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Green Pass e Super Green Pass: differenze

Che differenze ci sono, cosa cambia, quali sono le regole, quanto dura il green pass, dove è obbligatorio e tutte le informazioni sulla certificazione verde che sta cambiamo la nostra vita

Alla luce delle continue modifiche in materia di green pass che stanno arrivando nelle ultime settimane,  i dubbi su cosa si può fare o non si può fare con i vari tipi di certificazione sono ancora molti.

Green pass e super green pass sono la stessa cosa? Green pass base, rafforzato o booster? In questo articolo cercheremo di riassumere e fare chiarezza iniziando con il capire cos’è questo documento che ormai fa parte inesorabilmente della nostra quotidianità.

Che cos’è il green pass?

Il green pass è una certificazione sia digitale che stampabile emessa esclusivamente attraverso la Piattaforma nazionale del Ministero della Salute attestante che una persona è in una delle seguenti condizioni:

  • aver effettuato la vaccinazione anti COVID-19 (secondo le tempistiche previste da Ministero della Salute)
  • aver ottenuto un risultato negativo ad un test antigenico rapido (tampone rapido) nelle ultime 48 ore o ad un test molecolare nelle ultime 72 ore;
  • essere guarita dal COVID-19 da non più di 6 mesi (180 giorni).

La Certificazione contiene un QR Code (codice a barre bidimensionale) attraverso il quale, utilizzando un’apposita applicazione, si può verificare la sua validità e autenticità.

Green pass da vaccinazione: cosa succede dopo ciascuna dose

Ad ogni dose di vaccino viene rilasciato un nuovo green pass, quindi un nuovo QR Code. Quali dosi di vaccino danno diritto al green pass? Quanto dura il green pass prima dose, seconda dose e dose booster (terza dose)? Senza terza dose posso avere il green pass? Come faccio a calcolare la validità del green pass?

Validità green pass

Cerchiamo di fare chiarezza, vedendo cosa succede dopo ciascuna dose di vaccino e quanto dura il green pass.

Quanto dura il green pass dopo prima dose

Il green pass ottenuto dopo la prima dose è valido a partire da 15 giorni dopo la vaccinazione e dura fino alla generazione del green pass relativo alla seconda dose, secondo i giorni di distanza che lo specifico vaccino prevede (ad esempio, Pfizer 21 giorni).

Nel caso in cui venisse contratta l’infezione Covid dopo la prima dose, si avrà diritto al green pass da guarigione, che sarà emesso entro il giorno successivo all’emissione del certificato di guarigione (tampone negativo).

Riguardo la tipologia di green pass, dopo la prima dose viene rilasciato il green pass rafforzato o super green pass, anche in caso di contagio e relativa generazione del green pass da guarigione.

Nel caso di sola prima dose, non si ha diritto al green pass illimitato, tranne nel caso in cui ci sia stata una doppia guarigione in due momenti diversi (vedi casistiche riportate in fondo a questo articolo)

Quanto dura il green pass dopo seconda dose

La validità del Green pass che viene rilasciato dopo la seconda dose, detto anche green pass di ciclo vaccinale primario, sostituisce quello “temporaneo” rilasciato dopo la prima dose, ha validità di 6 mesi (180 giorni) e viene sostituito dal green pass booster dopo la vaccinazione della terza dose (dose booster). Quindi la scadenza del green pass seconda dose è 6 mesi (180 giorni) a partire dalla data di somministrazione della seconda dose, oppure fino a quando non viene somministrata la terza dose.

Come per la prima dose, anche la tipologia di green pass rilasciata dopo la seconda dose è il green pass rafforzato (super green pass), qualora venisse contratta l’infezione e quindi venisse rilasciato il green pass da guarigione dopo aver fatto la seconda dose, si ha diritto al green pass illimitato, al pari di chi ha ricevuto tre dosi di vaccino.

Green pass dopo terza dose

Trascorsi massimo 6 mesi (180 giorni) dalla seconda dose, per ottenere un green pass aggiornato è necessario fare la terza dose (dose booster). La terza dose determina la generazione di un nuovo green pass, con validità illimitata, che certifica l’ottenimento del ciclo vaccinale completo.

Nel caso in cui venisse contratta l’infezione, verrà rilasciato un green pass da guarigione dal giorno successivo alla guarigione, anche questo green pass avrà durata 6 mesi.

Green pass dopo quarta dose

La quarta dose è attualmente consigliata a tutta la popolazione over-60 ed a determinate categorie di soggetti fragili (immudepressi) che abbiano già ricevuto da almeno 120 giorni una la dose addizionale a completamento del ciclo vaccinale primario (prima e seconda dose più dose aggiuntiva).

Di conseguenza anche la quarta dose determina la generazione di un nuovo green pass, anch’esso con validità illimitata, che certifica al pari della terza dose, l’ottenimento del ciclo vaccinale completo.

Quali tipi di green pass esistono?

  • Green pass base: è la certificazione verde Covid-19 rilasciata per vaccinazione, guarigione o a seguito di un test antigenico rapido o molecolare con risultato negativo;
  • Green pass rafforzato: è la certificazione verde Covid-19 che si ottiene solamente con la vaccinazione o guarigione.
  • Green pass booster:  è la certificazione verde Covid-19 che viene rilasciata a seguito della somministrazione della terza dose. Coloro che non abbiano ancora fatto la dose di richiamo potranno utilizzare il Green pass rafforzato ma unitamente dovranno presentare un documento attestante l’esito negativo di un test antigenico rapido o molecolare eseguito nelle 48 ore precedenti. Al momento il green pass booster è necessario solo per l’accesso alle strutture residenziali, socio-assistenziali, socio-sanitarie ed hospice (es. RSA per anziani).

Ma vediamo nel dettaglio cosa si può fare con ogni tipo di certificazione a seconda anche dei colori assegnati alle regioni in virtù delle variazioni settimanali dei contagi.

Green pass base, cosa si può fare?

A partire dal 1 Maggio 2022 il green pass base, non è più richiesto per accedere in luoghi pubblici e privati, inclusi bar, ristoranti, mezzi di trasporto e luoghi di lavoro.

Ricordiamo che fino al 30 Aprile la certificazione verde base era necessaria in molti luoghi, fra cui ristoranti, stadi, aerei, luoghi di lavoro, concorsi pubblici, corsi di formazione, università, treni, pulman turistici, navi, etc.

A partire dal 1 Maggio in nessun posto è necessario il green pass base, in questa fase in cui la curva dei contagi si sta abbassando, gli unici casi in cui è necessario il green pass è per RSA ed Ospedali, ma come meglio specificato in seguito, in quel caso serve il super green pass (quello ottenuto con la vaccinazione) e non il green pass base.

Quindi dopo l’alleggerimento delle misure che era stato effettuato il 1 Aprile quando era stata abolita la necessità di green pass base per attività commerciali, uffici pubblici, banche, poste, mezzi pubblici e ristoranti all’aperto, dal 1 Maggio l’ulteriore alleggerimento ha tolto le ultime restrizioni rimaste

Green pass rafforzato o super green pass, cosa si può fare?

Sempre a partire dal 1 Maggio i luoghi in cui resta obbligatorio l’utilizzo del green pass rafforzato (detto anche super green pass) che si ottiene con la vaccinazione, sono i seguenti:

  • RSA: quindi residenze per anziani, anche non autosufficienti, le strutture di ospitalità e lungodegenza, gli hospice, le residenze sanitarie assistite, le strutture riabilitative
  • Ospedali: per poter visitare in strutture ospedaliere o in genere residenze sanitari. Solo per effettuare visite, non è previsto green pass per i pazienti (es. ricovero, visite mediche, day hospital, etc)
Dove è necessario il Super Green Pass a partire dal 1 Maggio 2022

Green pass illimitato

Il green pass va in pensione? Non ancora, il famoso qrcode continuerà ad esistere, anche se diminuiscono le occasioni in cui saremo obbligati ad utilizzarlo.

Il governo ha infatti deciso di mantenere tutto il funzionamento legato a vaccini e tamponi, con l’obiettivo di avere uno strumento pronto e funzionante per il prossimo autunno, quando è probabile che aumenti nuovamente la circolazione del virus e di conseguenza avere uno strumento come il green pass permettere di applicare le politiche di contenimento della pandemia che ben conosciamo.

Il governo ha quindi deciso di rendere illimitato il green pass, quindi senza scadenza per tutto coloro che hanno fatto la terza dose oppure sono guariti ma hanno fatto almeno due dosi.

Leggi il nostro articolo di approfondimento Green pass illimitato? Da quando? E per chi?

Di seguito viene riportato uno specchietto riepilogativo elaborato dalla redazione di PrenotazioneVaccino.it che mette in evidenza i casi in cui è previsto il green pass illimitato

Green pass booster, quando serve?

Al momento il green pass booster è necessario solo per l’accesso alle strutture residenziali, socio-assistenziali, socio-sanitarie ed hospice (es. RSA per anziani). Ricordiamo che il green pass booster si ottiene, oltre che con la somministrazione della dose booster (terza dose) anche con il possesso di green pass rafforzato unito ad un tampone (rapido con durata 48 ore, molecolare con durata 72 ore), in quest’ultimo caso ovviamente la validità del green pass booster sarà limitata alla validità del tampone, quindi 48 ore per il tampone rapido e 72 ore per il molecolare.

Esenzione green pass

Sono esenti dal green pass i minori di 12 anni e tutti coloro che hanno una certificazione medica idonea che rispetti i criteri stabiliti dal Ministero della Salute e verificabili sul sito dedicato www.dgc.gov.it  sotto la voce ESENZIONI.

Per aggiornamenti sulla fine dello stato di emergenza e graduale abolizione dell’uso del green pass leggi il nostro articolo Abolizione Green pass: dal 31 Marzo inizia il ritorno alla normalità

 

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Vaccinazione a tutti senza limiti di età

Le indicazioni del generale Francesco Figliuolo sono state chiare, da oggi 3 Giugno, le regioni possono aprire le prenotazioni per la vaccinazione a tutte le fasce di età.

La notizia ha creato sicuramente aspettative fra le persone che attendono un vaccino, ma come più volte ricordato nelle pagine di PrenotazioneVaccino.it, la campagna vaccinale è gestita in autonomia dalle diverse regioni e provincie autonome, che stanno procedendo ad applicare le indicazioni nazionali in modo parziale ed in ordine sparso.

Consulta la pagina della tua regione per verificare eventuali limitazioni

 

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Regole Covid 2024: isolamento e quarantena

Sei positivo al Covid? Vediamo insieme quali sono le regole Covid su isolamento e quarantena e quali sono le raccomandazioni del Ministero della Salute.

Fine dell’isolamento (per ora) per tutti i positivi e per i contatti stretti

Il Ministero della Salute con la circolare numero 25613 del 11/08/2023, ha di fatto sospeso la misura dell’isolamento per chi risulta positivo ad un tampone Covid, così come le misure restrittive in vigore per i contatti stretti.

Stop isolamento Covid significa che in questo momento, non ci sono obblighi di isolamento e quarantena, la positività al Covid impone tuttavia l’osservazione delle medesime precauzioni valide per prevenire la trasmissione delle infezioni respiratorie come descritto nel paragrafo successivo.

