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Virus Dengue in Italia: cos’è, sintomi, numeri e trattamento

Nelle ultime settimane stiamo assistendo a numerose segnalazioni di casi di Dengue nel nostro Paese. Un nome che richiama qualcosa di esotico e lontano da noi, a cui non siamo abituati e per questo capace di suscitare preoccupazione. Ma di cosa si tratta? Di che numeri parliamo? Cerchiamo di fare chiarezza.

Cos’è la Dengue?

Come specificato dal Ministero della Salute, “Per “Dengue” si intende una malattia virale trasmessa da zanzare del genere Aedes infettate dal virus Dengue. […] Si tratta di una malattia infettiva ampiamente diffusa nelle regioni tropicali/sub tropicali in grado di determinare la comparsa di focolai epidemici anche in Europa Continentale, nelle aree in cui il vettore è presente e attivo.

Il vettore di cui si parla è appunto la zanzara Aedes (nello specifico, parliamo della Aedes aegypti ed in alcuni casi, meno frequenti, della Aedes albopictus, più conosciuta con il nome di zanzara tigre) entrambe presenti in Italia.

Il virus dengue è l’agente patogeno responsabile della malattia ed allo stato attuale, se ne conoscono 4 diversi sierotipi: DEN-1, DEN-2, DEN-3 e DEN-4 (DEN-2 e DEN-3 spesso associati a forme più gravi di malattia).

La malattia può presentarsi in forma asintomatica o con stati febbrili più o meno gravi.

Quanti sono i contagi da Dengue nel nostro Paese?

Alla data del 21 Settembre 2023, erano 208 i casi di Dengue rilevati su tutto il territorio nazionale.

La Lombardia è la regione con più casi rilevati (71), segue il Lazio con 36 casi rilevati dall’inizio dell’anno.

Il rientro di persone da Paesi in cui la malattia è endemica può esser stato uno dei motivi che hanno contribuito a portare il virus nel nostro Paese. Inoltre, il caldo umido con cui abbiamo avuto a che fare negli ultimi mesi estivi ha fatto sicuramente il resto, avendo avuto un ruolo importante nella proliferazione delle zanzare, come già detto, vettore di contagio.

Tuttavia l’arrivo dell’autunno ed il calo delle temperature può far ben sperare che la problematica vada ad attenuarsi. Ciò non vuol dire però che non si ripresenterà negli anni a venire, evenienza, al contrario, estremamente probabile.

Come avviene il contagio?

Il contagio avviene nel caso in cui si sia punti da una zanzara che abbia precedentemente punto un soggetto portatore della malattia. Non vi è quindi alcun pericolo di contagio diretto tra esseri umani, poiché questo può avvenire esclusivamente attraverso la puntura di una zanzara infetta. Nonostante ciò, è possibile affermare che l’essere umano sia il veicolo del virus che circola nel sangue della persona infetta per 2-7 giorni: in questo periodo la zanzara può prelevarlo e trasmetterlo.

Quali sono i sintomi della Dengue?

I sintomi della Dengue compaiono solitamente dopo 5-6 giorni dalla puntura della zanzara infetta. Si manifesta con febbre improvvisa, anche molto alta, accompagnata da mal di testa, dolori nella zona degli occhi, nausea, vomito ed eruzioni cutanee diffuse in varie zone del corpo che possono insorgere dopo 3-4 giorni dalla comparsa della febbre. Dolori molto intensi alle articolazioni ne giustificano la denominazione di “febbre rompiossa“. Altri sintomi caratteristici sono stanchezza e depressione che, in alcuni casi, possono anche durare alcune settimane.

In rari casi, la Dengue può manifestarsi in forma grave attraverso la comparsa di febbre emorragica, la quale causa emorragie in diverse parti del corpo. In tal caso è possibile che la persona contagiata vada incontro a veri e propri collassi. Un tale decorso della malattia, se non trattata, può risultare, in rari casi, fatale.

I sintomi tipici della Dengue sono frequentemente assenti nei bambini.

Come avviene la diagnosi?

La diagnosi avviene normalmente attraverso la valutazione dei sintomi, ma può essere accertata solamente tramite l’analisi di un campione di sangue nel quale deve essere rilevato il virus.

Come si cura la Dengue?

Non vi sono trattamenti specifici per curare la malattia ma solamente cure di supporto alla guarigione che attenuino e controllino i sintomi: la maggioranza dei soggetti infettati guariscono completamente dalla Dengue nell’arco di due settimane.

Durante il decorso della malattia è consigliato il riposo assoluto, l’assunzione di farmaci che abbassino la febbre (paracetamolo) e l’assunzione di molti liquidi allo scopo di evitare che il malato vada incontro a disidratazione (che può facilmente insorgere qualora la febbre sia alta e persistente).

Come possiamo proteggerci dalla Dengue?

La maniera più efficace per proteggersi dalla Dengue è, banalmente, evitare le punture di zanzara, con particolare attenzione nelle zone in cui è stata rilevata la presenza della malattia. A tale scopo è sicuramente utile l’uso di repellenti ed indossare un abbigliamento protettivo che aiuti ad evitare punture soprattutto nelle zone del corpo solitamente più esposte nella stagione calda, ossia braccia e gambe.

E’ molto importante evitare ristagni d’acqua sui balconi o nelle abitazioni, ad esempio, svuotando regolarmente i sottovasi delle piante, dove le zanzare facilmente depositano le loro uova e dove successivamente si sviluppano le larve.

Altre misure preventive sono sicuramente l’applicazione di zanzariere a finestre e porte-finestre ed interventi periodici di disinfestazione.

Esiste un vaccino per la Dengue?

In Italia, AIFA ha autorizzato l’utilizzo e la commercializzazione un vaccino denominato Dengvaxia (vaccino contenente il virus vivo, attenuato) efficace contro tutti i sierotipi del Dengue virus, destinato a coloro che sono già stati infettati dal virus e che può essere somministrato a persone in età compresa tra i 6 ed i 45 anni. La precedente infezione deve essere confermata mediate un test da effettuare prima della vaccinazione. La scheda dettagliata relativa a questo vaccino direttamente dal sito dell’AIFA può essere scaricata a questo link.

