e infermieri nella lettura di enormi moli di dati. Nel nuovo ecosistema digitale, l’AI non sostituirà il parere clinico, ma aiuterà a evidenziare anomalie o trend nei valori del sangue nel corso degli anni, facilitando una diagnosi precoce. Certo, l’idea di un algoritmo che “legge” la nostra salute può far sorridere o preoccupare, ma il suo compito è puramente analitico: segnalare potenziali rischi prima che diventino problemi, lasciando sempre all’intelligenza umana l’ultima parola.

Privacy e “Diritto all’Oblio”: Gestire i propri dati

Una delle preoccupazioni principali riguarda la privacy: chi ha accesso alle nostre informazioni? La normativa attuale mette il cittadino al centro, permettendogli di decidere quali dati rendere visibili e quali mantenere riservati. È possibile esercitare il diritto di opposizione all’inserimento dei dati pregressi, garantendo che ognuno possa gestire consapevolmente la propria storia digitale sanitaria. Il fascicolo è uno strumento di protezione, ma il controllo resta nelle mani dell’utente, assicurando che la digitalizzazione cammini di pari passo con la riservatezza.

Come attivarlo e semplificarsi la vita

Accedere al Fascicolo Sanitario Elettronico oggi richiede pochi passaggi: sono sufficienti SPID o CIE (Carta d’Identità Elettronica). Molte delle funzionalità sono già integrate nell’App IO, che permette di ricevere notifiche istantanee non appena un referto o una ricetta vengono caricati. Verificare la correttezza dei propri dati nel fascicolo non è solo una procedura burocratica, ma un piccolo gesto di prevenzione digitale che mette la tecnologia al servizio del nostro benessere e di quello dei nostri cari.

Consiglio Tecnico: Se riscontrate difficoltà nell’uso dei portali regionali, ricordate che il sistema nazionale sta lavorando per rendere l’esperienza sempre più fluida e centralizzata, riducendo le differenze tra le diverse piattaforme locali.

Verso la Sanità Digitale 2.0: L’evoluzione di PrenotazioneVaccino.it

Guardando indietro ai mesi più intensi della pandemia, ricordiamo tutti il senso di smarrimento davanti a un’Italia divisa in zone colorate e a regole che cambiavano da un confine regionale all’altro. In quel periodo complicato, che resterà impresso nella nostra memoria collettiva, PrenotazioneVaccino.it ha fatto la sua parte: con oltre 2 milioni di visite mensili nei momenti di picco, il portale è stato una bussola per il cittadino intrappolato in una giungla di ordinanze e decreti.

Non ci siamo limitati ad aiutarvi con le prenotazioni. Siamo stati al vostro fianco nella gestione caotica di ogni fase: dalle regole sulle mascherine alla distinzione tra Green Pass e Super Green Pass, fino ai chiarimenti sull’obbligo vaccinale. Essere presenti in quei momenti significava tradurre l’incertezza in istruzioni pratiche e immediate. Oggi, quel legame di fiducia si evolve verso le nuove sfide della salute moderna, dove la tecnologia incontra finalmente il benessere quotidiano.

Il Nuovo Corso: Oltre l’emergenza, tra bit e benessere

La chiusura della fase emergenziale segna l’inizio di un’era in cui la tecnologia non è più un’opzione, ma uno strumento per una prevenzione proattiva. Al centro di questa trasformazione c’è il Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE 2.0), che finalmente unificherà i nostri dati medici a livello nazionale. E sì, oggi si parla ovunque di Intelligenza Artificiale: tra chi teme che un robot ci sostituirà il medico di base e chi pensa che l’AI scriverà le diete al posto dei nutrizionisti, noi preferiamo usarla per quello che serve davvero: semplificarvi la vita tra portali regionali e nuove scoperte scientifiche, mantenendo sempre quel tocco di “intelligenza umana” necessario per non perdersi nei bit.

Una visione olistica: Prevenzione, Lifestyle e un pizzico di Algoritmi

Abbiamo imparato che la salute non è solo assenza di malattia, ma un equilibrio complesso che parte dalle scelte quotidiane. La sensibilità verso il proprio benessere è esplosa: il mercato globale del Wellness vale oltre $5,6 trilioni, segno che le persone vogliono investire oggi per stare bene domani. In questo nuovo corso esploreremo la salute a 360 gradi: parleremo di come lo sport e l’alimentazione siano i pilastri della prevenzione, di come le nuove frontiere della medicina — inclusa la tecnologia mRNA — stiano riscrivendo il futuro e di come l’AI possa aiutarci a monitorare i nostri parametri, sperando che non impari anche a mangiarci la mela al posto nostro.

Trasparenza e utilità per il cittadino del futuro

L’approccio che ci ha distinti — essere una fonte di supporto pratico e verificato — rimarrà il nostro marchio di fabbrica. Vogliamo che PrenotazioneVaccino.it sia lo spazio dove la complessità della medicina, della burocrazia sanitaria e dell’intelligenza artificiale applicata alla salute diventi comprensibile per tutti. Siamo orgogliosi di aver camminato al vostro fianco durante l’emergenza e siamo pronti a farlo in questa nuova era, dove la prevenzione digitale e il benessere fisico si fondono in un unico, grande obiettivo: vivere meglio, più a lungo e, se possibile, con qualche software in meno a complicarci le giornate.

L’Eredità del virus: Capire il Long COVID nel 2026

A distanza di anni dalle prime ondate, la comunità scientifica ha smesso di considerare il COVID-19 come una semplice infezione respiratoria acuta, classificandolo come una patologia multi-organo. Quella che oggi chiamiamo sindrome Long COVID è l’evidenza di come il virus possa aver innescato processi infiammatori o immunitari che faticano a spegnersi.

La natura “silenziosa” della persistenza virale

Il Long COVID non colpisce solo chi ha vissuto l’ospedalizzazione. Molte persone che hanno superato l’infezione originale con sintomi lievi o moderati nel 2021 o 2022 si ritrovano oggi a gestire una qualità della vita ridotta. La ricerca suggerisce che tracce del virus o frammenti proteici possano persistere in “serbatoi” dell’organismo, mantenendo il sistema immunitario in uno stato di allerta costante.


Apparato Respiratorio: Oltre la semplice tosse

L’infiammazione polmonare da COVID-19 può aver lasciato esiti che non si manifestano necessariamente con il dolore, ma con una riduzione dell’efficienza degli scambi gassosi.