Sei risultato positivo? Ecco le raccomandazioni del Ministero della Salute

Come anticipato, il Ministero della Salute ha sospeso al momento le misure dell’isolamento e quarantena, ma ricorda quale sono le precauzioni da attuare in caso di positività al Covid-19:

  • Indossare un dispositivo di protezione delle vie respiratorie (mascherina chirurgica o ffp2), se si entra in contatto con altre persone.
  • Se si è sintomatici, rimanere a casa fino al termine dei sintomi.
  • Applicare una corretta igiene delle mani.
  • Evitare ambienti affollati.
  • Evitare il contatto con persone fragili, immunodepresse, donne in gravidanza, ed evitare di frequentare ospedali o RSA (residenze sanitarie assistenziali). Questa raccomandazione assume particolare rilievo per tutti gli operatori addetti all’assistenza sanitaria e socio-sanitaria, che devono quindi evitare il contatto con pazienti a rischio.
  • Informare le persone con cui si è stati in contatto nei giorni immediatamente precedenti alla diagnosi, se anziane, fragili o immunodepresse.
  • Contattare il proprio medico curante se si è persona fragile o immunodepressa, se i sintomi non si risolvono dopo 3 giorni o se le condizioni cliniche peggiorano.

Quando vanno indossate le mascherine?

Nonostante la sospensione dell’isolamento, almeno fino al 31 Dicembre 2023 rimane l’obbligo di indossare mascherine per lavoratori, utenti e visitatori di: 

  • strutture sanitarie all’interno dei reparti che ospitano pazienti fragili, anziani o immunodepressi, specialmente se ad alta intensità di cura, identificati dalle direzioni sanitarie delle strutture sanitarie stesse.
  • strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali, comprese le strutture di ospitalità e lungodegenza, le residenze sanitarie assistenziali, gli hospice, le strutture riabilitative, le strutture residenziali per anziani, anche non autosufficienti, e comunque le strutture residenziali di cui all’art. 44 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 12 gennaio 2017.

Rimane ovviamente valida la raccomandazione del Ministero della Salute di indossare la mascherina per i soggetti positivi che dovessero entrare in contatto con altre persone.

Sono sempre esenti dall’indossare la mascherina:

  • bambini sotto i 6 anni di età
  • pazienti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché le persone che devono comunicare con una persona con disabilità in modo da non poter fare uso del dispositivo di protezione

Periodo di contagiosità

Studi recenti suggeriscono che un caso può essere contagioso già a partire da 48 ore prima dell’inizio della comparsa dei sintomi, che potrebbero anche passare inosservati, e fino a due settimane dopo l’inizio dei sintomi.
La possibile trasmissione asintomatica o pre-sintomatica dell’infezione è una delle maggiori sfide per contenere la diffusione del SARS-CoV-2 e indica la necessità di mettere rapidamente in quarantena i contatti stretti dei casi per impedire l’ulteriore trasmissione dell’infezione.

Covid-19: nuovi protocolli in arrivo

Sono al vaglio degli esperti alcune modifiche ai protocolli di prevenzione, in particolare per quello che riguarda l’accesso nelle strutture sanitarie ed il monitoraggio epidemiologico.

Le misure sono ancora al vaglio degli esperti, le prime indiscrezioni parlano di tamponi per i pazienti in ingresso in ospedale solo in caso di presenza di sintomi. Riguardo il monitoraggio l’idea è quella di prevedere l’abbandono dell’attuale sistema per inserire anche il Covid-19 all’interno del sistema di sorveglianza integrata al pari degli altri virus respiratori circolanti come l’influenza.

Come gestire il rientro a scuola in caso di positività o contatti con soggetti positivi?

Altro aspetto importante e meritevole di approfondimento riguarda la scuola: l’aumento dei contagi registrato nelle ultime settimane ha creato non poca confusione e preoccupazione tra i genitori che avendo, magari, uno o più casi positivi in famiglia, stanno avendo difficoltà nel capire come gestire la vita scolastica dei propri figli.

Anche sul fronte scolastico non vigono specifiche restrizioni se non le raccomandazioni, già sopra citate, diffuse dal Ministero della Salute.

Resta pur sempre valida la regola del buon senso e della responsabilità individuale delle famiglie: se un bambino presenta sintomi è sempre consigliabile effettuare un tampone, anche nell’interesse dei compagni e degli insegnanti che potrebbero presentare particolari fragilità o avere nel proprio nucleo famigliare un soggetto anziano o portatore di patologie che aumenterebbero il rischio di contrarre il Covid in forma grave.

Cosa si intende per isolamento?

Per isolamento si intende la separazione di soggetti con diagnosi certa di Covid (con un tampone di esito positivo) dalle persone sane, per evitare di diventare veicolo di trasmissione del contagio.

Cosa si intende per quarantena?

Per quarantena si intende la restrizione di movimento e di contatto con altre persone in seguito al contatto accertato con un soggetto positivo al Covid. La quarantena riguarda persone sane che devono rispettare delle restrizioni per evitare il rischio di diventare veicolo di contagio, essendo potenzialmente in fase di incubazione della malattia.

 

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Campagna vaccinale Covid 2023/2024 e nuovi vaccini: quali Regioni sono già partite

Come abbiamo visto, è già al via, in varie Regioni, la Campagna Vaccinale anti-Covid 2023/2024, con l’utilizzo dei nuovi vaccini aggiornati ad Ottobre 2023.

Vediamo, nel dettaglio, in quali Regioni è già possibile vaccinarsi e quali sono le categorie prioritarie in queste prime fasi.

Regole generali: per accedere al vaccino, devono essere trascorsi almeno 6 mesi dall’ultima dose di vaccino anti-Covid o dall’ultima infezione (data del test diagnostico positivo).

Il vaccino anti-Covid può inoltre essere somministrato contestualmente al vaccino antinfluenzale per chi ne faccia richiesta (stessa seduta, due distinte somministrazioni).

Toscana

E’ partita il 02 Ottobre 2023, nella regione Toscana, la nuova campagna vaccinale anti-Covid nella quale saranno utilizzati i nuovi vaccini aggiornati.

Le prenotazioni, da effettuarsi recandosi sul portale https://prenotavaccino.sanita.toscana.it, sono state aperte alle ore 14.30 del 26 Settembre.

Quale vaccino sarà utilizzato?

Il vaccino utilizzato in questa fase sarà quello prodotto da Pfizer ed aggiornato sulla variante di Omicron XBB.1.5 (detta anche Kraken), il quale sarà distribuito con il nome di Comirnaty Omicron XBB.1.5

Chi può accedere al vaccino in questa prima fase?

Per informazioni dettagliate sulle categorie a cui è destinato il vaccino in questa prima fase della campagna e per conoscere le notizie più aggiornate in merito, è possibile visitare la nostra pagina Nuovi vaccini Covid aggiornati 2023: come prenotare – Prenotazione vaccino

Per il momento le prenotazioni sono aperte per:

  • persone dai 18 ai 59 anni con elevate fragilità
  • minori dai 6 mesi ai 17 anni con elevate fragilità
  • persone dai 60 anni in su
  • operatori sanitari e di RSA
  • donne in gravidanza
  • caregiver di soggetti fragili

In un secondo momento saranno aperte le prenotazioni per le restanti fasce di popolazione.

Lazio

Anche nella Regione Lazio è partita il 2 Ottobre 2023 la nuova Campagna vaccinale anti-Covid nella quale saranno utilizzati i nuovi vaccini aggiornati ad Ottobre 2023.

Chi può accedere al vaccino in ciascuna fase della Campagna?

La Campagna, nella regione Lazio, si svilupperà in 3 fasi:

Prima fase – dal 2 ottobre potranno accedere alla somministrazione:

  • operatori sanitari e sociosanitari di aziende sanitarie locali, ospedali, policlinici universitari e Irccs.
  • professionisti delle RSA e delle strutture sociosanitarie e socioassistenziali (case di riposo e strutture riabilitative)
  • ospiti delle RSA
  • pazienti di strutture sociosanitarie e socioassistenziali

Il tutto sarà gestito dai Dipartimenti di Prevenzione delle Asl in collaborazione con i medici di medicina generale.

Seconda fase – dal 16 Ottobre potranno accedere alla somministrazione:

  • persone di età superiore agli 80 anni
  • persone dai 6 mesi ai 59 anni di età compresi, con elevata fragilità, in quanto affette da patologie o con condizioni che aumentano il rischio di COVID-19 grave (la cui lista completa è disponibile nella circolare del Ministero della Salute del 27/09/2023)

Per quest’ultima categoria l’accesso sarà garantito e monitorato dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta.

Terza fase – dal 30 Ottobre potranno accedere alla somministrazione:

  • tutte le altre fasce della popolazione (con particolare raccomandazione a familiari, conviventi e caregiver di persone con gravi fragilità)

Regola generale valida per tutte le categorie: devono esser trascorsi almeno 6 mesi dall’ultima vaccinazione covid o dall’ultima positività (data del test diagnostico positivo).

Quale vaccino sarà utilizzato?

Il vaccino utilizzato in questa campagna vaccinale sarà quello prodotto da Pfizer ed aggiornato sulla variante di Omicron XBB.1.5 (detta anche Kraken), il quale sarà distribuito con il nome di Comirnaty Omicron XBB.1.5.

Per informazioni dettagliate sulle categorie a cui è destinato il vaccino in questa prima fase della Campagna e per conoscere le notizie più aggiornate in merito, è possibile visitare la nostra pagina Nuovi vaccini Covid aggiornati 2023: come prenotare – Prenotazione vaccino

Lombardia

Partita il 2 Ottobre 2023, anche nella Regione Lombardia, la nuova Campagna vaccinale anti-Covid nella quale saranno utilizzati i nuovi vaccini aggiornati ad Ottobre 2023.

Chi può accedere al vaccino in ciascuna fase della Campagna?

Da Lunedì 2 Ottobre possono vaccinarsi (senza necessità di prenotazione):

  • operatori sanitari
  • pazienti di Ospedali
  • ospiti di Rsa

Da lunedì 16 Ottobre potranno vaccinarsi tutti gli appartenenti alle categorie a cui la vaccinazione è raccomandata, come da circolare del Ministero della Salute del 27/09/2023), tra gli altri:

  • le persone da 12 a 59 anni a rischio per stato di salute
  • gli over 60
  • donne in gravidanza, postpartum e allattamento
  • familiari, conviventi e caregiver di persone con gravi fragilità

Le prenotazioni, per tutte le categorie sopra elencate saranno aperte dal 9 Ottobre. Per prenotarsi è sufficiente collegarsi al portale prenotazionevaccinicovid.regione.lombardia.it

Seguirà aggiornamento per quanto riguarda la data di inizio somministrazioni del vaccino Covid (ed apertura delle prenotazioni) per tutti gli altri cittadini che non rientrano nelle categorie a rischio.