L’AIFA ha inoltre autorizzato, in data 23/02/2023, l’utilizzo e la commercializzazione di un altro vaccino, denominato Qdenga (anche questo a virus attenuato ed efficace su tutti i 4 sierotipi del virus). A differenza del vaccino Dengvaxia, Qdenga può essere somministrato per prevenire la malattia anche alle persone che non hanno mai contratto l’infezione ed è adatto ad una popolazione più ampia: bambini tra i 4 e i 6 anni e adulti di età superiore ai 45. A questo link è scaricabile il documento ufficiale di autorizzazione dell’AIFA per il vaccino Qdenga.

Come posso vaccinarmi contro la Dengue?

I vaccini contro la Dengue dovrebbero essere disponibili in Italia (tra i Paesi che ne hanno fatto richiesta) a partire dal mese di Ottobre.

Tuttavia non parliamo di una vaccinazione di massa (come accade per il Covid). I vaccini saranno disponibili a pagamento presso strutture sanitarie pubbliche e private ma accessibili solamente a seguito di una valutazione del proprio medico di base o specialista che procederà, eventualmente, con l’emissione della prescrizione medica, anche alla luce della storia clinica del paziente e del suo livello di rischio.

Riassumendo…

Pubblichiamo di seguito un utile e chiaro contributo video dal sito di Fanpage che spiega qual è la situazione attuale in maniera sintetica ed immediata, attraverso le parole del Dott. Emanuele Nicastri, Direttore della Divisione di Malattie Infettive ad Elevata Intensità di Cura dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma.

 

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Nuovi vaccini Covid autunno 2023 disponibili in Italia da inizio Ottobre

Sembrerebbe confermata la notizia secondo cui i nuovi vaccini Covid aggiornati saranno disponibili da inizio Ottobre 2023. Le prime forniture arriveranno nel nostro Paese dal 25 Settembre, bisognerà poi attendere i tempi della logistica per la distribuzione alle singole Regioni le quali potranno poi partire con le somministrazioni.

Il primo vaccino in arrivo sarà quello elaborato dalla Pfizer-BioNtech (che sarà distribuito con il nome di Comirnaty Omicron XBB.1.5).

Le raccomandazioni di EMA ed ECDC

Il 06 Giugno 2023 l’EMA (Agenzia Europea per i Medicinali) e l’ECDC (Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie) hanno rilasciato un comunicato congiunto riguardante i nuovi vaccini Covid da adattare alle varianti attualmente in circolazione.

In particolare, l’EMA raccomandava di aggiornare i vaccini per colpire i ceppi XBB (un sottogruppo di Omicron), che sono oramai diventati dominanti in Europa e in altre parti del mondo.

In tale comunicato, L’EMA e l’ECDC sottolineavano inoltre che i vaccini monovalenti (vaccini mirati a un solo ceppo come XBB.1.5) sono una scelta ragionevole per fornire protezione contro gli attuali ceppi dominanti ed emergenti.

EMA ed ECDC raccomandano di autorizzare i vaccini aggiornati

Il 30 agosto 2023 l’EMA ha rilasciato un ulteriore comunicato in cui ha raccomandato l’autorizzazione del vaccino Comirnaty (di Pfizer-BioNTech) adattato alla sottovariante Omicron XBB.1.5.

Tale vaccino, che sarà distribuito con il nome Comirnaty Omicron XBB.1.5, potrà essere utilizzato per prevenire il COVID-19 in tutte le fasce di età, a partire dai 6 mesi, con dosaggi e numero di somministrazioni differenti per ciascuna.

Il 14 Settembre 2023 l’EMA ha rilasciato inoltre un nuovo comunicato nel quale raccomanda l’autorizzazione del vaccino Spikevax (di Moderna), anch’esso adattato alla sottovariante Omicron XBB.1.5.

Tale vaccino, denominato Spikevax XBB.1.5 potrà essere utilizzato (così come raccomandato per il nuovo vaccino Comirnaty) per prevenire il COVID-19 in tutte le fasce di età, a partire dai 6 mesi ed anche in questo caso, con dosaggi e numero di somministrazioni differenti per ciascuna.

Poiché Omicron XBB.1.5 è strettamente correlato ad altre varianti attualmente in circolazione, si prevede che i nuovi vaccini adattati contribuiranno a mantenere una protezione ottimale contro il COVID-19 causato da queste altre varianti e da Omicron XBB.1.5.

L’EMA invierà, come prossimo step, la raccomandazione alla Commissione Europea, per una decisione giuridicamente vincolante a livello dell’UE.

Come per gli altri vaccini contro il Covid-19, le Autorità Nazionali degli Stati membri dell’UE determineranno come utilizzare questi vaccini nelle campagne di vaccinazione nazionali, tenendo conto di fattori quali i tassi di infezione e di ospedalizzazione, il rischio per le persone vulnerabili e la disponibilità dei vaccini.

A che punto siamo?

Per quanto riguarda il nostro Paese, come annunciato dal Ministro della Salute Orazio Schillaci ai microfoni di RTL, i nuovi vaccini potrebbero già essere disponibili dalla settimana del 25 Settembre 2023.

La vaccinazione sarà su base volontaria, accessibile e gratuita per tutte le fasce di età, indipendentemente dalla raccomandazione a vaccinarsi indirizzata, ad esempio, ai soggetti fragili, agli anziani ed agli operatori sanitari.

Sono ancora in fase di definizione i canali e le modalità di somministrazione, i quali saranno resi noti nel più breve tempo possibile. Sembra, tuttavia, che le vaccinazioni saranno gestite su base regionale, coinvolgendo farmacie e medici di medicina generale (per aggiornamenti su modalità e punti di somministrazione sarà possibile far riferimento alle nostre pagine regionali, non appena le informazioni saranno rese disponibili ed ufficiali).

Priorità per le categorie a rischio?

In occasione della presentazione, il 14 settembre scorso, di uno studio chiamato “Origin” targato Istituto Mario Negri sui fattori associati a una maggiore gravità del Covid, il Direttore dell’Istituto, Giuseppe Remuzzi ha commentato l’arrivo dei nuovi vaccini, affermando di ritenere corretta la possibilità estesa a tutte le fasce di popolazione, anche quelle in età pediatrica, di accedere all’immunizzazione con i nuovi vaccini.