  • Dinamica della Fibrosi e Infiammazione: In alcuni casi, il tessuto polmonare può aver subito un processo di riparazione anomalo, diventando meno elastico.
  • Perché il monitoraggio è utile: Esami come la Spirometria non servono solo a misurare quanto fiato abbiamo, ma a capire se esiste un’ostruzione o una restrizione dei volumi polmonari.
  • Il ruolo della DLCO: Questo test è fondamentale perché misura la capacità dei polmoni di trasferire l’ossigeno dai piccoli sacchi d’aria (alveoli) ai capillari sanguigni. Una DLCO ridotta spiega perché molti pazienti avvertono affanno (dispnea) anche se le immagini radiologiche sembrano chiare.


Il Cuore e la Microcircolazione

Uno dei campi di indagine più importanti riguarda l’endotelio, ovvero il rivestimento interno dei vasi sanguigni. Il virus ha dimostrato una particolare affinità per queste cellule, causando spesso micro-infiammazioni.

  • Aritmie e Tachicardie: Molti riferiscono la cosiddetta POTS (Sindrome da tachicardia posturale ortostatica) o palpitazioni improvvise. Queste non sono sempre legate a un danno strutturale del cuore, ma a una disregolazione del sistema nervoso autonomo che controlla il battito.
  • L’importanza dell’Ecocardiografia: Attraverso il Color Doppler, lo specialista può osservare la contrattilità del cuore e la presenza di eventuali versamenti pericardici (liquido intorno al cuore), che possono essere la causa di quel senso di oppressione al petto persistente.
  • Biomarcatori nel sangue: Marcatori come la Troponina (che indica sofferenza delle cellule cardiache) o il NT-proBNP (indicatore di stress delle pareti del cuore) aiutano i medici a escludere complicanze croniche come lo scompenso cardiaco precoce.

La Dimensione Sistemica: Infiammazione e Metabolismo

Il Long COVID si manifesta spesso attraverso la Brain Fog (nebbia cognitiva) e la Fatigue (stanchezza cronica). La medicina oggi indaga il ruolo dei mitocondri — le centrali energetiche delle nostre cellule — che potrebbero non funzionare a pieno regime dopo l’infezione.

  • Proteina C Reattiva (PCR) e indici infiammatori: Un monitoraggio di base può rivelare uno stato di infiammazione di basso grado che, sebbene non acuto, consuma le energie dell’organismo.

Verso un approccio multidisciplinare

La gestione di questi sintomi nel 2026 richiede che le diverse specialità (cardiologia, pneumologia, neurologia) dialoghino tra loro. Non esiste un “esame magico” per il Long COVID, ma un insieme di controlli che permette al medico di base o allo specialista di comporre il puzzle della salute del paziente.

Conoscere il proprio stato di salute è il primo passo per una riabilitazione efficace. Sebbene la pandemia sia terminata, la cura di sé e il monitoraggio dei segnali che il corpo ci invia rimangono la priorità assoluta per un ritorno a una piena vitalità.

Nota importante: Questo articolo ha scopo puramente informativo. Se avverti dolore al petto o grave difficoltà respiratoria, consulta immediatamente il tuo medico di base o uno specialista.

Regole Covid 2024: isolamento e quarantena

Sei positivo al Covid? Vediamo insieme quali sono le regole Covid su isolamento e quarantena e quali sono le raccomandazioni del Ministero della Salute.

Fine dell’isolamento (per ora) per tutti i positivi e per i contatti stretti

Il Ministero della Salute con la circolare numero 25613 del 11/08/2023, ha di fatto sospeso la misura dell’isolamento per chi risulta positivo ad un tampone Covid, così come le misure restrittive in vigore per i contatti stretti.

Stop isolamento Covid significa che in questo momento, non ci sono obblighi di isolamento e quarantena, la positività al Covid impone tuttavia l’osservazione delle medesime precauzioni valide per prevenire la trasmissione delle infezioni respiratorie come descritto nel paragrafo successivo.

Sei risultato positivo? Ecco le raccomandazioni del Ministero della Salute

Come anticipato, il Ministero della Salute ha sospeso al momento le misure dell’isolamento e quarantena, ma ricorda quale sono le precauzioni da attuare in caso di positività al Covid-19:

  • Indossare un dispositivo di protezione delle vie respiratorie (mascherina chirurgica o ffp2), se si entra in contatto con altre persone.
  • Se si è sintomatici, rimanere a casa fino al termine dei sintomi.
  • Applicare una corretta igiene delle mani.
  • Evitare ambienti affollati.
  • Evitare il contatto con persone fragili, immunodepresse, donne in gravidanza, ed evitare di frequentare ospedali o RSA (residenze sanitarie assistenziali). Questa raccomandazione assume particolare rilievo per tutti gli operatori addetti all’assistenza sanitaria e socio-sanitaria, che devono quindi evitare il contatto con pazienti a rischio.
  • Informare le persone con cui si è stati in contatto nei giorni immediatamente precedenti alla diagnosi, se anziane, fragili o immunodepresse.
  • Contattare il proprio medico curante se si è persona fragile o immunodepressa, se i sintomi non si risolvono dopo 3 giorni o se le condizioni cliniche peggiorano.

Quando vanno indossate le mascherine?

Nonostante la sospensione dell’isolamento, almeno fino al 31 Dicembre 2023 rimane l’obbligo di indossare mascherine per lavoratori, utenti e visitatori di: 

  • strutture sanitarie all’interno dei reparti che ospitano pazienti fragili, anziani o immunodepressi, specialmente se ad alta intensità di cura, identificati dalle direzioni sanitarie delle strutture sanitarie stesse.
  • strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali, comprese le strutture di ospitalità e lungodegenza, le residenze sanitarie assistenziali, gli hospice, le strutture riabilitative, le strutture residenziali per anziani, anche non autosufficienti, e comunque le strutture residenziali di cui all’art. 44 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 12 gennaio 2017.

Rimane ovviamente valida la raccomandazione del Ministero della Salute di indossare la mascherina per i soggetti positivi che dovessero entrare in contatto con altre persone.