Contestualmente alla vaccinazione anti-covid sarà possibile accedere anche al vaccino antinfluenzale, durante la stessa seduta. La vaccinazione antinfluenzale è prenotabile tramite il portale vaccinazioneantinfluenzale.regione.lombardia.it 

La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata, come sempre, alle seguenti categorie:

  • persone a rischio per patologia
  • familiari e contatti (adulti e bambini) di soggetti ad alto rischio di complicanze
  • donne in gravidanza
  • operatori sanitari inclusi dentisti, farmacisti, veterinari, infermieri ed altri
  • gli over 60 anni
  • i bambini da 6 mesi a 14 anni
  • Forze dell’ordine
  • Polizia locale
  • Vigili del fuoco
  • insegnanti e personale scolastico.

Quale vaccino sarà utilizzato?

Il vaccino utilizzato in questa campagna vaccinale sarà quello prodotto da Pfizer ed aggiornato sulla variante di Omicron XBB.1.5 (detta anche Kraken), il quale sarà distribuito con il nome di Comirnaty Omicron XBB.1.5.

Per informazioni dettagliate sulle categorie a cui è destinato il vaccino in questa prima fase della Campagna e per conoscere le notizie più aggiornate in merito, è possibile visitare la nostra pagina Nuovi vaccini Covid aggiornati 2023: come prenotare – Prenotazione vaccino

Come posso prenotare il vaccino in Lombardia?

Come indicato nel nel portale della Regione Lombardia, esistono varie modalità di prenotazione:

  • Prenotazione online attraverso il portale prenotazionevaccinicovid.regione.lombardia.it
  • Tramite call center al numero verde unico gratuito 800.89.45.45 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 08.00 alle 19.00)
  • Tramite gli sportelli automatici Postamat della regione Lombardia
  • Tramite il portalettere

Marche

Avrà inizio il 12 ottobre 2023, anche nella Regione Marche, la nuova campagna vaccinale anti-Covid nella quale saranno utilizzati i nuovi vaccini aggiornati ad Ottobre 2023.

La vaccinazione è somministrata da Medici di famiglia o Pediatri di libera scelta, presso ambulatori e strutture vaccinali dei Servizi di Igiene e Sanità Pubblica dei Dipartimenti di Prevenzione delle AST con prenotazione presso i CUP, nelle farmacie che aderiscono alla campagna vaccinale.

Quale vaccino sarà utilizzato?

Il vaccino utilizzato in questa campagna vaccinale sarà quello prodotto da Pfizer ed aggiornato sulla variante di Omicron XBB.1.5 (detta anche Kraken), il quale sarà distribuito con il nome di Comirnaty Omicron XBB.1.5

Per informazioni dettagliate sulle categorie a cui è destinato il vaccino in questa prima fase della Campagna e per conoscere le notizie più aggiornate in merito, è possibile visitare la nostra pagina Nuovi vaccini covid aggiornati 2023: come prenotare – Prenotazione vaccino

Friuli Venezia Giulia

E’ partita il 29 settembre 2023, anche nella Regione Friuli Venezia Giulia, la nuova campagna vaccinale anti-Covid nella quale saranno utilizzati i nuovi vaccini aggiornati ad Ottobre 2023.

Le vaccinazioni possono essere prenotate alla pagina Prenotazione Vaccino anti COVID-19 | Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (sanita.fvg.it)

Cosa occorre per prenotare?

  • la tua Carta Regionale dei Servizi (Tessera Sanitaria)

oppure

  • le tue credenziali SPID
  • un numero di cellulare su cui poter recapitare il codice di controllo (OTP)

Sul numero di cellulare indicato o su quello associato alle tue credenziali SPID otterrai un messaggio di conferma della prenotazione che servirà come promemoria.

Quale vaccino sarà utilizzato?

Il vaccino utilizzato in questa campagna vaccinale sarà quello prodotto da Pfizer ed aggiornato sulla variante di Omicron XBB.1.5 (detta anche Kraken), il quale sarà distribuito con il nome di Comirnaty Omicron XBB.1.5

Per informazioni dettagliate sulle categorie a cui è destinato il vaccino in questa prima fase della Campagna e per conoscere le notizie più aggiornate in merito, è possibile visitare la nostra pagina Nuovi vaccini covid aggiornati 2023: come prenotare – Prenotazione vaccino

Per chi sono aperte le prenotazioni?

Il vaccino può essere somministrato a partire dai 6 mesi di età, ma è particolarmente raccomandato per le seguenti categorie prioritarie di cittadini:

  • cittadini di età superiore o uguale a 60 anni (nati nel 1963 o prima);
  • soggetti con patologia di età superiore a 6 mesi che abbiano una patologia compresa nella lista del Ministero della Salute.
  • operatori sanitari (qualsiasi età);
  • operatori (qualsiasi età) delle strutture residenziali per anziani;
  • donne in gravidanza, puerperio o allattamento;
  • familiari, conviventi o care-giver di persone affette da fragilità

Per gli adulti la prenotazione può essere effettuata mediante il medesimo canale.

Sono inoltre sempre prenotabili su questo canale:

  • Prima dose dei vaccini anti-SARS CoV-2/COVID-19 a mRNA per tutti i cittadini dai 5 anni in su.

Per i bambini da 6 mesi ai 4 anni la prenotazione sia della prima dose che del richiamo può essere fatta a mezzo CUP delle Aziende Sanitarie, farmacie o call center.
Per la vaccinazione dei minori entrambi i genitori devono firmare il consenso.

Al momento della vaccinazione dei cittadini minorenni:

  • il consenso deve essere firmato da entrambi i genitori; se uno dei due genitori è impossibilitato a firmare il consenso per lontananza o impedimento, l’altro genitore deve dichiararlo compilando e sottoscrivendo l’apposito modulo, disponibile al termine della prenotazione, che va allegato al consenso;
  • il minore deve essere accompagnato alla vaccinazione da uno o entrambi i genitori: non è possibile delegare terze persone (nemmeno familiari) ad accompagnare il minore;
  • in caso di minore non accompagnato affidato ai servizi, il tutore o il responsabile della struttura affidataria deve compilare e sottoscrivere l’apposito modulo, disponibile al termine della prenotazione, che va allegato al consenso. Il minore deve essere accompagnato alla vaccinazione dal tutore o dal responsabile della struttura affidataria (se il tutore non è ancora stato nominato): non è possibile delegare terze persone ad accompagnare il minore. In questo caso è importante attivare il mediatore.

Per accedere alla vaccinazione devi essere cittadino assistito della Regione FVG e far parte di una delle categorie sopra elencate.

Liguria

E’ partita il 29 settembre 2023, anche nella regione Liguria, la nuova campagna vaccinale anti-covid nella quale saranno utilizzati i nuovi vaccini aggiornati ad Ottobre 2023.

Chi può accedere al vaccino in questa prima fase?

In questa prima fase la vaccinazione sarà somministrata e offerta attivamente senza prenotazione a:

  • ospiti Residenza sanitaria assistenziale (Rsa)
  • operatori Residenza sanitaria assistenziale (Rsa)
  • operatori ospedalieri dei setting ad alto rischio (ad esempio, reparti in cui sono presenti pazienti ematoncologici, terapia intensiva, oltre a quelli individuati dalle Direzioni sanitarie)

Nelle fasi successive, le cui modalità sono in fase di definizione, la vaccinazione sarà offerta anche a:

  • soggetti immunocompromessi: persone con marcata compromissione del sistema immunitario (ad esempio, pazienti in terapia immunosoppressiva, pazienti affetti da immunodeficienza congenite e acquisite, altri pazienti identificati come immunocompromessi dai medici curanti o medici specialisti)
  • popolazione over 80
  • tutti gli altri operatori sanitari
  • tutti i fragili (a titolo esemplificativo e non esaustivo si veda lista di patologie Circolare Ministeriale n.30088 del 27/09/2023 – persone ad elevata fragilità)
  • popolazione over 60
  • donne in gravidanza e allattamento

Quale vaccino sarà utilizzato?

Il vaccino utilizzato in questa campagna vaccinale sarà quello prodotto da Pfizer ed aggiornato sulla variante di Omicron XBB.1.5 (detta anche Kraken), il quale sarà distribuito con il nome di Comirnaty Omicron XBB.1.5

Per informazioni dettagliate sulle categorie a cui è destinato il vaccino in questa prima fase della Campagna e per conoscere le notizie più aggiornate in merito, è possibile visitare la nostra pagina Nuovi vaccini Covid aggiornati 2023: come prenotare – Prenotazione vaccino

Come prenotare le somministrazioni per ciascuna Regione?

Per ulteriori dettagli sulle tempistiche di ciascuna Regione dove è già attiva la Campagna 2023/2024 e sulle diverse modalità di prenotazione, invitiamo a far riferimento alle nostre pagine regionali, selezionando la propria Regione di residenza.

 

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Vaccini Toscana: aperte le prenotazioni per la nuova campagna vaccinale anti-Covid 2023/2024

La Toscana fa da apripista: è stata la prima regione ad aver aperto, il 26 settembre alle ore 14.30, le prenotazioni per accedere alla somministrazione dei nuovi vaccini anti-Covid aggiornati.

Quale vaccino sarà utilizzato?

Il vaccino utilizzato sarà quello prodotto da Pfizer e distribuito con il nome di Comirnaty Omicron XBB.1.5 (poichè aggiornato sulla variante di Omicron XBB.1.5, anche detta Kraken).

A chi è destinata la somministrazione in questa prima fase della campagna?

Come specificato nella circolare del Ministero della Salute del 27 Settembre 2023, la vaccinazione è raccomandata e riservata, al momento, alle seguenti categorie prioritarie:

  • Persone di età pari o superiore a 60 anni;
  • Ospiti delle strutture per lungodegenti;
  • Donne che si trovano in qualsiasi trimestre della gravidanza o nel periodo “postpartum”
    comprese le donne in allattamento;
  • Operatori sanitari e sociosanitari addetti all’assistenza negli ospedali, nel territorio e nelle strutture di lungodegenza; studenti di medicina, delle professioni sanitarie che effettuano tirocini in strutture assistenziali e tutto il personale sanitario e sociosanitario in formazione;
  • Persone dai 6 mesi ai 59 anni di età compresi, con elevata fragilità, in quanto affette da
    patologie o con condizioni che aumentano il rischio di COVID-19 grave (la cui lista completa è disponibile nella circolare)

Si legge inoltre:

La vaccinazione viene consigliata a familiari, conviventi e caregiver di persone con gravi fragilità. In fase di avvio della campagna, la vaccinazione, pur rimanendo raccomandata per tutti i gruppi di Persone indicati e disponibile anche per coloro che non rientrano nelle suddette categorie, sarà prioritariamente somministrata alle persone di età pari o superiore a 80 anni, agli ospiti delle strutture per lungodegenti, alle persone con elevata fragilità, con particolare riferimento ai soggetti con marcata compromissione del sistema immunitario, agli operatori sanitari e sociosanitari.

Oltre alle categorie specifiche citate nel testo, nel caso in cui il vaccino dovesse essere disponibile (qualora avanzassero delle dosi) sarebbe possibile vaccinarsi, in questa prima fase, anche per chi non rientra nei gruppi elencati.