Remuzzi, uno dei più autorevoli esperti della comunità medico-scientifica italiana, ha inoltre sottolineato come sia di estrema importanza che la vaccinazione sia gratuita per tutti, ponendo però l’accento sulla priorità, la quale “va ovviamente riservata alle persone a rischio. Ci sono delle categorie di persone che devono fare la vaccinazione Covid e sono gli over 65, i fragili, i diabetici, chi ha insufficienza renale cronica e chi ha altre patologie a rischio”.

A tal proposito, vedremo nei prossimi giorni quali saranno i criteri di accesso alla vaccinazione e se, effettivamente, le categorie a rischio godranno o meno di priorità.

 

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Covid, contagi e varianti Eris e Pirola, cosa sappiamo

Dopo un’estate in cui il Covid ha abbandonato le prime pagine di siti web e giornali, nelle ultime settimane l’argomento sta attirando su di sé una rinnovata attenzione in virtù di un nuovo aumento dei contagi e dell’emergere di nuove varianti, prima tra tutte Eris (EG.5).

Vediamo, più nello specifico, cosa sta accadendo.

I contagi tornano a salire

Come riporta l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) nel proprio report settimanale di sorveglianza, nel periodo 04/09/2023-10/09/2023, si registra “un’incidenza dei casi diagnosticati e segnalati pari a 44 casi per 100.000 abitanti, in aumento rispetto alla settimana precedente (28/08/2023-03/09/2023, 31 casi per 100.000 abitanti)“, con numeri in aumento nella maggior parte delle regioni, Veneto in testa. A trainare tale aumento sembrerebbe un’incidenza sempre maggiore della variante Eris (tema che approfondiremo nel prossimo paragrafo).

Nonostante il netto aumento dei contagi registrati, il tasso di ospedalizzazione, pur sempre in crescita, ha fatto registrare, invece, un più modesto incremento.

Variante EG.5, detta Eris

A contribuire in maniera netta al nuovo rialzo dei contagi è la nuova sottovariante Eris: “nell’ultima settimana di campionamento consolidata (21/08/2023 – 27/08/2023, dati all’11 settembre 2023) […] si osserva, una predominanza di sequenze riconducibili a EG.5, pari a 43,5% (in crescita rispetto alle settimane precedenti)” si legge nel già citato report.

Si affiancano a questa nuova variante altre già conosciute e diffuse da tempo: tra le altre varianti “attenzionate” ed ancora in circolazione nel nostro Paese, continua a circolare stabilmente anche la variante XBB.1.16, detta Arturo, così come la variante Kraken (XBB.1.5) – la cui diffusione sembrerebbe però in calo.

Eris, sintomi e caratteristiche

Da uno studio italiano condotto su Eris (pubblicato l’08 Settembre 2023 sullo European Journal of Internal Medicine) è emerso come questa sia una variante particolarmente resistente e con una elevata capacità aggirare le difese anticorpali (derivanti sia da pregresse infezioni che dai vaccini).

Tuttavia, nulla di nuovo sul fronte dei sintomi più diffusi, che resterebbero, nella maggioranza dei casi, quelli che ben conosciamo come: tosse, raffreddore, febbre, mal di gola, mal di testa, dolori muscolari ed articolari e malessere generalizzato. Come già osservato in passato, con l’arrivo di Omicron, meno frequenti risultano la perdita di gusto e olfatto.

L’incubazione sembrerebbe coprire un arco temporale che varia mediamente tra i 2 ed i 4 giorni, mentre la sintomatologia avrebbe una durata media di circa cinque giorni.

Più altalenante la durata della positività al virus, che può variare da pochi giorni fino a due settimane.

La buona notizia è che la crescente diffusione della variante Eris non dovrebbe destare particolare allarme, come affermato dall’ISS: «Ad oggi non si evidenziano rischi addizionali per la salute pubblica rispetto ai lignaggi co-circolanti».

La sua ipotetica capacità di interessare maggiormente anche i polmoni (rispetto alle altre sotto-varianti di Omicron) è oggetto di studi preliminari condotti dall’università di Tokyo sui criceti, ma al momento non è stata ancora ufficialmente confermata.

Variante BA.2.86, detta Pirola

Un’altra variante individuata per la prima volta a fine Luglio 2023 in Danimarca (First cases of SARS-CoV-2 BA.2.86 in Denmark, 2023), cosiddetta Pirola, nonostante strettamente “attenzionata” dall’OMS, non sembrerebbe per il momento destare particolare preoccupazione poichè, nonostante le ben 30 nuove mutazioni rilevate rispetto alla variante dominante più recente, XBB.1.5 (ossia Kraken) la protezione offerta dai vaccini o dall’esposizione alla variante XXB sembrerebbe efficace nel fronteggiare e proteggersi adeguatamente da Pirola, variante rilevata, allo stato attuale, in piccoli numeri, in 11 Paesi.

sintomi causati dalla variante Pirola non sembrerebbero inoltre significativamente diversi da quelli analoghi ad altre varianti come tosse, raffreddore, sensazione di affaticamento e febbre.

Per ora, nessuno dei casi registrati è stato classificato come grave, tuttavia si tratta di conclusioni che necessitano di maggiori studi ed approfondimenti per poter essere ufficialmente confermati.

Le rassicurazioni del Ministero della Salute

In un intervento rilasciato ad RTL102.5 il Ministro della Salute Orazio Schillaci si è espresso in questi termini: “I numeri dei contagi Covid in assoluto sono aumentati ed era prevedibile, veniamo dal periodo estivo dove c’è movimento di persone. Un dato in linea e che potrebbe crescere vista l’apertura delle scuole, ma non c’è allarmismo: i dati che ci interessano sono i ricoveri e gli accessi nelle terapie intensive e sono dati trascurabili e siamo fiduciosi”.