Sono sempre esenti dall’indossare la mascherina:

  • bambini sotto i 6 anni di età
  • pazienti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché le persone che devono comunicare con una persona con disabilità in modo da non poter fare uso del dispositivo di protezione

Periodo di contagiosità

Studi recenti suggeriscono che un caso può essere contagioso già a partire da 48 ore prima dell’inizio della comparsa dei sintomi, che potrebbero anche passare inosservati, e fino a due settimane dopo l’inizio dei sintomi.
La possibile trasmissione asintomatica o pre-sintomatica dell’infezione è una delle maggiori sfide per contenere la diffusione del SARS-CoV-2 e indica la necessità di mettere rapidamente in quarantena i contatti stretti dei casi per impedire l’ulteriore trasmissione dell’infezione.

Covid-19: nuovi protocolli in arrivo

Sono al vaglio degli esperti alcune modifiche ai protocolli di prevenzione, in particolare per quello che riguarda l’accesso nelle strutture sanitarie ed il monitoraggio epidemiologico.

Le misure sono ancora al vaglio degli esperti, le prime indiscrezioni parlano di tamponi per i pazienti in ingresso in ospedale solo in caso di presenza di sintomi. Riguardo il monitoraggio l’idea è quella di prevedere l’abbandono dell’attuale sistema per inserire anche il Covid-19 all’interno del sistema di sorveglianza integrata al pari degli altri virus respiratori circolanti come l’influenza.

Come gestire il rientro a scuola in caso di positività o contatti con soggetti positivi?

Altro aspetto importante e meritevole di approfondimento riguarda la scuola: l’aumento dei contagi registrato nelle ultime settimane ha creato non poca confusione e preoccupazione tra i genitori che avendo, magari, uno o più casi positivi in famiglia, stanno avendo difficoltà nel capire come gestire la vita scolastica dei propri figli.

Anche sul fronte scolastico non vigono specifiche restrizioni se non le raccomandazioni, già sopra citate, diffuse dal Ministero della Salute.

Resta pur sempre valida la regola del buon senso e della responsabilità individuale delle famiglie: se un bambino presenta sintomi è sempre consigliabile effettuare un tampone, anche nell’interesse dei compagni e degli insegnanti che potrebbero presentare particolari fragilità o avere nel proprio nucleo famigliare un soggetto anziano o portatore di patologie che aumenterebbero il rischio di contrarre il Covid in forma grave.

Cosa si intende per isolamento?

Per isolamento si intende la separazione di soggetti con diagnosi certa di Covid (con un tampone di esito positivo) dalle persone sane, per evitare di diventare veicolo di trasmissione del contagio.

Cosa si intende per quarantena?

Per quarantena si intende la restrizione di movimento e di contatto con altre persone in seguito al contatto accertato con un soggetto positivo al Covid. La quarantena riguarda persone sane che devono rispettare delle restrizioni per evitare il rischio di diventare veicolo di contagio, essendo potenzialmente in fase di incubazione della malattia.

 

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Campagna vaccinale Covid 2023/2024 e nuovi vaccini: quali Regioni sono già partite

Come abbiamo visto, è già al via, in varie Regioni, la Campagna Vaccinale anti-Covid 2023/2024, con l’utilizzo dei nuovi vaccini aggiornati ad Ottobre 2023.

Vediamo, nel dettaglio, in quali Regioni è già possibile vaccinarsi e quali sono le categorie prioritarie in queste prime fasi.

Regole generali: per accedere al vaccino, devono essere trascorsi almeno 6 mesi dall’ultima dose di vaccino anti-Covid o dall’ultima infezione (data del test diagnostico positivo).

Il vaccino anti-Covid può inoltre essere somministrato contestualmente al vaccino antinfluenzale per chi ne faccia richiesta (stessa seduta, due distinte somministrazioni).

Toscana

E’ partita il 02 Ottobre 2023, nella regione Toscana, la nuova campagna vaccinale anti-Covid nella quale saranno utilizzati i nuovi vaccini aggiornati.

Le prenotazioni, da effettuarsi recandosi sul portale https://prenotavaccino.sanita.toscana.it, sono state aperte alle ore 14.30 del 26 Settembre.

Quale vaccino sarà utilizzato?

Il vaccino utilizzato in questa fase sarà quello prodotto da Pfizer ed aggiornato sulla variante di Omicron XBB.1.5 (detta anche Kraken), il quale sarà distribuito con il nome di Comirnaty Omicron XBB.1.5

Chi può accedere al vaccino in questa prima fase?

Per informazioni dettagliate sulle categorie a cui è destinato il vaccino in questa prima fase della campagna e per conoscere le notizie più aggiornate in merito, è possibile visitare la nostra pagina Nuovi vaccini Covid aggiornati 2023: come prenotare – Prenotazione vaccino

Per il momento le prenotazioni sono aperte per:

  • persone dai 18 ai 59 anni con elevate fragilità
  • minori dai 6 mesi ai 17 anni con elevate fragilità
  • persone dai 60 anni in su
  • operatori sanitari e di RSA
  • donne in gravidanza
  • caregiver di soggetti fragili

In un secondo momento saranno aperte le prenotazioni per le restanti fasce di popolazione.

Lazio

Anche nella Regione Lazio è partita il 2 Ottobre 2023 la nuova Campagna vaccinale anti-Covid nella quale saranno utilizzati i nuovi vaccini aggiornati ad Ottobre 2023.

Chi può accedere al vaccino in ciascuna fase della Campagna?

La Campagna, nella regione Lazio, si svilupperà in 3 fasi:

Prima fase – dal 2 ottobre potranno accedere alla somministrazione:

  • operatori sanitari e sociosanitari di aziende sanitarie locali, ospedali, policlinici universitari e Irccs.
  • professionisti delle RSA e delle strutture sociosanitarie e socioassistenziali (case di riposo e strutture riabilitative)
  • ospiti delle RSA
  • pazienti di strutture sociosanitarie e socioassistenziali

Il tutto sarà gestito dai Dipartimenti di Prevenzione delle Asl in collaborazione con i medici di medicina generale.

Seconda fase – dal 16 Ottobre potranno accedere alla somministrazione:

  • persone di età superiore agli 80 anni
  • persone dai 6 mesi ai 59 anni di età compresi, con elevata fragilità, in quanto affette da patologie o con condizioni che aumentano il rischio di COVID-19 grave (la cui lista completa è disponibile nella circolare del Ministero della Salute del 27/09/2023)

Per quest’ultima categoria l’accesso sarà garantito e monitorato dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta.