Come prenotarsi per la somministrazione del nuovo vaccino in Toscana?

Per prenotare la propria somministrazione del nuovo vaccino aggiornato Pfizer (Comirnaty Omicron XBB.1.5), è sufficiente recarsi sul portale https://prenotavaccino.sanita.toscana.it/ ed accedere alla prenotazione cliccando sulla casella relativa alla categoria alla quale si appartiene.

In fase di vaccinazione (come specificato anche da un messaggio che compare durante la prenotazione della propria dose) sarà offerta, a chi interessato, la possibilità di effettuare la vaccinazione anti-influenzale durante la stessa seduta.

Per completare la prenotazione, oltre ai dati anagrafici, è necessario inserire anche il proprio numero di cellulare, il numero della propria tessera sanitaria e la data dell’ultima somministrazione di vaccino anti-covid, o dell’ultima infezione (data del test diagnostico positivo).

Una volta terminata la prenotazione arriveranno degli sms di conferma sul proprio cellulare, riportanti data e luogo della somministrazione.

Quando inizieranno le somministrazioni in Toscana?

La campagna vaccinale, in Toscana, partirà ufficialmente Lunedì 2 Ottobre 2023 con i soggetti ad elevata fragilità e gli ospiti delle RSA.

A seguire potranno accedere le altre categorie prioritarie come da calendario riportato di seguito:

  • da lunedì 2 ottobre 2023
    per i soggetti ad elevata fragilità adulti e minori (da 6 mesi a 59 anni) nei centri vaccinali delle Asl 
    – prenotando a partire dal 26 settembre tramite il portale regionale 
     
  • da lunedì 2 ottobre 2023
    per gli ospiti delle RSA  tramite i Medici di Medicina Generale in collaborazione con il personale delle Aziende sanitarie territoriali. 
     
  • da giovedì 12 ottobre 2023
    per gli operatori sanitari, e sociosanitari delle strutture pubbliche e private, per le donne in gravidanza e per i cargiver dei soggetti fragili nei centri vaccinali delle Asl 
    – prenotando a partire dal 9 ottobre, tramite il portale regionale 
     
  • da lunedì 16 ottobre 2023
    per tutte le altre categorie previste dalla Circolare ministeriale 25782/2023. Con le seguenti modalità:
    – dai Medici di Medicina Generale e dai Pediatri di Libera Scelta
    – presso i centri vaccinali delle Asl prenotandosi tramite il portale regionale

Contestualmente alla vaccinazione anti Covid-19 sarà offerta la vaccinazione antinfluenzale. 

Per informazioni generali sui nuovi vaccini aggiornati e sulla campagna vaccinale anti-Covid 2023/2024 è possibile visitare la nostra pagina Nuovi vaccini covid aggiornati 2023: come prenotare

 

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Nuovi vaccini covid aggiornati 2023: come prenotare

E’ arrivata in data 27 settembre 2023 l’attesa circolare del Ministero della Salute contenente le indicazioni per la campagna vaccinale anti-Covid autunno/inverno 2023/2024.

La circolare specifica a chi è raccomandata la vaccinazione, nello specifico:

  • Persone di età pari o superiore a 60 anni;
  • Ospiti delle strutture per lungodegenti;
  • Donne che si trovano in qualsiasi trimestre della gravidanza o nel periodo “postpartum”
    comprese le donne in allattamento;
  • Operatori sanitari e sociosanitari addetti all’assistenza negli ospedali, nel territorio e nelle strutture di lungodegenza; studenti di medicina, delle professioni sanitarie che effettuano tirocini in strutture assistenziali e tutto il personale sanitario e sociosanitario in formazione;
  • Persone dai 6 mesi ai 59 anni di età compresi, con elevata fragilità, in quanto affette da
    patologie o con condizioni che aumentano il rischio di COVID-19 grave
    (la cui lista completa è disponibile nella circolare)

Si legge inoltre:

La vaccinazione viene consigliata a familiari, conviventi e caregiver di persone con gravi fragilità. In fase di avvio della campagna, la vaccinazione, pur rimanendo raccomandata per tutti i gruppi di Persone indicati e disponibile anche per coloro che non rientrano nelle suddette categorie, sarà prioritariamente somministrata alle persone di età pari o superiore a 80 anni, agli ospiti delle strutture per lungodegenti, alle persone con elevata fragilità, con particolare riferimento ai soggetti con marcata compromissione del sistema immunitario, agli operatori sanitari e sociosanitari.

Oltre alle categorie specifiche citate nel testo, nel caso in cui il vaccino dovesse essere disponibile (qualora avanzassero delle dosi) sarebbe possibile vaccinarsi, in questa prima fase, anche per chi non rientra nei gruppi elencati.

La circolare specifica inoltre che il vaccino utilizzato in questa prima fase sarà quello prodotto da Pfizer, ossia Comirnaty (Omicron XBB 1.5) e che la somministrazione, “al fine di massimizzare la protezione per la stagione autunno/inverno 2023-2024, è raccomandata a distanza di 6 mesi dall’ultima dose di vaccino anti-COVID-19 ricevuta o dall’ultima infezione (data del test diagnostico positivo)”.

Nel testo si legge, inoltre, che è possibile la co-somministrazione (due somministrazioni distinte nella stessa seduta) del vaccino anti-Covid e del vaccino antinfluenzale.

In quali Regioni è già possibile prenotarsi?

La Toscana è stata la prima regione ad aprire le prenotazioni e partirà con la campagna vaccinale il 02 Ottobre 2023. Tutte le informazioni sono disponibili alla pagina Vaccini Toscana: aperte le prenotazioni per la nuova campagna vaccinale anti-Covid 2023/2024 e sulla pagina regionale Toscana.

Nuovi vaccini in arrivo

In data 25 settembre 2023 sono stati spediti nel nostro Paese i primi lotti delle 969.600 dosi del nuovo vaccino aggiornato contro la sottovariante Omicron XBB.1.5 (Kraken) ed efficace anche contro le più recenti varianti compresa Eris (al momento quella prevalente in Italia). Le prime dosi arriveranno in Italia in data 26 settembre 2023.

Nei prossimi giorni inizierà la distribuzione delle dosi alle Regioni che potranno, così, dare il via alle somministrazioni, partendo da RSA e categorie fragili.

Il 9 Ottobre prossimo è previsto l’arrivo di un numero analogo di ulteriori dosi.

Entro la fine della campagna vaccinale autunno 2023, l’Italia avrà ricevuto un totale di circa 9 milioni di dosi aggiornate (circa 4 milioni arriveranno entro la fine di ottobre, mentre le restanti dosi arriveranno nel corso del mese di novembre).

Perchè è stato necessario aggiornare i vaccini?

I vaccini in passato utilizzati erano stati creati basandosi sulla prima versione del virus SARS-Cov-2 e successivamente aggiornati sulle nuove varianti circolanti (Omicron 4 e 5).

Come purtroppo abbiamo potuto osservare, l’emergere di una nuova variante è un fenomeno estremamente probabile e frequente, pertanto, si è reso necessario aggiornare nuovamente i vaccini allo scopo di proteggere dalle ultime varianti dl virus, una tra tutte la sottovariante Omicron XBB.1.5 (Kraken). Tale vaccino aggiornato sembra garantire protezione anche contro l’ultima variante emersa e dilagante in Italia, ossia Eris, limitando l’insorgere di forme gravi.

Quale sarà il vaccino disponibile?

I 9 milioni di dosi di vaccino in arrivo in Italia sono prodotte da Pfizer-BioNtech e saranno distribuite con il nome di Comirnaty Omicron XBB.1.5. Tale vaccino potrà essere utilizzato per prevenire il COVID-19 in tutte le fasce di età, a partire dai 6 mesi, con dosaggi e numero di somministrazioni differenti per ciascuna.

Secondo l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, intervistato da Adnkronos, non sarà però questo l’unico vaccino che verrà utilizzato per questa campagna: “Non sappiamo ancora quando saranno disponibili ma sono certamente in arrivo circa 3 milioni di dosi di vaccino aggiornato Novavax“.

Il vaccino prodotto da Novavax, commercializzato con il nome di Nuvaxovid, è un “vaccino proteico” che, a differenza dei vaccini ad RNA messaggero, come ad esempio quelli prodotti da Pfizer e Moderna, utilizza una tecnologia a noi più familiare, poiché è la stessa utilizzata in vaccini che sono conosciuti e somministrati oramai da anni (come ad esempio epatite B e meningococco B).

Per approfondire il tema: Cosa sono e come funzionano i vaccini.

Quando inizia la somministrazione dei nuovi vaccini covid in Italia?

Non vi sono ancora date certe, tuttavia le somministrazioni dei nuovi vaccini aggiornati sono previste iniziare ragionevolmente da inizio/metà Ottobre, trascorsi i tempi tecnici di distribuzione necessari perché tutte le Regioni siano rifornite.

Lo scenario ideale sarebbe far coincidere la partenza della campagna vaccinale anti-covid con quella anti-influenzale dal momento che, come ormai noto, è possibile effettuare entrambi i vaccini nella stessa seduta. Il Ministero e Le Regioni sembrano quindi stiano lavorando in tal senso.

Come afferma Sky TG 24 “Il ministero della Salute dovrà emanare una nuova circolare con le indicazioni tecniche specifiche indirizzate ai soggetti vaccinatori. Saranno i medici di famiglia, i centri vaccinali delle Asl e le farmacie a dispensare la vaccinazione. Contemporaneamente sono in corso gli arrivi dei vaccini antinfluenzali e a partire dalla prossima settimana la doppia vaccinazione potrebbe essere operativa su tutto il territorio.

Dove vaccinarsi?

Le vaccinazioni saranno gestite su base regionale come di consueto.

Dismessi oramai i grandi hub vaccinali, sarà possibile vaccinarsi presso i medici di medicina generale, i centri vaccinali delle ASL e presso le farmacie aderenti alla campagna. Queste, le figure predisposte in prima linea dal Ministero e dalle Regioni per affrontare questa nuova stagione vaccinale (per aggiornamenti su modalità e punti di somministrazione sarà possibile far riferimento alle nostre pagine regionali, non appena le informazioni saranno rese disponibili ed ufficiali).

A chi saranno destinate le prime dosi disponibili?

I primi a poter accedere alle somministrazioni con vaccini Covid-19 aggiornati saranno sicuramente gli ospiti delle RSA.

Di seguito, si passerà al via con le somministrazioni presso i medici e le farmacie aderenti per proteggere fragili e categorie a rischio.

Successivamente, la vaccinazione sarà offerta gratuitamente a tutti i cittadini che ne faranno richiesta.

Consultate questa pagina che sarà costantemente aggiornata non appena arriveranno date certe ed ufficiali, oppure seguite la nostra pagina Facebook Prenotazione Vaccino

L’importanza delle priorità

In occasione della presentazione, il 14 settembre scorso, di uno studio chiamato “Origin” targato Istituto Mario Negri sui fattori associati a una maggiore gravità del Covid, il Direttore dell’Istituto, Giuseppe Remuzzi ha commentato l’arrivo dei nuovi vaccini, affermando di ritenere corretta la possibilità estesa a tutte le fasce di popolazione, anche quelle in età pediatrica, di accedere all’immunizzazione con i nuovi vaccini.