Nello stesso intervento annuncia, inoltre, che i nuovi vaccini aggiornati dovrebbero essere disponibili già dalla prossima settimana, ricordando che: “le categorie per cui sono fortemente raccomandate sono i fragili, gli ultra sessantenni e gli operatori sanitari. E’ un presidio fondamentale e partiremo anche con una campagna per ricordare ai cittadini di vaccinarsi per il Covid e l’influenza. I vaccini Covid saranno gratis per tutti anche per chi non rientra nelle categorie per cui lo raccomandiamo”. 

 

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Green pass dopo guarigione: come ottenerlo

Tutte le indicazioni per ottenere il green pass dopo guarigione da COVID-19 ed il certificato di avvenuta guarigione

La nuova accelerazione dei contagi legati alla circolazione di nuove varianti ha avuto implicazioni anche sulla campagna vaccinale e di conseguenza anche le domande sulle regole legate all’utilizzo del green pass si sono moltiplicate. Facciamo un po’ di chiarezza.

Esiste ancora il green pass?

Dal 31 Luglio 2023 c’è stato lo stop alla generazione di nuovi green pass da parte della piattaforma informatica del sistema sanitario nazionale.

A partire dal 31 Luglio 2023 non è quindi più necessario esibire il green pass in bar, ristoranti, luoghi di lavoro, incluse le strutture sanitarie, case di cura e strutture per anziani, dove la certificazione verde era ancora richiesta.

Tuttavia ci sono ancora alcuni paesi esteri che richiedono il green pass, o la certificazione di avvenuta guargione, quindi prima di mettersi in viaggio è consigliato verificare le normative in materia di contenimento della diffusione del Covid-19 in vigore nel paese che si intende raggiungere. Il portale Viaggiare Sicuri può essere di aiuto.

A cosa serviva il green pass?

Con l’avanzamento della campagna vaccinale e la graduale diminuzione del numero e gravità delle persone contagiate, anche le misure di contenimento della diffusione della pandemia sono state alleggerite, fra queste la drastica riduzione delle occasioni in cui è reso obbligatorio l’utilizzo del green pass, è stata il principale segnale di un ritorno alla libertà.

Prima della completa dismissione, il green pass era necessario solo nelle seguenti situazioni:

  • per accedere ad RSA o reparti di degenza di strutture ospedaliere
  • per permanere come accompagnatori di pazienti (non Covid-19) nelle sale di attese del pronto soccorso

Vediamo insieme alcuni dettagli sul Green Pass da guarigione, ricordiamo tuttavia che al momento con la dismissione del green pass, anche il green pass dopo la guarigione non viene più generato, di conseguenza le informazioni riportate di seguito fanno riferimento al periodo in cui le restrizioni erano in vigore.

Quale green pass si ottiene dopo la guarigione?

A partire dal 31 Luglio 2023, non viene più rilasciato il Green Pass da guargione.

Ricordiamo che in caso di positività, e quindi di tampone positivo, nel momento in cui si effettuava un tampone negativo, il sistema informatico del Ministero della Saluta, dopo conferma della ASL o del medico curante, generava in automatico il green pass rafforzato, detto anche Super Green Pass. Ma quello ottenuto dopo la guarigione dal COVID-19 è differente da quella ottenuto con la vaccinazione in quanto sul certificato verrà riportata la dicitura “guarigione da COVID” mentre su quello ottenuto a seguito della vaccinazione vengono riportate il numero delle dosi ricevute.

Come si otteneva il Green Pass dopo la guarigione?

Per ottenere il green pass dopo guarigione NON bastava l’esito negativo del tampone ma è necessario che il tuo medico di famiglia o la ASL avranno certificato la fine del tuo isolamento e/o la guarigione nel Sistema Tessera sanitaria. Vediamo nel dettaglio come ottenere il certificato di guarigione ed il relativo green pass.

Ho fatto il tampone e finalmente sono negativo: cosa succede?

  1. Green pass da tampone negativo: la farmacia o la struttura sanitaria dove è stato effettuato il tampone caricherà il risultato nella piattaforma nazionale Tessera Sanitaria. Entro poche ore si riceverà un nuovo green pass, ossia il codice Authcode via SMS o email che permetterà di scaricare il green pass da tampone negativo sul sito dedicato www.dgc.gov.it oppure disponibile sulle App Io o Immuni. Vedi la nostra guida Come scaricare il Green Pass.
    ATTENZIONE: quello scaricato non è il green pass da guarigione, ma è il green pass base e temporaneo da tampone positivo che ha una durata di 48 o 72 ore.
  2. Riattivazione green pass da vaccinazione: per coloro che disponevano di un green pass da vaccinazione, ricordiamo che quando si è positivi, la validità del green pass da vaccinazione viene sospesa. Il green pass da vaccinazione si riattiverà entro il giorno successivo a quello in cui è stato fatto il tampone negativo di fine isolamento.
  3. Certificato di guarigione: per ottenere il certificato di guarigione è necessario che il tuo medico o la ASL certifichino la guarigione. Contatta il tuo medico inviando l’esito del tampone negativo, sarà il tuo medico ad comunicare l’avvenuta guarigione ed ad inviarti il Certificato di guarigione, necessario ad esempio, per rientrare nel luogo di lavoro.
  4. Green pass da guarigione: come descritto sopra, il solo esito del tampone negativo ha permesso l’ottenimento, entro poche ore, del green pass base valido per 48 o 72 ore ed entro il giorno successivo la riattivazione dell’eventuale green pass da vaccinazione. Il green pass da guarigione verrà ricevuto solo una volta che il medico o la asl ha comunicato l’avvenuta guarigione. La ricezione sarà automatica e sarà sufficiente scaricare il green pass seguendo i passaggi qui descritti Come scaricare il Green Pass

Certificato di guarigione da covid come ottenerlo

Il certificato di guarigione da COVID-19 era necessario anche per l’eventuale rientro a lavoro ma è un documento diverso rispetto al green pass.

Come descritto sopra, l’emissione del green pass era automatica ed avveniva entro poche ore a seguito dell’avvenuta comunicazione della guarigione da parte del medico o della ASL.

Il certificato di guarigione è un documento diverso rispetto al green pass ed è richiesto da alcune aziende per poter rientrare nel luogo di lavoro.

Vediamo insieme i passi da seguire, partendo dal momento in cui viene accertata la positività.