Terza fase – dal 30 Ottobre potranno accedere alla somministrazione:

  • tutte le altre fasce della popolazione (con particolare raccomandazione a familiari, conviventi e caregiver di persone con gravi fragilità)

Regola generale valida per tutte le categorie: devono esser trascorsi almeno 6 mesi dall’ultima vaccinazione covid o dall’ultima positività (data del test diagnostico positivo).

Quale vaccino sarà utilizzato?

Il vaccino utilizzato in questa campagna vaccinale sarà quello prodotto da Pfizer ed aggiornato sulla variante di Omicron XBB.1.5 (detta anche Kraken), il quale sarà distribuito con il nome di Comirnaty Omicron XBB.1.5.

Per informazioni dettagliate sulle categorie a cui è destinato il vaccino in questa prima fase della Campagna e per conoscere le notizie più aggiornate in merito, è possibile visitare la nostra pagina Nuovi vaccini Covid aggiornati 2023: come prenotare – Prenotazione vaccino

Lombardia

Partita il 2 Ottobre 2023, anche nella Regione Lombardia, la nuova Campagna vaccinale anti-Covid nella quale saranno utilizzati i nuovi vaccini aggiornati ad Ottobre 2023.

Chi può accedere al vaccino in ciascuna fase della Campagna?

Da Lunedì 2 Ottobre possono vaccinarsi (senza necessità di prenotazione):

  • operatori sanitari
  • pazienti di Ospedali
  • ospiti di Rsa

Da lunedì 16 Ottobre potranno vaccinarsi tutti gli appartenenti alle categorie a cui la vaccinazione è raccomandata, come da circolare del Ministero della Salute del 27/09/2023), tra gli altri:

  • le persone da 12 a 59 anni a rischio per stato di salute
  • gli over 60
  • donne in gravidanza, postpartum e allattamento
  • familiari, conviventi e caregiver di persone con gravi fragilità

Le prenotazioni, per tutte le categorie sopra elencate saranno aperte dal 9 Ottobre. Per prenotarsi è sufficiente collegarsi al portale prenotazionevaccinicovid.regione.lombardia.it

Seguirà aggiornamento per quanto riguarda la data di inizio somministrazioni del vaccino Covid (ed apertura delle prenotazioni) per tutti gli altri cittadini che non rientrano nelle categorie a rischio.

Contestualmente alla vaccinazione anti-covid sarà possibile accedere anche al vaccino antinfluenzale, durante la stessa seduta. La vaccinazione antinfluenzale è prenotabile tramite il portale vaccinazioneantinfluenzale.regione.lombardia.it 

La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata, come sempre, alle seguenti categorie:

  • persone a rischio per patologia
  • familiari e contatti (adulti e bambini) di soggetti ad alto rischio di complicanze
  • donne in gravidanza
  • operatori sanitari inclusi dentisti, farmacisti, veterinari, infermieri ed altri
  • gli over 60 anni
  • i bambini da 6 mesi a 14 anni
  • Forze dell’ordine
  • Polizia locale
  • Vigili del fuoco
  • insegnanti e personale scolastico.

Quale vaccino sarà utilizzato?

Il vaccino utilizzato in questa campagna vaccinale sarà quello prodotto da Pfizer ed aggiornato sulla variante di Omicron XBB.1.5 (detta anche Kraken), il quale sarà distribuito con il nome di Comirnaty Omicron XBB.1.5.

Per informazioni dettagliate sulle categorie a cui è destinato il vaccino in questa prima fase della Campagna e per conoscere le notizie più aggiornate in merito, è possibile visitare la nostra pagina Nuovi vaccini Covid aggiornati 2023: come prenotare – Prenotazione vaccino

Come posso prenotare il vaccino in Lombardia?

Come indicato nel nel portale della Regione Lombardia, esistono varie modalità di prenotazione:

  • Prenotazione online attraverso il portale prenotazionevaccinicovid.regione.lombardia.it
  • Tramite call center al numero verde unico gratuito 800.89.45.45 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 08.00 alle 19.00)
  • Tramite gli sportelli automatici Postamat della regione Lombardia
  • Tramite il portalettere

Marche

Avrà inizio il 12 ottobre 2023, anche nella Regione Marche, la nuova campagna vaccinale anti-Covid nella quale saranno utilizzati i nuovi vaccini aggiornati ad Ottobre 2023.

La vaccinazione è somministrata da Medici di famiglia o Pediatri di libera scelta, presso ambulatori e strutture vaccinali dei Servizi di Igiene e Sanità Pubblica dei Dipartimenti di Prevenzione delle AST con prenotazione presso i CUP, nelle farmacie che aderiscono alla campagna vaccinale.

Quale vaccino sarà utilizzato?

Il vaccino utilizzato in questa campagna vaccinale sarà quello prodotto da Pfizer ed aggiornato sulla variante di Omicron XBB.1.5 (detta anche Kraken), il quale sarà distribuito con il nome di Comirnaty Omicron XBB.1.5

Per informazioni dettagliate sulle categorie a cui è destinato il vaccino in questa prima fase della Campagna e per conoscere le notizie più aggiornate in merito, è possibile visitare la nostra pagina Nuovi vaccini covid aggiornati 2023: come prenotare – Prenotazione vaccino

Friuli Venezia Giulia

E’ partita il 29 settembre 2023, anche nella Regione Friuli Venezia Giulia, la nuova campagna vaccinale anti-Covid nella quale saranno utilizzati i nuovi vaccini aggiornati ad Ottobre 2023.

Le vaccinazioni possono essere prenotate alla pagina Prenotazione Vaccino anti COVID-19 | Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (sanita.fvg.it)

Cosa occorre per prenotare?

  • la tua Carta Regionale dei Servizi (Tessera Sanitaria)

oppure

  • le tue credenziali SPID
  • un numero di cellulare su cui poter recapitare il codice di controllo (OTP)

Sul numero di cellulare indicato o su quello associato alle tue credenziali SPID otterrai un messaggio di conferma della prenotazione che servirà come promemoria.

Quale vaccino sarà utilizzato?

Il vaccino utilizzato in questa campagna vaccinale sarà quello prodotto da Pfizer ed aggiornato sulla variante di Omicron XBB.1.5 (detta anche Kraken), il quale sarà distribuito con il nome di Comirnaty Omicron XBB.1.5

Per informazioni dettagliate sulle categorie a cui è destinato il vaccino in questa prima fase della Campagna e per conoscere le notizie più aggiornate in merito, è possibile visitare la nostra pagina Nuovi vaccini covid aggiornati 2023: come prenotare – Prenotazione vaccino

Per chi sono aperte le prenotazioni?