Remuzzi, uno dei più autorevoli esperti della comunità medico-scientifica italiana, ha inoltre sottolineato come sia di estrema importanza che la vaccinazione sia gratuita per tutti, ponendo però l’accento sulla priorità, la quale “va ovviamente riservata alle persone a rischio. Ci sono delle categorie di persone che devono fare la vaccinazione Covid e sono gli over 65, i fragili, i diabetici, chi ha insufficienza renale cronica e chi ha altre patologie a rischio”.

Si potrà scegliere il vaccino?

Per il momento non si potrà scegliere quale vaccino effettuare, poiché le prime consistenti forniture, come già specificato, arriveranno da Pfizer che sarà quindi l’unico disponibile nella prima fase della campagna vaccinale.

Come prenotare il nuovo vaccino covid?

Il nuovo vaccino sarà reso disponibile alle varie Regioni non appena saranno consegnate le dosi nei centri di smistamento e successivamente a RSA, centri vaccinali delle ASL, medici di medicina generale e farmacie.

Stiamo seguendo passo passo gli ultimi aggiornamenti su date e modalità di prenotazione, informazioni che, non appena disponibili, saranno pubblicate sulle nostre pagine regionali, nelle sezioni dedicate: Scegli Regione

Su quale variante sono sviluppati i nuovi vaccini covid autorizzati dall’EMA?

Il 30 agosto 2023 l’EMA ha rilasciato un comunicato in cui ha raccomandato l’autorizzazione del vaccino Comirnaty (di Pfizer-BioNTech) adattato alla sottovariante Omicron XBB.1.5 (Kraken) ma, come già specificato, efficace anche contro la variante più diffusa in Italia in questo momento, ossia ERIS.

Tale vaccino, che sarà distribuito con il nome Comirnaty Omicron XBB.1.5, potrà essere utilizzato per prevenire il COVID-19 in tutte le fasce di età, a partire dai 6 mesi, con dosaggi e numero di somministrazioni differenti per ciascuna.

 

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La variante Pirola è arrivata in Italia: primo caso isolato a Brescia

La variante Pirola, è arrivata anche nel nostro Paese. Il primo caso è stato rilevato dal test di un paziente fragile, a Brescia, dal team di Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv). Al momento è in corso il sequenziamento del virus isolato che offrirà un quadro più chiaro sulle sue caratteristiche.

Vediamo intanto cosa sappiamo fino a questo momento.

Pirola, una nuova “discendente” di Omicron

BA.2.86 anche detta Pirola, è stata inserita tra le varianti sotto monitoraggio da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms).

Sebbene si tratti di una nuova componente della grande “famiglia Omicron”, Pirola presenta ben 35 mutazioni sulla sua proteina Spike, ossia la parte del virus che i vaccini sono programmati per attaccare. Non è quindi ancora ben chiaro in che misura questa variante sia in grado di “bucare” la protezione offerta dai vaccini attualmente disponibili: questa importante informazione emergerà una volta terminato il sequenziamento, insieme ad altri dettagli che aiuteranno gli esperti a capire quanto Pirola sia effettivamente più preoccupante delle altre varianti in circolazione. In ogni caso, come affermato da Federfarma, “secondo l’Agenzia Europea dei Medicinali (Ema), il vaccino anti-Covid aggiornato Comirnaty, adattato alla sottovariante Omicron XBB.1.5 attualmente dominante, contribuirebbe a mantenere una protezione ottimale contro il Covid causato anche da altre varianti come la stessa Pirola“. Per informazioni sugli ultimi vaccini aggiornati (che saranno utilizzati per la campagna vaccinale in partenza ad Ottobre 2023) è possibile consultare la nostra pagina: Nuovi vaccini Covid aggiornati 2023

Quali sono i sintomi più comuni?

Essendo ancora relativamente pochi i casi isolati nel mondo, Pirola non ha potuto ancora essere studiata a fondo in tutte le sue caratteristiche. Tuttavia, derivando da Omicron, è probabile che i sintomi più comuni non siano molto diversi e comprendano:

  • Febbre
  • Naso che cola
  • Mal di gola
  • Tosse
  • Mal di testa
  • Stanchezza ed affaticamento

Nulla di nuovo, quindi, sul fronte dei sintomi, almeno dai primi studi.

Pirola è più aggressiva delle altre varianti conosciute?

Almeno per il momento, non esistono evidenze che possano far pensare ad una variante più aggressiva o più pericolosa di quelle già conosciute.

Inoltre, due studi condotti recentemente all’Università di Pechino e al Karolinska Institutet di Stoccolma hanno tranquillizzato in merito alla pericolosità di questa variante: secondo le due ricerche, Pirola sarebbe capace di aggirare l’immunità data dal vaccino o precedenti infezioni, tuttavia troverebbe più difficoltà in chi ha contratto l’infezione di recente, la cui risposta immunitaria non risulterebbe del tutto inefficace.

Altro importante aspetto emerso sin’ora, è che la variante, secondo tali gli studi, non abbia una grande capacità di diffondersi e sembrerebbe quindi meno contagiosa delle altre in circolazione.

Il parere degli esperti

Secondo quanto affermato all’Adnkronos da Massimo Ciccozzi (responsabile dell’Unità di Statistica medica ed Epidemiologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia del Campus Bio-Medico di Roma) “L’isolamento a Brescia è importante, per questa variante che ha circa 33-34 mutazioni […] Una delle nostre preoccupazioni era che questa variante fosse in grado di ‘evitare’ i test antigenici. Ora, con l’isolmento a Brescia, avremo un vantaggio rispetto a questo fronte e anche su altre considerazioni”. Pirola è stata isolata “in un paziente immunocompromesso – aggiunge Ciccozzi – come era accaduto anche in altri Paesi. Quindi c’è l’ipotesi che questa variante possa portare a una infezione in questa tipologia di persone e poi rilanciarsi con altri cambiamenti”. 

Così commenta invece Fabrizio Pregliasco (virologo dell’università Statale di Milano), sempre all’Adnkronos, il primo isolamento di Pirola in Italia: questa variante presenta “mutazioni che possono influire sulla contagiosità e quindi Pirola è assolutamente candidata a diventare prevalente. In questa fase il virus di Covid, per poter continuare la sua opera, deve in qualche modo aumentare la propria capacità diffusiva in un contesto di immunità ibrida” data da infezioni pregresse e vaccini. “E quindi queste tantissime variazioni sulla Spike facilitano senz’altro la possibilità di diffusione. Ad oggi si tratta di una variante sotto osservazione, sottoposta a monitoraggio – e prosegue – BA.2.86 è sostanzialmente, si ipotizza, una sottovariante di Omicron 2 (BA.2). E’ stata evidenziata da luglio ma già ad agosto era stata segnalata in diverse nazioni, 11 circa”. 

Come risulta evidente, sono vari gli scenari ipotizzati in questo primo momento ed i pareri risultano contrastanti su alcuni aspetti.

Bisognerà quindi necessariamente attendere che il sequenziamento del virus sia completato per poter trasformare le varie ipotesi formulate in certezze.

Seguiremo ovviamente la questione per offrirvi tempestivi aggiornamenti.

 

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Virus Dengue in Italia: cos’è, sintomi, numeri e trattamento

Nelle ultime settimane stiamo assistendo a numerose segnalazioni di casi di Dengue nel nostro Paese. Un nome che richiama qualcosa di esotico e lontano da noi, a cui non siamo abituati e per questo capace di suscitare preoccupazione. Ma di cosa si tratta? Di che numeri parliamo? Cerchiamo di fare chiarezza.

Cos’è la Dengue?

Come specificato dal Ministero della Salute, “Per “Dengue” si intende una malattia virale trasmessa da zanzare del genere Aedes infettate dal virus Dengue. […] Si tratta di una malattia infettiva ampiamente diffusa nelle regioni tropicali/sub tropicali in grado di determinare la comparsa di focolai epidemici anche in Europa Continentale, nelle aree in cui il vettore è presente e attivo.

Il vettore di cui si parla è appunto la zanzara Aedes (nello specifico, parliamo della Aedes aegypti ed in alcuni casi, meno frequenti, della Aedes albopictus, più conosciuta con il nome di zanzara tigre) entrambe presenti in Italia.

Il virus dengue è l’agente patogeno responsabile della malattia ed allo stato attuale, se ne conoscono 4 diversi sierotipi: DEN-1, DEN-2, DEN-3 e DEN-4 (DEN-2 e DEN-3 spesso associati a forme più gravi di malattia).

La malattia può presentarsi in forma asintomatica o con stati febbrili più o meno gravi.

Quanti sono i contagi da Dengue nel nostro Paese?

Alla data del 21 Settembre 2023, erano 208 i casi di Dengue rilevati su tutto il territorio nazionale.

La Lombardia è la regione con più casi rilevati (71), segue il Lazio con 36 casi rilevati dall’inizio dell’anno.

Il rientro di persone da Paesi in cui la malattia è endemica può esser stato uno dei motivi che hanno contribuito a portare il virus nel nostro Paese. Inoltre, il caldo umido con cui abbiamo avuto a che fare negli ultimi mesi estivi ha fatto sicuramente il resto, avendo avuto un ruolo importante nella proliferazione delle zanzare, come già detto, vettore di contagio.

Tuttavia l’arrivo dell’autunno ed il calo delle temperature può far ben sperare che la problematica vada ad attenuarsi. Ciò non vuol dire però che non si ripresenterà negli anni a venire, evenienza, al contrario, estremamente probabile.

Come avviene il contagio?

Il contagio avviene nel caso in cui si sia punti da una zanzara che abbia precedentemente punto un soggetto portatore della malattia. Non vi è quindi alcun pericolo di contagio diretto tra esseri umani, poiché questo può avvenire esclusivamente attraverso la puntura di una zanzara infetta. Nonostante ciò, è possibile affermare che l’essere umano sia il veicolo del virus che circola nel sangue della persona infetta per 2-7 giorni: in questo periodo la zanzara può prelevarlo e trasmetterlo.

Quali sono i sintomi della Dengue?

I sintomi della Dengue compaiono solitamente dopo 5-6 giorni dalla puntura della zanzara infetta. Si manifesta con febbre improvvisa, anche molto alta, accompagnata da mal di testa, dolori nella zona degli occhi, nausea, vomito ed eruzioni cutanee diffuse in varie zone del corpo che possono insorgere dopo 3-4 giorni dalla comparsa della febbre. Dolori molto intensi alle articolazioni ne giustificano la denominazione di “febbre rompiossa“. Altri sintomi caratteristici sono stanchezza e depressione che, in alcuni casi, possono anche durare alcune settimane.

In rari casi, la Dengue può manifestarsi in forma grave attraverso la comparsa di febbre emorragica, la quale causa emorragie in diverse parti del corpo. In tal caso è possibile che la persona contagiata vada incontro a veri e propri collassi. Un tale decorso della malattia, se non trattata, può risultare, in rari casi, fatale.

I sintomi tipici della Dengue sono frequentemente assenti nei bambini.