Covid e malattia a lavoro

Partiamo dalla gestione della malattia, in linea generale i soggetti che contraggono il COVID-19 hanno diritto alla tutela previdenziale della malattia.

La procura per richiedere la malattia, salvo indicazioni specifiche del datore di lavoro, è la medesima di altre malattie, in caso di tampone positivo è quindi necessario contattare il proprio medico di base che comunicherà la malattia in via telematica e fornirà al dipendente il numero di protocollo.

Emissione del certificato di guarigione

Il termine della malattia da COVID-19 può invece avvenire solo a seguito di un tampone negativo. Attenzione: il solo tampone negativo non è sufficiente per ottenere il certificato di guarigione.

E’ necessario inviare il referto del tampone negativo e sarà il medico di base ad inviarci il certificato di guarigione da Covid-19 da presentare al proprio datore di lavoro.

Le procedure potrebbero essere differenti a seconda della Regione di residenza, in caso di dubbi contatta la tua regione ai numeri di telefono o indirizzi email messi a disposizione dalle varie amministrazioni regionali Numeri telefono ed indirizzi email per informazioni

Riguardo il rientro nei luoghi di lavoro, ciascuna azienda può adottare protocolli leggermente differenti, in alcuni casi è necessario ottenere il via libera da parte del medico del lavoro aziendale, è quindi importate verificare gli step da seguire con il proprio datore di lavoro.

Per informazioni più dettagliate sulla malattia INPS, consulta direttamente INPS – Malattia.

Quando durava il green pass da guarigione?

La certificazione verde ottenuta a seguito di guarigione da COVID-19 ha una durata minima di 6 mesi, ma nel caso in cui il soggetto guarito da COVID-19 aveva avuto la somministrazione di almeno due dosi di vaccino, il green pass avrà una durata illimitata.

Vedi i dettagli nel paragrafo successivo, oppure consulta il nostro approfondimento Green pass illimitato? Da quando? E per chi?

Green pass illimitato dopo guarigione da COVID

In alcune circostanze specifiche, il green pass era illimitato, quindi senza scadenza. Qui il nostro articolo Green pass illimitato? Da quando? E per chi? – Prenotazione vaccino

Anche dopo la guarigione era previsto il green pass illimitato: vediamo caso per caso

In linea generale il green pass illimitato è garantito a chi ha effettuato il ciclo vaccinale completo, quindi almeno tre dosi di vaccino. Ma chi a causa della positività al covid non ha potuto fare il vaccino? Cosa succede?

Sotto la tabella riallogativa che riassume le complesse regole, frutto della combinazione di guarigione e dosi di vaccino.

Quando si ha diritto al green pass illimitato – tutte le casistiche principali

Tre dosi + guarigione

Avendo avuto la somministrazione di tre dosi, si avrà green pass illimitato

Quattro dosi + guarigione

Chi ha avuto la somministrazione della quarta dose, avrà diritto al green pass illimitato

Due dosi + guarigione

Chi ha fatto le prime due dosi di vaccino e successivamente ha contratto il COVID, una volta guarito ha diritto al green pass illimitato

Una dose + guarigione+ terza dose (booster)

Chi avendo contratto l’infezione Covid dopo la prima dose ha potuto completare il primo ciclo vaccinale con una sola dose, se ha successivamente fatto la terza dose, ha diritto al green pass illimitato

Guarigione + prima dose + dose booster (terza dose)

Come per la categoria precedente, chi ha contratto il covid prima di della prima dose, ha potuto completare il ciclo vaccinale primario con una sola dose. E’ sufficiente fare la terza dose (booster) per ottenere il green pass illimitato

Guarigione + una dose + guarigione da ulteriore contagio

Forse la casistica più complessa. Cosa succede se a causa di un doppio contagio, ho potuto avere la somministrazione di una sola dose?

Si avrà diritto al green pass illimitato visto che la prima guarigione unita alla dose di vaccino ha permesso il completamento del primo ciclo vaccinale, al pari di chi ha avuto due dosi. Quindi in questo caso il secondo contagio “sostituisce” la dose booster equiparando questa categoria a quella di “Due dosi + guarigione”

Guarigione senza alcun vaccino

Senza alcun vaccino non si può ottenere il green pass illimitato, anche in caso di guarigione si avrà diritto al green pass rafforzato (super green pass) per la durata di 6 mesi a partire dalla guarigione

Guarigione + 1 dose

Con una sola dose di vaccino non si ha diritto al super green pass.

Green pass dopo guarigione non arriva

Raramente può succedere che trascorso qualche giorno dal tampone negativo (cioè quello della guarigione) il certificato non sia ancora disponibile, in questo caso ci si dovrà rivolgere al proprio medico di base (fornendogli l’esito negativo del tampone) e sarà lui stesso ad inserire il certificato di guarigione sulla piattaforma.

La certificazione ottenuta, secondo il Regolamento Europeo (2021/953), è valida 180 giorni (6 mesi) dalla data del tampone con esito positivo (quindi dalla data in cui è stato riscontrato il contagio e non dalla data di guarigione), in questo modo è calcolata la data fine validità che potete leggere sul vostro green pass. Tuttavia in Italia la durata del green pass è maggiore poiché i 6 mesi decorrono dalla data di guarigione.

Come verificare la scadenza del green pass da guarigione

Puoi verificare la scadenza del green pass da guarigione, leggendo i dati riportati sul green pass stesso, quindi sul PDF in caso di Green Pass scaricato online, oppure nella sezione “Dettagli del certificato” consultabile nel Green Pass accessibile dall’App IO oppure dall’App Immuni.

Consulta il nostro articolo Come scaricare il Green Pass – Prenotazione vaccino

Come funziona invece il Green Pass per i guariti vaccinati?

Con la nuova procedura per coloro che invece sono già in possesso di un green pass ottenuto con la vaccinazione, ma vengono contagiati dal COVID-19, la certificazione viene automaticamente bloccata al momento dell’esito positivo del tampone e sboccata solo dopo la guarigione (quindi all’ottenimento del tampone negativo), attenzione però perché si tratta della medesima certificazione di cui si era già in possesso prima di contrarre la malattia, quindi del vecchio green pass e la cui validità è indicata nei dettagli della certificazione stessa.