Il vaccino può essere somministrato a partire dai 6 mesi di età, ma è particolarmente raccomandato per le seguenti categorie prioritarie di cittadini:

  • cittadini di età superiore o uguale a 60 anni (nati nel 1963 o prima);
  • soggetti con patologia di età superiore a 6 mesi che abbiano una patologia compresa nella lista del Ministero della Salute.
  • operatori sanitari (qualsiasi età);
  • operatori (qualsiasi età) delle strutture residenziali per anziani;
  • donne in gravidanza, puerperio o allattamento;
  • familiari, conviventi o care-giver di persone affette da fragilità

Per gli adulti la prenotazione può essere effettuata mediante il medesimo canale.

Sono inoltre sempre prenotabili su questo canale:

  • Prima dose dei vaccini anti-SARS CoV-2/COVID-19 a mRNA per tutti i cittadini dai 5 anni in su.

Per i bambini da 6 mesi ai 4 anni la prenotazione sia della prima dose che del richiamo può essere fatta a mezzo CUP delle Aziende Sanitarie, farmacie o call center.
Per la vaccinazione dei minori entrambi i genitori devono firmare il consenso.

Al momento della vaccinazione dei cittadini minorenni:

  • il consenso deve essere firmato da entrambi i genitori; se uno dei due genitori è impossibilitato a firmare il consenso per lontananza o impedimento, l’altro genitore deve dichiararlo compilando e sottoscrivendo l’apposito modulo, disponibile al termine della prenotazione, che va allegato al consenso;
  • il minore deve essere accompagnato alla vaccinazione da uno o entrambi i genitori: non è possibile delegare terze persone (nemmeno familiari) ad accompagnare il minore;
  • in caso di minore non accompagnato affidato ai servizi, il tutore o il responsabile della struttura affidataria deve compilare e sottoscrivere l’apposito modulo, disponibile al termine della prenotazione, che va allegato al consenso. Il minore deve essere accompagnato alla vaccinazione dal tutore o dal responsabile della struttura affidataria (se il tutore non è ancora stato nominato): non è possibile delegare terze persone ad accompagnare il minore. In questo caso è importante attivare il mediatore.

Per accedere alla vaccinazione devi essere cittadino assistito della Regione FVG e far parte di una delle categorie sopra elencate.

Liguria

E’ partita il 29 settembre 2023, anche nella regione Liguria, la nuova campagna vaccinale anti-covid nella quale saranno utilizzati i nuovi vaccini aggiornati ad Ottobre 2023.

Chi può accedere al vaccino in questa prima fase?

In questa prima fase la vaccinazione sarà somministrata e offerta attivamente senza prenotazione a:

  • ospiti Residenza sanitaria assistenziale (Rsa)
  • operatori Residenza sanitaria assistenziale (Rsa)
  • operatori ospedalieri dei setting ad alto rischio (ad esempio, reparti in cui sono presenti pazienti ematoncologici, terapia intensiva, oltre a quelli individuati dalle Direzioni sanitarie)

Nelle fasi successive, le cui modalità sono in fase di definizione, la vaccinazione sarà offerta anche a:

  • soggetti immunocompromessi: persone con marcata compromissione del sistema immunitario (ad esempio, pazienti in terapia immunosoppressiva, pazienti affetti da immunodeficienza congenite e acquisite, altri pazienti identificati come immunocompromessi dai medici curanti o medici specialisti)
  • popolazione over 80
  • tutti gli altri operatori sanitari
  • tutti i fragili (a titolo esemplificativo e non esaustivo si veda lista di patologie Circolare Ministeriale n.30088 del 27/09/2023 – persone ad elevata fragilità)
  • popolazione over 60
  • donne in gravidanza e allattamento

Quale vaccino sarà utilizzato?

Il vaccino utilizzato in questa campagna vaccinale sarà quello prodotto da Pfizer ed aggiornato sulla variante di Omicron XBB.1.5 (detta anche Kraken), il quale sarà distribuito con il nome di Comirnaty Omicron XBB.1.5

Per informazioni dettagliate sulle categorie a cui è destinato il vaccino in questa prima fase della Campagna e per conoscere le notizie più aggiornate in merito, è possibile visitare la nostra pagina Nuovi vaccini Covid aggiornati 2023: come prenotare – Prenotazione vaccino

Come prenotare le somministrazioni per ciascuna Regione?

Per ulteriori dettagli sulle tempistiche di ciascuna Regione dove è già attiva la Campagna 2023/2024 e sulle diverse modalità di prenotazione, invitiamo a far riferimento alle nostre pagine regionali, selezionando la propria Regione di residenza.

 

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Vaccini Toscana: aperte le prenotazioni per la nuova campagna vaccinale anti-Covid 2023/2024

La Toscana fa da apripista: è stata la prima regione ad aver aperto, il 26 settembre alle ore 14.30, le prenotazioni per accedere alla somministrazione dei nuovi vaccini anti-Covid aggiornati.

Quale vaccino sarà utilizzato?

Il vaccino utilizzato sarà quello prodotto da Pfizer e distribuito con il nome di Comirnaty Omicron XBB.1.5 (poichè aggiornato sulla variante di Omicron XBB.1.5, anche detta Kraken).

A chi è destinata la somministrazione in questa prima fase della campagna?

Come specificato nella circolare del Ministero della Salute del 27 Settembre 2023, la vaccinazione è raccomandata e riservata, al momento, alle seguenti categorie prioritarie:

  • Persone di età pari o superiore a 60 anni;
  • Ospiti delle strutture per lungodegenti;
  • Donne che si trovano in qualsiasi trimestre della gravidanza o nel periodo “postpartum”
    comprese le donne in allattamento;
  • Operatori sanitari e sociosanitari addetti all’assistenza negli ospedali, nel territorio e nelle strutture di lungodegenza; studenti di medicina, delle professioni sanitarie che effettuano tirocini in strutture assistenziali e tutto il personale sanitario e sociosanitario in formazione;
  • Persone dai 6 mesi ai 59 anni di età compresi, con elevata fragilità, in quanto affette da
    patologie o con condizioni che aumentano il rischio di COVID-19 grave (la cui lista completa è disponibile nella circolare)

Si legge inoltre:

La vaccinazione viene consigliata a familiari, conviventi e caregiver di persone con gravi fragilità. In fase di avvio della campagna, la vaccinazione, pur rimanendo raccomandata per tutti i gruppi di Persone indicati e disponibile anche per coloro che non rientrano nelle suddette categorie, sarà prioritariamente somministrata alle persone di età pari o superiore a 80 anni, agli ospiti delle strutture per lungodegenti, alle persone con elevata fragilità, con particolare riferimento ai soggetti con marcata compromissione del sistema immunitario, agli operatori sanitari e sociosanitari.