Come avviene la diagnosi?

La diagnosi avviene normalmente attraverso la valutazione dei sintomi, ma può essere accertata solamente tramite l’analisi di un campione di sangue nel quale deve essere rilevato il virus.

Come si cura la Dengue?

Non vi sono trattamenti specifici per curare la malattia ma solamente cure di supporto alla guarigione che attenuino e controllino i sintomi: la maggioranza dei soggetti infettati guariscono completamente dalla Dengue nell’arco di due settimane.

Durante il decorso della malattia è consigliato il riposo assoluto, l’assunzione di farmaci che abbassino la febbre (paracetamolo) e l’assunzione di molti liquidi allo scopo di evitare che il malato vada incontro a disidratazione (che può facilmente insorgere qualora la febbre sia alta e persistente).

Come possiamo proteggerci dalla Dengue?

La maniera più efficace per proteggersi dalla Dengue è, banalmente, evitare le punture di zanzara, con particolare attenzione nelle zone in cui è stata rilevata la presenza della malattia. A tale scopo è sicuramente utile l’uso di repellenti ed indossare un abbigliamento protettivo che aiuti ad evitare punture soprattutto nelle zone del corpo solitamente più esposte nella stagione calda, ossia braccia e gambe.

E’ molto importante evitare ristagni d’acqua sui balconi o nelle abitazioni, ad esempio, svuotando regolarmente i sottovasi delle piante, dove le zanzare facilmente depositano le loro uova e dove successivamente si sviluppano le larve.

Altre misure preventive sono sicuramente l’applicazione di zanzariere a finestre e porte-finestre ed interventi periodici di disinfestazione.

Esiste un vaccino per la Dengue?

In Italia, AIFA ha autorizzato l’utilizzo e la commercializzazione un vaccino denominato Dengvaxia (vaccino contenente il virus vivo, attenuato) efficace contro tutti i sierotipi del Dengue virus, destinato a coloro che sono già stati infettati dal virus e che può essere somministrato a persone in età compresa tra i 6 ed i 45 anni. La precedente infezione deve essere confermata mediate un test da effettuare prima della vaccinazione. La scheda dettagliata relativa a questo vaccino direttamente dal sito dell’AIFA può essere scaricata a questo link.

L’AIFA ha inoltre autorizzato, in data 23/02/2023, l’utilizzo e la commercializzazione di un altro vaccino, denominato Qdenga (anche questo a virus attenuato ed efficace su tutti i 4 sierotipi del virus). A differenza del vaccino Dengvaxia, Qdenga può essere somministrato per prevenire la malattia anche alle persone che non hanno mai contratto l’infezione ed è adatto ad una popolazione più ampia: bambini tra i 4 e i 6 anni e adulti di età superiore ai 45. A questo link è scaricabile il documento ufficiale di autorizzazione dell’AIFA per il vaccino Qdenga.

Come posso vaccinarmi contro la Dengue?

I vaccini contro la Dengue dovrebbero essere disponibili in Italia (tra i Paesi che ne hanno fatto richiesta) a partire dal mese di Ottobre.

Tuttavia non parliamo di una vaccinazione di massa (come accade per il Covid). I vaccini saranno disponibili a pagamento presso strutture sanitarie pubbliche e private ma accessibili solamente a seguito di una valutazione del proprio medico di base o specialista che procederà, eventualmente, con l’emissione della prescrizione medica, anche alla luce della storia clinica del paziente e del suo livello di rischio.

Riassumendo…

Pubblichiamo di seguito un utile e chiaro contributo video dal sito di Fanpage che spiega qual è la situazione attuale in maniera sintetica ed immediata, attraverso le parole del Dott. Emanuele Nicastri, Direttore della Divisione di Malattie Infettive ad Elevata Intensità di Cura dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma.

 

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Nuovi vaccini Covid autunno 2023 disponibili in Italia da inizio Ottobre

Sembrerebbe confermata la notizia secondo cui i nuovi vaccini Covid aggiornati saranno disponibili da inizio Ottobre 2023. Le prime forniture arriveranno nel nostro Paese dal 25 Settembre, bisognerà poi attendere i tempi della logistica per la distribuzione alle singole Regioni le quali potranno poi partire con le somministrazioni.

Il primo vaccino in arrivo sarà quello elaborato dalla Pfizer-BioNtech (che sarà distribuito con il nome di Comirnaty Omicron XBB.1.5).

Le raccomandazioni di EMA ed ECDC

Il 06 Giugno 2023 l’EMA (Agenzia Europea per i Medicinali) e l’ECDC (Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie) hanno rilasciato un comunicato congiunto riguardante i nuovi vaccini Covid da adattare alle varianti attualmente in circolazione.

In particolare, l’EMA raccomandava di aggiornare i vaccini per colpire i ceppi XBB (un sottogruppo di Omicron), che sono oramai diventati dominanti in Europa e in altre parti del mondo.

In tale comunicato, L’EMA e l’ECDC sottolineavano inoltre che i vaccini monovalenti (vaccini mirati a un solo ceppo come XBB.1.5) sono una scelta ragionevole per fornire protezione contro gli attuali ceppi dominanti ed emergenti.

EMA ed ECDC raccomandano di autorizzare i vaccini aggiornati

Il 30 agosto 2023 l’EMA ha rilasciato un ulteriore comunicato in cui ha raccomandato l’autorizzazione del vaccino Comirnaty (di Pfizer-BioNTech) adattato alla sottovariante Omicron XBB.1.5.

Tale vaccino, che sarà distribuito con il nome Comirnaty Omicron XBB.1.5, potrà essere utilizzato per prevenire il COVID-19 in tutte le fasce di età, a partire dai 6 mesi, con dosaggi e numero di somministrazioni differenti per ciascuna.

Il 14 Settembre 2023 l’EMA ha rilasciato inoltre un nuovo comunicato nel quale raccomanda l’autorizzazione del vaccino Spikevax (di Moderna), anch’esso adattato alla sottovariante Omicron XBB.1.5.

Tale vaccino, denominato Spikevax XBB.1.5 potrà essere utilizzato (così come raccomandato per il nuovo vaccino Comirnaty) per prevenire il COVID-19 in tutte le fasce di età, a partire dai 6 mesi ed anche in questo caso, con dosaggi e numero di somministrazioni differenti per ciascuna.

Poiché Omicron XBB.1.5 è strettamente correlato ad altre varianti attualmente in circolazione, si prevede che i nuovi vaccini adattati contribuiranno a mantenere una protezione ottimale contro il COVID-19 causato da queste altre varianti e da Omicron XBB.1.5.

L’EMA invierà, come prossimo step, la raccomandazione alla Commissione Europea, per una decisione giuridicamente vincolante a livello dell’UE.

Come per gli altri vaccini contro il Covid-19, le Autorità Nazionali degli Stati membri dell’UE determineranno come utilizzare questi vaccini nelle campagne di vaccinazione nazionali, tenendo conto di fattori quali i tassi di infezione e di ospedalizzazione, il rischio per le persone vulnerabili e la disponibilità dei vaccini.

A che punto siamo?

Per quanto riguarda il nostro Paese, come annunciato dal Ministro della Salute Orazio Schillaci ai microfoni di RTL, i nuovi vaccini potrebbero già essere disponibili dalla settimana del 25 Settembre 2023.

La vaccinazione sarà su base volontaria, accessibile e gratuita per tutte le fasce di età, indipendentemente dalla raccomandazione a vaccinarsi indirizzata, ad esempio, ai soggetti fragili, agli anziani ed agli operatori sanitari.

Sono ancora in fase di definizione i canali e le modalità di somministrazione, i quali saranno resi noti nel più breve tempo possibile. Sembra, tuttavia, che le vaccinazioni saranno gestite su base regionale, coinvolgendo farmacie e medici di medicina generale (per aggiornamenti su modalità e punti di somministrazione sarà possibile far riferimento alle nostre pagine regionali, non appena le informazioni saranno rese disponibili ed ufficiali).

Priorità per le categorie a rischio?

In occasione della presentazione, il 14 settembre scorso, di uno studio chiamato “Origin” targato Istituto Mario Negri sui fattori associati a una maggiore gravità del Covid, il Direttore dell’Istituto, Giuseppe Remuzzi ha commentato l’arrivo dei nuovi vaccini, affermando di ritenere corretta la possibilità estesa a tutte le fasce di popolazione, anche quelle in età pediatrica, di accedere all’immunizzazione con i nuovi vaccini.

Remuzzi, uno dei più autorevoli esperti della comunità medico-scientifica italiana, ha inoltre sottolineato come sia di estrema importanza che la vaccinazione sia gratuita per tutti, ponendo però l’accento sulla priorità, la quale “va ovviamente riservata alle persone a rischio. Ci sono delle categorie di persone che devono fare la vaccinazione Covid e sono gli over 65, i fragili, i diabetici, chi ha insufficienza renale cronica e chi ha altre patologie a rischio”.

A tal proposito, vedremo nei prossimi giorni quali saranno i criteri di accesso alla vaccinazione e se, effettivamente, le categorie a rischio godranno o meno di priorità.

 

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Covid, contagi e varianti Eris e Pirola, cosa sappiamo

Dopo un’estate in cui il Covid ha abbandonato le prime pagine di siti web e giornali, nelle ultime settimane l’argomento sta attirando su di sé una rinnovata attenzione in virtù di un nuovo aumento dei contagi e dell’emergere di nuove varianti, prima tra tutte Eris (EG.5).

Vediamo, più nello specifico, cosa sta accadendo.

I contagi tornano a salire

Come riporta l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) nel proprio report settimanale di sorveglianza, nel periodo 04/09/2023-10/09/2023, si registra “un’incidenza dei casi diagnosticati e segnalati pari a 44 casi per 100.000 abitanti, in aumento rispetto alla settimana precedente (28/08/2023-03/09/2023, 31 casi per 100.000 abitanti)“, con numeri in aumento nella maggior parte delle regioni, Veneto in testa. A trainare tale aumento sembrerebbe un’incidenza sempre maggiore della variante Eris (tema che approfondiremo nel prossimo paragrafo).

Nonostante il netto aumento dei contagi registrati, il tasso di ospedalizzazione, pur sempre in crescita, ha fatto registrare, invece, un più modesto incremento.

Variante EG.5, detta Eris

A contribuire in maniera netta al nuovo rialzo dei contagi è la nuova sottovariante Eris: “nell’ultima settimana di campionamento consolidata (21/08/2023 – 27/08/2023, dati all’11 settembre 2023) […] si osserva, una predominanza di sequenze riconducibili a EG.5, pari a 43,5% (in crescita rispetto alle settimane precedenti)” si legge nel già citato report.

Si affiancano a questa nuova variante altre già conosciute e diffuse da tempo: tra le altre varianti “attenzionate” ed ancora in circolazione nel nostro Paese, continua a circolare stabilmente anche la variante XBB.1.16, detta Arturo, così come la variante Kraken (XBB.1.5) – la cui diffusione sembrerebbe però in calo.