Posso avere il Green Pass da guarigione se sono vaccinato?

Si, mentre la riattivazione del green pass da vaccinazione è immediata ed automatica non appena si riscontra un tampone negativo, il nuovo green pass da guarigione con la validità aggiornata sarà scaricabile entro qualche giorno sempre sul sito www.dgc.gov.it inserendo il codice Authcode ricevuto o disponibile sulle App Io o Immuni. Consulta il nostro articolo Come scaricare il Green Pass

Qualora non ricevi il messaggio con il codice di Authcode, contatta il tuo medico.

Non riesco a stampare o scaricare il green pass, cosa posso fare?

Tutti coloro che non abbiano la possibilità di scaricare e stampare il green pass autonomamente si possono recare presso le farmacie esibendo la tessera sanitaria e saranno i medici stessi a recuperare e consegnare gratuitamente la certificazione.

Per tutte le informazioni sulle diverse tipologie di green pass, sulla validità, durata, obbligatorietà e sul green pass dopo seconda dose, consulta il nostro articolo di approfondimento Green Pass e Super Green Pass: differenze

Ti potrebbe interessare anche il nostro articolo Regole Covid 2023: isolamento e quarantena – Prenotazione vaccino

Quarta dose e green pass guarigione

La quarta dose è al momento consigliata solo per alcune categorie di soggetti, fra cui immunodepressi, over-80, over-60 “fragili” e gli ospiti delle RSA.

Riguardo il green pass guarigione ed il green pass illimitato, la quarta dose non ha al momento alcun impatto sulle regole di generazione del green pass. I soggetti che possono ricevere la somministrazione devono aver già effettuato la somministrazione delle 3 dosi, hanno quindi già diritto al green pass illimitato, sia da vaccino che da eventuale guarigione intercorsa.

Attenzione: se è stato contratto il covid dopo la terza dose, al momento non è possibile accedere alla quarta dose. Leggi la nostra pagina dedicata Prenotazione quarta dose vaccino anti covid-19: come prenotare


Per eventuali approfondimenti o chiarimenti in materia vi invitiamo a consultare il sito ufficiale della Certificazione verde Covid-19 www.dgc.gov.it oppure consulta la pagina della tua regione di residenza Scegli Regione – Prenotazione vaccino

 

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Covid, variante “Bythos”: cosa sappiamo?

E’ stata soprannominata Bythos l’ultima sottovariante di Omicron messa sotto monitoraggio dall’Organizzazione Mondiale della Sanità in quanto ritenuta degna di particolare attenzione. Vediamo cosa è emerso fino a questo momento su questa nuova variante.

Origini e caratteristiche della sottovariante XBF, o “Bythos”

Dopo Cerberus e Gryphon, Centaurus, Orthru e Kraken, arriva anche Bythos nella lista delle sottovarianti, “sorvegliate speciali”, della famiglia Omicron.

Bythos è stata rilevata per la prima volta il 27 luglio 2022 in Australia ed al momento è stata rilevata in 46 Paesi, tra cui anche l’Italia. Tuttavia, allo stato attuale, rappresenta solamente l’1% circa dei casi di Covid registrati nel mondo.

Nonostante la sua (per ora) limitata diffusione, è comunque strettamente monitorata a causa delle mutazioni che la caratterizzano, le quali potrebbero permettergli di eludere la risposta immunitaria e potrebbero, inoltre, renderla estremamente trasmissibile, nonché resistente a molti dei trattamenti antivirali utilizzati contro il Covid-19.

Ad ogni modo, come sostiene l’OMS, “Al momento non ci sono prove epidemiologiche che la sotto-variante XBF porti ad un aumento dei casi, dei ricoveri o dei decessi”.

I sintomi di Bythos

Benchè siano ancora relativamente pochi i dati disponibili su questa nuova variante, gli studi preliminari non mostrerebbero sostanziali differenze nella sintomatologia e nella gravità della malattia rispetto ad Omicron.

Anche Bythos si manifesterebbe con i seguenti e già ben noti sintomi:

  • naso chiuso
  • tosse
  • mal di gola
  • febbre
  • mal di testa
  • affaticamento
  • stanchezza
  • dolori muscolari
  • inappetenza
  • nausea
  • disturbi gastrointestinali

Sarebbe sempre invece meno frequente l’alterazione di gusto e olfatto.

Bythos e Long Covid

Una buona notizia arriva da uno studio svizzero che ha coinvolto 1.201 operatori di 9 network sanitari, dal quale è emerso come sia meno probabile sviluppare la tanto temuta sindrome Long Covid qualora si venga infettati da Omicron o da una delle sue varianti (inclusa Bythos) in rapporto al contagio da virus originario, caso in cui è più probabile sviluppare il Long Covid.

Lo studio sarà presentato da Carol Strahm della Divisione di Malattie infettive ed Epidemiologia ospedaliera dell’Ospedale cantonale di San Gallo, in occasione del Congresso della Società europea di microbiologia clinica e malattie infettive (Eccmid 2023) che si terrà a Copenaghen, in Danimarca, dal 15 al 18 aprile 2023.

Nuove varianti ma scendono i ricoveri

Altra buona notizia, emersa dal report FIASO (Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere) datato 7 marzo 2023, è il netto calo dei ricoveri: “Il numero dei ricoverati adulti con infezione da SARS COV-2 cala in modo consistente (- 21,8%). Si registra ancora una diminuzione netta dei ricoverati in ordinario PER COVID che scendono del 23,2%. Anche i CON COVID, che precedentemente erano piuttosto stabili, calano del 21,4%. Si riduce di nuovo la proporzione dei PER COVID rispetto ai CON COVID in ordinario (34,1%).”

Per quanto riguarda invece le terapie intensive si legge nel report: “Il quadro in intensiva si muove poco, rimanendo su livelli molto bassi, contiamo un ricoverato in meno fra i PER COVID (7 pazienti) e lo stesso numero della settimana prima dei CON COVID (6 pazienti). Il fatto che i PER COVID siano quasi tutti vaccinati da meno di 180 giorni, di età piuttosto giovane (media 66,3 anni) e la maggior parte senza comorbidità è una caratteristica osservata la settimana precedente, ma è probabile che i ricoverati siano rimasti sostanzialmente gli stessi.”