Oltre alle categorie specifiche citate nel testo, nel caso in cui il vaccino dovesse essere disponibile (qualora avanzassero delle dosi) sarebbe possibile vaccinarsi, in questa prima fase, anche per chi non rientra nei gruppi elencati.

Come prenotarsi per la somministrazione del nuovo vaccino in Toscana?

Per prenotare la propria somministrazione del nuovo vaccino aggiornato Pfizer (Comirnaty Omicron XBB.1.5), è sufficiente recarsi sul portale https://prenotavaccino.sanita.toscana.it/ ed accedere alla prenotazione cliccando sulla casella relativa alla categoria alla quale si appartiene.

In fase di vaccinazione (come specificato anche da un messaggio che compare durante la prenotazione della propria dose) sarà offerta, a chi interessato, la possibilità di effettuare la vaccinazione anti-influenzale durante la stessa seduta.

Per completare la prenotazione, oltre ai dati anagrafici, è necessario inserire anche il proprio numero di cellulare, il numero della propria tessera sanitaria e la data dell’ultima somministrazione di vaccino anti-covid, o dell’ultima infezione (data del test diagnostico positivo).

Una volta terminata la prenotazione arriveranno degli sms di conferma sul proprio cellulare, riportanti data e luogo della somministrazione.

Quando inizieranno le somministrazioni in Toscana?

La campagna vaccinale, in Toscana, partirà ufficialmente Lunedì 2 Ottobre 2023 con i soggetti ad elevata fragilità e gli ospiti delle RSA.

A seguire potranno accedere le altre categorie prioritarie come da calendario riportato di seguito:

  • da lunedì 2 ottobre 2023
    per i soggetti ad elevata fragilità adulti e minori (da 6 mesi a 59 anni) nei centri vaccinali delle Asl 
    – prenotando a partire dal 26 settembre tramite il portale regionale 
     
  • da lunedì 2 ottobre 2023
    per gli ospiti delle RSA  tramite i Medici di Medicina Generale in collaborazione con il personale delle Aziende sanitarie territoriali. 
     
  • da giovedì 12 ottobre 2023
    per gli operatori sanitari, e sociosanitari delle strutture pubbliche e private, per le donne in gravidanza e per i cargiver dei soggetti fragili nei centri vaccinali delle Asl 
    – prenotando a partire dal 9 ottobre, tramite il portale regionale 
     
  • da lunedì 16 ottobre 2023
    per tutte le altre categorie previste dalla Circolare ministeriale 25782/2023. Con le seguenti modalità:
    – dai Medici di Medicina Generale e dai Pediatri di Libera Scelta
    – presso i centri vaccinali delle Asl prenotandosi tramite il portale regionale

Contestualmente alla vaccinazione anti Covid-19 sarà offerta la vaccinazione antinfluenzale. 

Per informazioni generali sui nuovi vaccini aggiornati e sulla campagna vaccinale anti-Covid 2023/2024 è possibile visitare la nostra pagina Nuovi vaccini covid aggiornati 2023: come prenotare

 

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Nuovi vaccini covid aggiornati 2023: come prenotare

E’ arrivata in data 27 settembre 2023 l’attesa circolare del Ministero della Salute contenente le indicazioni per la campagna vaccinale anti-Covid autunno/inverno 2023/2024.

La circolare specifica a chi è raccomandata la vaccinazione, nello specifico:

  • Persone di età pari o superiore a 60 anni;
  • Ospiti delle strutture per lungodegenti;
  • Donne che si trovano in qualsiasi trimestre della gravidanza o nel periodo “postpartum”
    comprese le donne in allattamento;
  • Operatori sanitari e sociosanitari addetti all’assistenza negli ospedali, nel territorio e nelle strutture di lungodegenza; studenti di medicina, delle professioni sanitarie che effettuano tirocini in strutture assistenziali e tutto il personale sanitario e sociosanitario in formazione;
  • Persone dai 6 mesi ai 59 anni di età compresi, con elevata fragilità, in quanto affette da
    patologie o con condizioni che aumentano il rischio di COVID-19 grave
    (la cui lista completa è disponibile nella circolare)

Si legge inoltre:

La vaccinazione viene consigliata a familiari, conviventi e caregiver di persone con gravi fragilità. In fase di avvio della campagna, la vaccinazione, pur rimanendo raccomandata per tutti i gruppi di Persone indicati e disponibile anche per coloro che non rientrano nelle suddette categorie, sarà prioritariamente somministrata alle persone di età pari o superiore a 80 anni, agli ospiti delle strutture per lungodegenti, alle persone con elevata fragilità, con particolare riferimento ai soggetti con marcata compromissione del sistema immunitario, agli operatori sanitari e sociosanitari.

Oltre alle categorie specifiche citate nel testo, nel caso in cui il vaccino dovesse essere disponibile (qualora avanzassero delle dosi) sarebbe possibile vaccinarsi, in questa prima fase, anche per chi non rientra nei gruppi elencati.

La circolare specifica inoltre che il vaccino utilizzato in questa prima fase sarà quello prodotto da Pfizer, ossia Comirnaty (Omicron XBB 1.5) e che la somministrazione, “al fine di massimizzare la protezione per la stagione autunno/inverno 2023-2024, è raccomandata a distanza di 6 mesi dall’ultima dose di vaccino anti-COVID-19 ricevuta o dall’ultima infezione (data del test diagnostico positivo)”.

Nel testo si legge, inoltre, che è possibile la co-somministrazione (due somministrazioni distinte nella stessa seduta) del vaccino anti-Covid e del vaccino antinfluenzale.

In quali Regioni è già possibile prenotarsi?

La Toscana è stata la prima regione ad aprire le prenotazioni e partirà con la campagna vaccinale il 02 Ottobre 2023. Tutte le informazioni sono disponibili alla pagina Vaccini Toscana: aperte le prenotazioni per la nuova campagna vaccinale anti-Covid 2023/2024 e sulla pagina regionale Toscana.