Eris, sintomi e caratteristiche

Da uno studio italiano condotto su Eris (pubblicato l’08 Settembre 2023 sullo European Journal of Internal Medicine) è emerso come questa sia una variante particolarmente resistente e con una elevata capacità aggirare le difese anticorpali (derivanti sia da pregresse infezioni che dai vaccini).

Tuttavia, nulla di nuovo sul fronte dei sintomi più diffusi, che resterebbero, nella maggioranza dei casi, quelli che ben conosciamo come: tosse, raffreddore, febbre, mal di gola, mal di testa, dolori muscolari ed articolari e malessere generalizzato. Come già osservato in passato, con l’arrivo di Omicron, meno frequenti risultano la perdita di gusto e olfatto.

L’incubazione sembrerebbe coprire un arco temporale che varia mediamente tra i 2 ed i 4 giorni, mentre la sintomatologia avrebbe una durata media di circa cinque giorni.

Più altalenante la durata della positività al virus, che può variare da pochi giorni fino a due settimane.

La buona notizia è che la crescente diffusione della variante Eris non dovrebbe destare particolare allarme, come affermato dall’ISS: «Ad oggi non si evidenziano rischi addizionali per la salute pubblica rispetto ai lignaggi co-circolanti».

La sua ipotetica capacità di interessare maggiormente anche i polmoni (rispetto alle altre sotto-varianti di Omicron) è oggetto di studi preliminari condotti dall’università di Tokyo sui criceti, ma al momento non è stata ancora ufficialmente confermata.

Variante BA.2.86, detta Pirola

Un’altra variante individuata per la prima volta a fine Luglio 2023 in Danimarca (First cases of SARS-CoV-2 BA.2.86 in Denmark, 2023), cosiddetta Pirola, nonostante strettamente “attenzionata” dall’OMS, non sembrerebbe per il momento destare particolare preoccupazione poichè, nonostante le ben 30 nuove mutazioni rilevate rispetto alla variante dominante più recente, XBB.1.5 (ossia Kraken) la protezione offerta dai vaccini o dall’esposizione alla variante XXB sembrerebbe efficace nel fronteggiare e proteggersi adeguatamente da Pirola, variante rilevata, allo stato attuale, in piccoli numeri, in 11 Paesi.

sintomi causati dalla variante Pirola non sembrerebbero inoltre significativamente diversi da quelli analoghi ad altre varianti come tosse, raffreddore, sensazione di affaticamento e febbre.

Per ora, nessuno dei casi registrati è stato classificato come grave, tuttavia si tratta di conclusioni che necessitano di maggiori studi ed approfondimenti per poter essere ufficialmente confermati.

Le rassicurazioni del Ministero della Salute

In un intervento rilasciato ad RTL102.5 il Ministro della Salute Orazio Schillaci si è espresso in questi termini: “I numeri dei contagi Covid in assoluto sono aumentati ed era prevedibile, veniamo dal periodo estivo dove c’è movimento di persone. Un dato in linea e che potrebbe crescere vista l’apertura delle scuole, ma non c’è allarmismo: i dati che ci interessano sono i ricoveri e gli accessi nelle terapie intensive e sono dati trascurabili e siamo fiduciosi”.

Nello stesso intervento annuncia, inoltre, che i nuovi vaccini aggiornati dovrebbero essere disponibili già dalla prossima settimana, ricordando che: “le categorie per cui sono fortemente raccomandate sono i fragili, gli ultra sessantenni e gli operatori sanitari. E’ un presidio fondamentale e partiremo anche con una campagna per ricordare ai cittadini di vaccinarsi per il Covid e l’influenza. I vaccini Covid saranno gratis per tutti anche per chi non rientra nelle categorie per cui lo raccomandiamo”. 

 

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Green pass dopo guarigione: come ottenerlo

Tutte le indicazioni per ottenere il green pass dopo guarigione da COVID-19 ed il certificato di avvenuta guarigione

La nuova accelerazione dei contagi legati alla circolazione di nuove varianti ha avuto implicazioni anche sulla campagna vaccinale e di conseguenza anche le domande sulle regole legate all’utilizzo del green pass si sono moltiplicate. Facciamo un po’ di chiarezza.

Esiste ancora il green pass?

Dal 31 Luglio 2023 c’è stato lo stop alla generazione di nuovi green pass da parte della piattaforma informatica del sistema sanitario nazionale.

A partire dal 31 Luglio 2023 non è quindi più necessario esibire il green pass in bar, ristoranti, luoghi di lavoro, incluse le strutture sanitarie, case di cura e strutture per anziani, dove la certificazione verde era ancora richiesta.

Tuttavia ci sono ancora alcuni paesi esteri che richiedono il green pass, o la certificazione di avvenuta guargione, quindi prima di mettersi in viaggio è consigliato verificare le normative in materia di contenimento della diffusione del Covid-19 in vigore nel paese che si intende raggiungere. Il portale Viaggiare Sicuri può essere di aiuto.

A cosa serviva il green pass?

Con l’avanzamento della campagna vaccinale e la graduale diminuzione del numero e gravità delle persone contagiate, anche le misure di contenimento della diffusione della pandemia sono state alleggerite, fra queste la drastica riduzione delle occasioni in cui è reso obbligatorio l’utilizzo del green pass, è stata il principale segnale di un ritorno alla libertà.

Prima della completa dismissione, il green pass era necessario solo nelle seguenti situazioni:

  • per accedere ad RSA o reparti di degenza di strutture ospedaliere
  • per permanere come accompagnatori di pazienti (non Covid-19) nelle sale di attese del pronto soccorso

Vediamo insieme alcuni dettagli sul Green Pass da guarigione, ricordiamo tuttavia che al momento con la dismissione del green pass, anche il green pass dopo la guarigione non viene più generato, di conseguenza le informazioni riportate di seguito fanno riferimento al periodo in cui le restrizioni erano in vigore.

Quale green pass si ottiene dopo la guarigione?

A partire dal 31 Luglio 2023, non viene più rilasciato il Green Pass da guargione.

Ricordiamo che in caso di positività, e quindi di tampone positivo, nel momento in cui si effettuava un tampone negativo, il sistema informatico del Ministero della Saluta, dopo conferma della ASL o del medico curante, generava in automatico il green pass rafforzato, detto anche Super Green Pass. Ma quello ottenuto dopo la guarigione dal COVID-19 è differente da quella ottenuto con la vaccinazione in quanto sul certificato verrà riportata la dicitura “guarigione da COVID” mentre su quello ottenuto a seguito della vaccinazione vengono riportate il numero delle dosi ricevute.

Come si otteneva il Green Pass dopo la guarigione?

Per ottenere il green pass dopo guarigione NON bastava l’esito negativo del tampone ma è necessario che il tuo medico di famiglia o la ASL avranno certificato la fine del tuo isolamento e/o la guarigione nel Sistema Tessera sanitaria. Vediamo nel dettaglio come ottenere il certificato di guarigione ed il relativo green pass.

Ho fatto il tampone e finalmente sono negativo: cosa succede?

  1. Green pass da tampone negativo: la farmacia o la struttura sanitaria dove è stato effettuato il tampone caricherà il risultato nella piattaforma nazionale Tessera Sanitaria. Entro poche ore si riceverà un nuovo green pass, ossia il codice Authcode via SMS o email che permetterà di scaricare il green pass da tampone negativo sul sito dedicato www.dgc.gov.it oppure disponibile sulle App Io o Immuni. Vedi la nostra guida Come scaricare il Green Pass.
    ATTENZIONE: quello scaricato non è il green pass da guarigione, ma è il green pass base e temporaneo da tampone positivo che ha una durata di 48 o 72 ore.
  2. Riattivazione green pass da vaccinazione: per coloro che disponevano di un green pass da vaccinazione, ricordiamo che quando si è positivi, la validità del green pass da vaccinazione viene sospesa. Il green pass da vaccinazione si riattiverà entro il giorno successivo a quello in cui è stato fatto il tampone negativo di fine isolamento.
  3. Certificato di guarigione: per ottenere il certificato di guarigione è necessario che il tuo medico o la ASL certifichino la guarigione. Contatta il tuo medico inviando l’esito del tampone negativo, sarà il tuo medico ad comunicare l’avvenuta guarigione ed ad inviarti il Certificato di guarigione, necessario ad esempio, per rientrare nel luogo di lavoro.
  4. Green pass da guarigione: come descritto sopra, il solo esito del tampone negativo ha permesso l’ottenimento, entro poche ore, del green pass base valido per 48 o 72 ore ed entro il giorno successivo la riattivazione dell’eventuale green pass da vaccinazione. Il green pass da guarigione verrà ricevuto solo una volta che il medico o la asl ha comunicato l’avvenuta guarigione. La ricezione sarà automatica e sarà sufficiente scaricare il green pass seguendo i passaggi qui descritti Come scaricare il Green Pass

Certificato di guarigione da covid come ottenerlo

Il certificato di guarigione da COVID-19 era necessario anche per l’eventuale rientro a lavoro ma è un documento diverso rispetto al green pass.

Come descritto sopra, l’emissione del green pass era automatica ed avveniva entro poche ore a seguito dell’avvenuta comunicazione della guarigione da parte del medico o della ASL.

Il certificato di guarigione è un documento diverso rispetto al green pass ed è richiesto da alcune aziende per poter rientrare nel luogo di lavoro.

Vediamo insieme i passi da seguire, partendo dal momento in cui viene accertata la positività.

Covid e malattia a lavoro

Partiamo dalla gestione della malattia, in linea generale i soggetti che contraggono il COVID-19 hanno diritto alla tutela previdenziale della malattia.

La procura per richiedere la malattia, salvo indicazioni specifiche del datore di lavoro, è la medesima di altre malattie, in caso di tampone positivo è quindi necessario contattare il proprio medico di base che comunicherà la malattia in via telematica e fornirà al dipendente il numero di protocollo.

Emissione del certificato di guarigione

Il termine della malattia da COVID-19 può invece avvenire solo a seguito di un tampone negativo. Attenzione: il solo tampone negativo non è sufficiente per ottenere il certificato di guarigione.

E’ necessario inviare il referto del tampone negativo e sarà il medico di base ad inviarci il certificato di guarigione da Covid-19 da presentare al proprio datore di lavoro.

Le procedure potrebbero essere differenti a seconda della Regione di residenza, in caso di dubbi contatta la tua regione ai numeri di telefono o indirizzi email messi a disposizione dalle varie amministrazioni regionali Numeri telefono ed indirizzi email per informazioni

Riguardo il rientro nei luoghi di lavoro, ciascuna azienda può adottare protocolli leggermente differenti, in alcuni casi è necessario ottenere il via libera da parte del medico del lavoro aziendale, è quindi importate verificare gli step da seguire con il proprio datore di lavoro.

Per informazioni più dettagliate sulla malattia INPS, consulta direttamente INPS – Malattia.

Quando durava il green pass da guarigione?

La certificazione verde ottenuta a seguito di guarigione da COVID-19 ha una durata minima di 6 mesi, ma nel caso in cui il soggetto guarito da COVID-19 aveva avuto la somministrazione di almeno due dosi di vaccino, il green pass avrà una durata illimitata.