Nello stesso report si specifica la seguente distinzione che, allo scopo di poter meglio interpretare i dati, chiarisce:

“I pazienti ricoverati per COVID sono distinti dai pazienti ricoverati con COVID, con la seguente definizione operativa:

Ricoverati PER COVID = pazienti con infezione da SARS-COV-2 con segni clinici, laboratoristici e radiografici di interessamento delle basse vie aeree

Ricoverati CON COVID = pazienti con infezione accertata da SARS-COV-2, senza segni clinici, radiografici e laboratoristici di interessamento polmonare, il cui ricovero è determinato da altre patologie.”

 

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Prenotazione quinta dose Abruzzo

Anche nella Regione Abruzzo, dallo scorso Ottobre, è accessibile, per alcune categorie di persone, la quinta dose (terzo booster) di vaccino anti Covid con il nuovo vaccino bivalente adattato ad Omicron ed alle sue varianti BA.4 e BA.5.

Vediamo nel dettaglio chi può sottoporsi alla quinta dose e quali sono le modalità di prenotazione in Abruzzo.

A chi è destinata la quinta dose in Abruzzo?

La quinta dose (terzo richiamo) può essere somministrata solamente laddove siano trascorsi almeno 120 giorni dalla quarta dose o dall’ultima infezione da Covid (data del tampone positivo) ed è al momento destinata alle seguenti categorie:

  • persone con età uguale o superiore di 80 anni;
  • ospiti delle RSA;
  • persone di età uguale o superiore di 60 anni con fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti.

La lista completa di patologie con indicazione alla quinta dose (terzo richiamo) per i soggetti over 60, è disponibile nel dettaglio alla nostra pagina https://www.prenotazionevaccino.it/prenotazione-quinta-dose/.

E’ comunque consentito l’accesso alla quinta dose a tutte le persone con età pari o maggiore di 60 che ne facciano richiesta purché, anche in questo caso, siano trascorsi 120 giorni dalla quarta dose o dall’ultima infezione da Covid (data del tampone positivo).

Ciascuna delle categorie sopra elencate deve essersi sottoposta a quarta dose con vaccino a mRNA (Pfizer o Moderna).

Quali vaccini vengono utilizzati per la quinta dose in Abruzzo?

I vaccini utilizzati per la quinta dose (terzo richiamo) sono i vaccini bivalenti aggiornati ed efficaci sia sul ceppo del virus originario, sia contro Omicron e le sue varianti BA.4 e BA.5 (per questo definiti bivalenti) autorizzati da EMA e AIFA.

Per un approfondimento sui nuovi vaccini aggiornati visitate la nostra pagina https://www.prenotazionevaccino.it/nuovi-vaccini-covid/.

Come prenotare la quinta dose nella Regione Abruzzo?

Nella Regione Abruzzo non è necessaria la prenotazione per la somministrazione della quinta dose, ma sarà sufficiente presentarsi nei centri vaccinali purchè siano trascorsi almeno 120 giorni dalla quarta dose. Si consiglia comunque di contattare il centro vaccinale prima di recarsi in loco. L’eventuale prenotazione è possibile sempre attraverso il portale di Poste Italiane https://prenotazioni.vaccinicovid.gov.it/ o tramite il call center dedicato al numero verde vaccini 800 00 99 66 . Nella nostra pagina regionale sono disponibili ulteriori informazioni e dettagli sulle vaccinazioni anti Covid-19 in Abruzzo.

Quinta dose e Green Pass

Con la somministrazione della quinta dose si ha diritto al rilascio di un green pass aggiornato che annulla e sostituisce quello precedente ed ha medesima validità. Le istruzioni su come scaricare il proprio green pass sono disponibili nella nostra guida Come scaricare il Green Pass.

Quinta dose Covid ed influenza Australiana

Un motivo importante per proteggersi con la quinta dose è rappresentato dall’arrivo dell’influenza che quest’anno è stata soprannominata Australiana, e che dopo due anni di relativa assenza dovuta all’utilizzo delle mascherine e al distanziamento sociale, si sta rivelando particolarmente virulenta costringendo a letto migliaia di cittadini. Dal momento che è possibile contagiarsi contemporaneamente con influenza e Covid, seppur in rari casi, sottoporsi alla quinta dose diventa ancora più importante (qualora si rientri nelle categorie aventi diritto), anche contestualmente o in tempi ravvicinati al vaccino antinfluenzale, come specificato anche nella Circolare n. 0043189 del 17 ottobre 2022 rilasciata dal Ministero della Salute.

La quinta dose, nella Regione Abruzzo, è obbligatoria?

La quinta dose (terzo richiamo), in Abruzzo, è consigliata per alcune categorie ritenute più fragili (l’elenco di tutte le categorie considerate a rischio è disponibile all’inizio di questo articolo), ma non è obbligatoria: l’obbligo vaccinale è rimasto in vigore fino al 15 Giugno 2022 (per i cittadini over-50 e per alcune categorie professionali come operatori sanitari e Forze dell’Ordine).

Tutte le informazioni relative all’obbligo vaccinale sono disponibili nel nostro approfondimento: Obbligo vaccinale over 50: partono le multe per chi non è vaccinato. Tutte le informazioni aggiornate.

 

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Prenotazione quinta dose Marche

Anche nella Regione Marche, dallo scorso Ottobre, è accessibile, per alcune categorie di persone, la quinta dose (terzo booster) di vaccino anti Covid con il nuovo vaccino bivalente adattato ad Omicron ed alle sue varianti BA.4 e BA.5.

Vediamo nel dettaglio chi può sottoporsi alla quinta dose e quali sono le modalità di prenotazione nelle Marche.

A chi è destinata la quinta dose nelle Marche?

La quinta dose (terzo richiamo) può essere somministrata solamente laddove siano trascorsi almeno 120 giorni dalla quarta dose o dall’ultima infezione da Covid (data del tampone positivo) ed è al momento destinata alle seguenti categorie:

  • persone con età uguale o superiore di 80 anni;
  • ospiti delle RSA;
  • persone di età uguale o superiore di 60 anni con fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti.