Nuovi vaccini in arrivo

In data 25 settembre 2023 sono stati spediti nel nostro Paese i primi lotti delle 969.600 dosi del nuovo vaccino aggiornato contro la sottovariante Omicron XBB.1.5 (Kraken) ed efficace anche contro le più recenti varianti compresa Eris (al momento quella prevalente in Italia). Le prime dosi arriveranno in Italia in data 26 settembre 2023.

Nei prossimi giorni inizierà la distribuzione delle dosi alle Regioni che potranno, così, dare il via alle somministrazioni, partendo da RSA e categorie fragili.

Il 9 Ottobre prossimo è previsto l’arrivo di un numero analogo di ulteriori dosi.

Entro la fine della campagna vaccinale autunno 2023, l’Italia avrà ricevuto un totale di circa 9 milioni di dosi aggiornate (circa 4 milioni arriveranno entro la fine di ottobre, mentre le restanti dosi arriveranno nel corso del mese di novembre).

Perchè è stato necessario aggiornare i vaccini?

I vaccini in passato utilizzati erano stati creati basandosi sulla prima versione del virus SARS-Cov-2 e successivamente aggiornati sulle nuove varianti circolanti (Omicron 4 e 5).

Come purtroppo abbiamo potuto osservare, l’emergere di una nuova variante è un fenomeno estremamente probabile e frequente, pertanto, si è reso necessario aggiornare nuovamente i vaccini allo scopo di proteggere dalle ultime varianti dl virus, una tra tutte la sottovariante Omicron XBB.1.5 (Kraken). Tale vaccino aggiornato sembra garantire protezione anche contro l’ultima variante emersa e dilagante in Italia, ossia Eris, limitando l’insorgere di forme gravi.

Quale sarà il vaccino disponibile?

I 9 milioni di dosi di vaccino in arrivo in Italia sono prodotte da Pfizer-BioNtech e saranno distribuite con il nome di Comirnaty Omicron XBB.1.5. Tale vaccino potrà essere utilizzato per prevenire il COVID-19 in tutte le fasce di età, a partire dai 6 mesi, con dosaggi e numero di somministrazioni differenti per ciascuna.

Secondo l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, intervistato da Adnkronos, non sarà però questo l’unico vaccino che verrà utilizzato per questa campagna: “Non sappiamo ancora quando saranno disponibili ma sono certamente in arrivo circa 3 milioni di dosi di vaccino aggiornato Novavax“.

Il vaccino prodotto da Novavax, commercializzato con il nome di Nuvaxovid, è un “vaccino proteico” che, a differenza dei vaccini ad RNA messaggero, come ad esempio quelli prodotti da Pfizer e Moderna, utilizza una tecnologia a noi più familiare, poiché è la stessa utilizzata in vaccini che sono conosciuti e somministrati oramai da anni (come ad esempio epatite B e meningococco B).

Per approfondire il tema: Cosa sono e come funzionano i vaccini.

Quando inizia la somministrazione dei nuovi vaccini covid in Italia?

Non vi sono ancora date certe, tuttavia le somministrazioni dei nuovi vaccini aggiornati sono previste iniziare ragionevolmente da inizio/metà Ottobre, trascorsi i tempi tecnici di distribuzione necessari perché tutte le Regioni siano rifornite.

Lo scenario ideale sarebbe far coincidere la partenza della campagna vaccinale anti-covid con quella anti-influenzale dal momento che, come ormai noto, è possibile effettuare entrambi i vaccini nella stessa seduta. Il Ministero e Le Regioni sembrano quindi stiano lavorando in tal senso.

Come afferma Sky TG 24 “Il ministero della Salute dovrà emanare una nuova circolare con le indicazioni tecniche specifiche indirizzate ai soggetti vaccinatori. Saranno i medici di famiglia, i centri vaccinali delle Asl e le farmacie a dispensare la vaccinazione. Contemporaneamente sono in corso gli arrivi dei vaccini antinfluenzali e a partire dalla prossima settimana la doppia vaccinazione potrebbe essere operativa su tutto il territorio.

Dove vaccinarsi?

Le vaccinazioni saranno gestite su base regionale come di consueto.

Dismessi oramai i grandi hub vaccinali, sarà possibile vaccinarsi presso i medici di medicina generale, i centri vaccinali delle ASL e presso le farmacie aderenti alla campagna. Queste, le figure predisposte in prima linea dal Ministero e dalle Regioni per affrontare questa nuova stagione vaccinale (per aggiornamenti su modalità e punti di somministrazione sarà possibile far riferimento alle nostre pagine regionali, non appena le informazioni saranno rese disponibili ed ufficiali).

A chi saranno destinate le prime dosi disponibili?

I primi a poter accedere alle somministrazioni con vaccini Covid-19 aggiornati saranno sicuramente gli ospiti delle RSA.

Di seguito, si passerà al via con le somministrazioni presso i medici e le farmacie aderenti per proteggere fragili e categorie a rischio.

Successivamente, la vaccinazione sarà offerta gratuitamente a tutti i cittadini che ne faranno richiesta.

Consultate questa pagina che sarà costantemente aggiornata non appena arriveranno date certe ed ufficiali, oppure seguite la nostra pagina Facebook Prenotazione Vaccino

L’importanza delle priorità

In occasione della presentazione, il 14 settembre scorso, di uno studio chiamato “Origin” targato Istituto Mario Negri sui fattori associati a una maggiore gravità del Covid, il Direttore dell’Istituto, Giuseppe Remuzzi ha commentato l’arrivo dei nuovi vaccini, affermando di ritenere corretta la possibilità estesa a tutte le fasce di popolazione, anche quelle in età pediatrica, di accedere all’immunizzazione con i nuovi vaccini.

Remuzzi, uno dei più autorevoli esperti della comunità medico-scientifica italiana, ha inoltre sottolineato come sia di estrema importanza che la vaccinazione sia gratuita per tutti, ponendo però l’accento sulla priorità, la quale “va ovviamente riservata alle persone a rischio. Ci sono delle categorie di persone che devono fare la vaccinazione Covid e sono gli over 65, i fragili, i diabetici, chi ha insufficienza renale cronica e chi ha altre patologie a rischio”.

Si potrà scegliere il vaccino?

Per il momento non si potrà scegliere quale vaccino effettuare, poiché le prime consistenti forniture, come già specificato, arriveranno da Pfizer che sarà quindi l’unico disponibile nella prima fase della campagna vaccinale.

Come prenotare il nuovo vaccino covid?