Vedi i dettagli nel paragrafo successivo, oppure consulta il nostro approfondimento Green pass illimitato? Da quando? E per chi?

Green pass illimitato dopo guarigione da COVID

In alcune circostanze specifiche, il green pass era illimitato, quindi senza scadenza. Qui il nostro articolo Green pass illimitato? Da quando? E per chi? – Prenotazione vaccino

Anche dopo la guarigione era previsto il green pass illimitato: vediamo caso per caso

In linea generale il green pass illimitato è garantito a chi ha effettuato il ciclo vaccinale completo, quindi almeno tre dosi di vaccino. Ma chi a causa della positività al covid non ha potuto fare il vaccino? Cosa succede?

Sotto la tabella riallogativa che riassume le complesse regole, frutto della combinazione di guarigione e dosi di vaccino.

Quando si ha diritto al green pass illimitato – tutte le casistiche principali

Tre dosi + guarigione

Avendo avuto la somministrazione di tre dosi, si avrà green pass illimitato

Quattro dosi + guarigione

Chi ha avuto la somministrazione della quarta dose, avrà diritto al green pass illimitato

Due dosi + guarigione

Chi ha fatto le prime due dosi di vaccino e successivamente ha contratto il COVID, una volta guarito ha diritto al green pass illimitato

Una dose + guarigione+ terza dose (booster)

Chi avendo contratto l’infezione Covid dopo la prima dose ha potuto completare il primo ciclo vaccinale con una sola dose, se ha successivamente fatto la terza dose, ha diritto al green pass illimitato

Guarigione + prima dose + dose booster (terza dose)

Come per la categoria precedente, chi ha contratto il covid prima di della prima dose, ha potuto completare il ciclo vaccinale primario con una sola dose. E’ sufficiente fare la terza dose (booster) per ottenere il green pass illimitato

Guarigione + una dose + guarigione da ulteriore contagio

Forse la casistica più complessa. Cosa succede se a causa di un doppio contagio, ho potuto avere la somministrazione di una sola dose?

Si avrà diritto al green pass illimitato visto che la prima guarigione unita alla dose di vaccino ha permesso il completamento del primo ciclo vaccinale, al pari di chi ha avuto due dosi. Quindi in questo caso il secondo contagio “sostituisce” la dose booster equiparando questa categoria a quella di “Due dosi + guarigione”

Guarigione senza alcun vaccino

Senza alcun vaccino non si può ottenere il green pass illimitato, anche in caso di guarigione si avrà diritto al green pass rafforzato (super green pass) per la durata di 6 mesi a partire dalla guarigione

Guarigione + 1 dose

Con una sola dose di vaccino non si ha diritto al super green pass.

Green pass dopo guarigione non arriva

Raramente può succedere che trascorso qualche giorno dal tampone negativo (cioè quello della guarigione) il certificato non sia ancora disponibile, in questo caso ci si dovrà rivolgere al proprio medico di base (fornendogli l’esito negativo del tampone) e sarà lui stesso ad inserire il certificato di guarigione sulla piattaforma.

La certificazione ottenuta, secondo il Regolamento Europeo (2021/953), è valida 180 giorni (6 mesi) dalla data del tampone con esito positivo (quindi dalla data in cui è stato riscontrato il contagio e non dalla data di guarigione), in questo modo è calcolata la data fine validità che potete leggere sul vostro green pass. Tuttavia in Italia la durata del green pass è maggiore poiché i 6 mesi decorrono dalla data di guarigione.

Come verificare la scadenza del green pass da guarigione

Puoi verificare la scadenza del green pass da guarigione, leggendo i dati riportati sul green pass stesso, quindi sul PDF in caso di Green Pass scaricato online, oppure nella sezione “Dettagli del certificato” consultabile nel Green Pass accessibile dall’App IO oppure dall’App Immuni.

Consulta il nostro articolo Come scaricare il Green Pass – Prenotazione vaccino

Come funziona invece il Green Pass per i guariti vaccinati?

Con la nuova procedura per coloro che invece sono già in possesso di un green pass ottenuto con la vaccinazione, ma vengono contagiati dal COVID-19, la certificazione viene automaticamente bloccata al momento dell’esito positivo del tampone e sboccata solo dopo la guarigione (quindi all’ottenimento del tampone negativo), attenzione però perché si tratta della medesima certificazione di cui si era già in possesso prima di contrarre la malattia, quindi del vecchio green pass e la cui validità è indicata nei dettagli della certificazione stessa.

Posso avere il Green Pass da guarigione se sono vaccinato?

Si, mentre la riattivazione del green pass da vaccinazione è immediata ed automatica non appena si riscontra un tampone negativo, il nuovo green pass da guarigione con la validità aggiornata sarà scaricabile entro qualche giorno sempre sul sito www.dgc.gov.it inserendo il codice Authcode ricevuto o disponibile sulle App Io o Immuni. Consulta il nostro articolo Come scaricare il Green Pass

Qualora non ricevi il messaggio con il codice di Authcode, contatta il tuo medico.

Non riesco a stampare o scaricare il green pass, cosa posso fare?

Tutti coloro che non abbiano la possibilità di scaricare e stampare il green pass autonomamente si possono recare presso le farmacie esibendo la tessera sanitaria e saranno i medici stessi a recuperare e consegnare gratuitamente la certificazione.

Per tutte le informazioni sulle diverse tipologie di green pass, sulla validità, durata, obbligatorietà e sul green pass dopo seconda dose, consulta il nostro articolo di approfondimento Green Pass e Super Green Pass: differenze

Ti potrebbe interessare anche il nostro articolo Regole Covid 2023: isolamento e quarantena – Prenotazione vaccino

Quarta dose e green pass guarigione

La quarta dose è al momento consigliata solo per alcune categorie di soggetti, fra cui immunodepressi, over-80, over-60 “fragili” e gli ospiti delle RSA.

Riguardo il green pass guarigione ed il green pass illimitato, la quarta dose non ha al momento alcun impatto sulle regole di generazione del green pass. I soggetti che possono ricevere la somministrazione devono aver già effettuato la somministrazione delle 3 dosi, hanno quindi già diritto al green pass illimitato, sia da vaccino che da eventuale guarigione intercorsa.

Attenzione: se è stato contratto il covid dopo la terza dose, al momento non è possibile accedere alla quarta dose. Leggi la nostra pagina dedicata Prenotazione quarta dose vaccino anti covid-19: come prenotare


Per eventuali approfondimenti o chiarimenti in materia vi invitiamo a consultare il sito ufficiale della Certificazione verde Covid-19 www.dgc.gov.it oppure consulta la pagina della tua regione di residenza Scegli Regione – Prenotazione vaccino

 

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Covid, variante “Bythos”: cosa sappiamo?

E’ stata soprannominata Bythos l’ultima sottovariante di Omicron messa sotto monitoraggio dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in quanto ritenuta degna di particolare attenzione. Vediamo cosa è emerso fino a questo momento su questa nuova variante.

Origini e caratteristiche della sottovariante XBF, o “Bythos”

Dopo Cerberus e Gryphon, Centaurus, Orthru e Kraken, arriva anche Bythos nella lista delle sottovarianti, “sorvegliate speciali”, della famiglia Omicron.

Bythos è stata rilevata per la prima volta il 27 luglio 2022 in Australia ed al momento è stata rilevata in 46 Paesi, tra cui anche l’Italia. Tuttavia, allo stato attuale, rappresenta solamente l’1% circa dei casi di Covid registrati nel mondo.

Nonostante la sua (per ora) limitata diffusione, è comunque strettamente monitorata a causa delle mutazioni che la caratterizzano, le quali potrebbero permettergli di eludere la risposta immunitaria e potrebbero, inoltre, renderla estremamente trasmissibile, nonché resistente a molti dei trattamenti antivirali utilizzati contro il Covid-19.

Ad ogni modo, come sostiene l’OMS, “Al momento non ci sono prove epidemiologiche che la sotto-variante XBF porti ad un aumento dei casi, dei ricoveri o dei decessi”.

I sintomi di Bythos

Benchè siano ancora relativamente pochi i dati disponibili su questa nuova variante, gli studi preliminari non mostrerebbero sostanziali differenze nella sintomatologia e nella gravità della malattia rispetto ad Omicron.

Anche Bythos si manifesterebbe con i seguenti e già ben noti sintomi:

  • naso chiuso
  • tosse
  • mal di gola
  • febbre
  • mal di testa
  • affaticamento
  • stanchezza
  • dolori muscolari
  • inappetenza
  • nausea
  • disturbi gastrointestinali

Sarebbe sempre invece meno frequente l’alterazione di gusto e olfatto.

Bythos e Long Covid

Una buona notizia arriva da uno studio svizzero che ha coinvolto 1.201 operatori di 9 network sanitari, dal quale è emerso come sia meno probabile sviluppare la tanto temuta sindrome Long Covid qualora si venga infettati da Omicron o da una delle sue varianti (inclusa Bythos) in rapporto al contagio da virus originario, caso in cui è più probabile sviluppare il Long Covid.

Lo studio sarà presentato da Carol Strahm della Divisione di Malattie infettive ed Epidemiologia ospedaliera dell’Ospedale cantonale di San Gallo, in occasione del Congresso della Società europea di microbiologia clinica e malattie infettive (Eccmid 2023) che si terrà a Copenaghen, in Danimarca, dal 15 al 18 aprile 2023.

Nuove varianti ma scendono i ricoveri

Altra buona notizia, emersa dal report FIASO (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere) datato 7 marzo 2023, è il netto calo dei ricoveri: “Il numero dei ricoverati adulti con infezione da SARS COV-2 cala in modo consistente (- 21,8%). Si registra ancora una diminuzione netta dei ricoverati in ordinario PER COVID che scendono del 23,2%. Anche i CON COVID, che precedentemente erano piuttosto stabili, calano del 21,4%. Si riduce di nuovo la proporzione dei PER COVID rispetto ai CON COVID in ordinario (34,1%).”

Per quanto riguarda invece le terapie intensive si legge nel report: “Il quadro in intensiva si muove poco, rimanendo su livelli molto bassi, contiamo un ricoverato in meno fra i PER COVID (7 pazienti) e lo stesso numero della settimana prima dei CON COVID (6 pazienti). Il fatto che i PER COVID siano quasi tutti vaccinati da meno di 180 giorni, di età piuttosto giovane (media 66,3 anni) e la maggior parte senza comorbidità è una caratteristica osservata la settimana precedente, ma è probabile che i ricoverati siano rimasti sostanzialmente gli stessi.”

Nello stesso report si specifica la seguente distinzione che, allo scopo di poter meglio interpretare i dati, chiarisce:

“I pazienti ricoverati per COVID sono distinti dai pazienti ricoverati con COVID, con la seguente definizione operativa:

Ricoverati PER COVID = pazienti con infezione da SARS-COV-2 con segni clinici, laboratoristici e radiografici di interessamento delle basse vie aeree

Ricoverati CON COVID = pazienti con infezione accertata da SARS-COV-2, senza segni clinici, radiografici e laboratoristici di interessamento polmonare, il cui ricovero è determinato da altre patologie.”

 

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