Il nuovo vaccino sarà reso disponibile alle varie Regioni non appena saranno consegnate le dosi nei centri di smistamento e successivamente a RSA, centri vaccinali delle ASL, medici di medicina generale e farmacie.

Stiamo seguendo passo passo gli ultimi aggiornamenti su date e modalità di prenotazione, informazioni che, non appena disponibili, saranno pubblicate sulle nostre pagine regionali, nelle sezioni dedicate: Scegli Regione

Su quale variante sono sviluppati i nuovi vaccini covid autorizzati dall’EMA?

Il 30 agosto 2023 l’EMA ha rilasciato un comunicato in cui ha raccomandato l’autorizzazione del vaccino Comirnaty (di Pfizer-BioNTech) adattato alla sottovariante Omicron XBB.1.5 (Kraken) ma, come già specificato, efficace anche contro la variante più diffusa in Italia in questo momento, ossia ERIS.

Tale vaccino, che sarà distribuito con il nome Comirnaty Omicron XBB.1.5, potrà essere utilizzato per prevenire il COVID-19 in tutte le fasce di età, a partire dai 6 mesi, con dosaggi e numero di somministrazioni differenti per ciascuna.

 

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La variante Pirola è arrivata in Italia: primo caso isolato a Brescia

La variante Pirola, è arrivata anche nel nostro Paese. Il primo caso è stato rilevato dal test di un paziente fragile, a Brescia, dal team di Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv). Al momento è in corso il sequenziamento del virus isolato che offrirà un quadro più chiaro sulle sue caratteristiche.

Vediamo intanto cosa sappiamo fino a questo momento.

Pirola, una nuova “discendente” di Omicron

BA.2.86 anche detta Pirola, è stata inserita tra le varianti sotto monitoraggio da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).

Sebbene si tratti di una nuova componente della grande “famiglia Omicron”, Pirola presenta ben 35 mutazioni sulla sua proteina Spike, ossia la parte del virus che i vaccini sono programmati per attaccare. Non è quindi ancora ben chiaro in che misura questa variante sia in grado di “bucare” la protezione offerta dai vaccini attualmente disponibili: questa importante informazione emergerà una volta terminato il sequenziamento, insieme ad altri dettagli che aiuteranno gli esperti a capire quanto Pirola sia effettivamente più preoccupante delle altre varianti in circolazione. In ogni caso, come affermato da Federfarma, “secondo l’Agenzia Europea dei Medicinali (Ema), il vaccino anti-Covid aggiornato Comirnaty, adattato alla sottovariante Omicron XBB.1.5 attualmente dominante, contribuirebbe a mantenere una protezione ottimale contro il Covid causato anche da altre varianti come la stessa Pirola“. Per informazioni sugli ultimi vaccini aggiornati (che saranno utilizzati per la campagna vaccinale in partenza ad Ottobre 2023) è possibile consultare la nostra pagina: Nuovi vaccini Covid aggiornati 2023

Quali sono i sintomi più comuni?

Essendo ancora relativamente pochi i casi isolati nel mondo, Pirola non ha potuto ancora essere studiata a fondo in tutte le sue caratteristiche. Tuttavia, derivando da Omicron, è probabile che i sintomi più comuni non siano molto diversi e comprendano:

  • Febbre
  • Naso che cola
  • Mal di gola
  • Tosse
  • Mal di testa
  • Stanchezza ed affaticamento

Nulla di nuovo, quindi, sul fronte dei sintomi, almeno dai primi studi.

Pirola è più aggressiva delle altre varianti conosciute?

Almeno per il momento, non esistono evidenze che possano far pensare ad una variante più aggressiva o più pericolosa di quelle già conosciute.

Inoltre, due studi condotti recentemente all’Università di Pechino e al Karolinska Institutet di Stoccolma hanno tranquillizzato in merito alla pericolosità di questa variante: secondo le due ricerche, Pirola sarebbe capace di aggirare l’immunità data dal vaccino o precedenti infezioni, tuttavia troverebbe più difficoltà in chi ha contratto l’infezione di recente, la cui risposta immunitaria non risulterebbe del tutto inefficace.

Altro importante aspetto emerso sin’ora, è che la variante, secondo tali gli studi, non abbia una grande capacità di diffondersi e sembrerebbe quindi meno contagiosa delle altre in circolazione.

Il parere degli esperti

Secondo quanto affermato all’Adnkronos da Massimo Ciccozzi (responsabile dell’Unità di Statistica medica ed Epidemiologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia del Campus Bio-Medico di Roma) “L’isolamento a Brescia è importante, per questa variante che ha circa 33-34 mutazioni […] Una delle nostre preoccupazioni era che questa variante fosse in grado di ‘evitare’ i test antigenici. Ora, con l’isolmento a Brescia, avremo un vantaggio rispetto a questo fronte e anche su altre considerazioni”. Pirola è stata isolata “in un paziente immunocompromesso – aggiunge Ciccozzi – come era accaduto anche in altri Paesi. Quindi c’è l’ipotesi che questa variante possa portare a una infezione in questa tipologia di persone e poi rilanciarsi con altri cambiamenti”. 

Così commenta invece Fabrizio Pregliasco (virologo dell’università Statale di Milano), sempre all’Adnkronos, il primo isolamento di Pirola in Italia: questa variante presenta “mutazioni che possono influire sulla contagiosità e quindi Pirola è assolutamente candidata a diventare prevalente. In questa fase il virus di Covid, per poter continuare la sua opera, deve in qualche modo aumentare la propria capacità diffusiva in un contesto di immunità ibrida” data da infezioni pregresse e vaccini. “E quindi queste tantissime variazioni sulla Spike facilitano senz’altro la possibilità di diffusione. Ad oggi si tratta di una variante sotto osservazione, sottoposta a monitoraggio – e prosegue – BA.2.86 è sostanzialmente, si ipotizza, una sottovariante di Omicron 2 (BA.2). E’ stata evidenziata da luglio ma già ad agosto era stata segnalata in diverse nazioni, 11 circa”. 

Come risulta evidente, sono vari gli scenari ipotizzati in questo primo momento ed i pareri risultano contrastanti su alcuni aspetti.

Bisognerà quindi necessariamente attendere che il sequenziamento del virus sia completato per poter trasformare le varie ipotesi formulate in certezze.

Seguiremo ovviamente la questione per offrirvi tempestivi aggiornamenti.

 

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