La lista completa di patologie con indicazione alla quinta dose (terzo richiamo) per i soggetti over 60, è disponibile nel dettaglio alla nostra pagina https://www.prenotazionevaccino.it/prenotazione-quinta-dose/.

E’ comunque consentito l’accesso alla quinta dose a tutte le persone con età pari o maggiore di 60 che ne facciano richiesta purché, anche in questo caso, siano trascorsi 120 giorni dalla quarta dose o dall’ultima infezione da Covid (data del tampone positivo).

Ciascuna delle categorie sopra elencate deve essersi sottoposta a quarta dose con vaccino a mRNA (Pfizer o Moderna).

Quali vaccini vengono utilizzati per la quinta dose nelle Marche?

I vaccini utilizzati per la quinta dose (terzo richiamo) sono i vaccini bivalenti aggiornati ed efficaci sia sul ceppo del virus originario, sia contro Omicron e le sue varianti BA.4 e BA.5 (per questo definiti bivalenti) autorizzati da EMA e AIFA.

Per un approfondimento sui nuovi vaccini aggiornati visitate la nostra pagina https://www.prenotazionevaccino.it/nuovi-vaccini-covid/.

Come prenotare la quinta dose nella Regione Marche?

La prenotazione della quinta dose del vaccino anti-Covid-19 nella Regione Marche è possibile attraverso il portale di Poste Italiane https://prenotazioni.vaccinicovid.gov.it/ (inserendo il proprio numero di tessera sanitaria ed il proprio codice fiscale) o tramite il call center dedicato, al numero 800 00 99 66 (attivo ogni giorno della settimana dalle ore 08.00 alle ore 20.00).

Quinta dose e Green Pass

Con la somministrazione della quinta dose si ha diritto al rilascio di un green pass aggiornato che annulla e sostituisce quello precedente ed ha medesima validità. Le istruzioni su come scaricare il proprio green pass sono disponibili nella nostra guida Come scaricare il Green Pass.

Quinta dose Covid ed influenza Australiana

Un motivo importante per proteggersi con la quinta dose è rappresentato dall’arrivo dell’influenza che quest’anno è stata soprannominata Australiana, e che dopo due anni di relativa assenza dovuta all’utilizzo delle mascherine e al distanziamento sociale, si sta rivelando particolarmente virulenta costringendo a letto migliaia di cittadini. Dal momento che è possibile contagiarsi contemporaneamente con influenza e Covid, seppur in rari casi, sottoporsi alla quinta dose diventa ancora più importante (qualora si rientri nelle categorie aventi diritto), anche contestualmente o in tempi ravvicinati al vaccino antinfluenzale, come specificato anche nella Circolare n. 0043189 del 17 ottobre 2022 rilasciata dal Ministero della Salute.

La quinta dose, nella Regione Marche, è obbligatoria?

La quinta dose (terzo richiamo), nelle Marche, è consigliata per alcune categorie ritenute più fragili (l’elenco di tutte le categorie considerate a rischio è disponibile all’inizio di questo articolo), ma non è obbligatoria: l’obbligo vaccinale è rimasto in vigore fino al 15 Giugno 2022 (per i cittadini over-50 e per alcune categorie professionali come operatori sanitari e Forze dell’Ordine).

Tutte le informazioni relative all’obbligo vaccinale sono disponibili nel nostro approfondimento: Obbligo vaccinale over 50: partono le multe per chi non è vaccinato. Tutte le informazioni aggiornate.

 

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Prenotazione quinta dose Molise

Anche in Molise, dallo scorso Ottobre, è accessibile, per alcune categorie di persone, la quinta dose (terzo booster) di vaccino anti Covid con il nuovo vaccino bivalente adattato ad Omicron ed alle sue varianti BA.4 e BA.5.

Vediamo nel dettaglio chi può sottoporsi alla quinta dose e quali sono le modalità di prenotazione in Molise.

A chi è destinata la quinta dose in Molise?

La quinta dose (terzo richiamo) può essere somministrata solamente laddove siano trascorsi almeno 120 giorni dalla quarta dose o dall’ultima infezione da Covid (data del tampone positivo) ed è al momento destinata alle seguenti categorie:

  • persone con età uguale o superiore di 80 anni;
  • ospiti delle RSA;
  • persone di età uguale o superiore di 60 anni con fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti.

La lista completa di patologie con indicazione alla quinta dose (terzo richiamo) per i soggetti over 60, è disponibile nel dettaglio alla nostra pagina https://www.prenotazionevaccino.it/prenotazione-quinta-dose/.

E’ comunque consentito l’accesso alla quinta dose a tutte le persone con età pari o maggiore di 60 che ne facciano richiesta purché, anche in questo caso, siano trascorsi 120 giorni dalla quarta dose o dall’ultima infezione da Covid (data del tampone positivo).

Ciascuna delle categorie sopra elencate deve essersi sottoposta a quarta dose con vaccino a mRNA (Pfizer o Moderna).

Quali vaccini vengono utilizzati per la quinta dose in Molise?

I vaccini utilizzati per la quinta dose (terzo richiamo) sono i vaccini bivalenti aggiornati ed efficaci sia sul ceppo del virus originario, sia contro Omicron e le sue varianti BA.4 e BA.5 (per questo definiti bivalenti) autorizzati da EMA e AIFA.

Per un approfondimento sui nuovi vaccini aggiornati visitate la nostra pagina https://www.prenotazionevaccino.it/nuovi-vaccini-covid/.

Come prenotare la quinta dose in Molise?

In Molise è possibile prenotare la quinta dose di vaccino anti-Covid-19 attraverso la piattaforma regionale Prenotazione Vaccinazione Covid19 (regione.molise.it) oppure telefonando al numero  0874-1866000 attivo dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 18:00 e il sabato dalle 9:00 alle 12:00.

Quinta dose e Green Pass

Con la somministrazione della quinta dose si ha diritto al rilascio di un green pass aggiornato che annulla e sostituisce quello precedente ed ha medesima validità. Le istruzioni su come scaricare il proprio green pass sono disponibili nella nostra guida Come scaricare il Green Pass.

Quinta dose Covid ed influenza Australiana

Un motivo importante per proteggersi con la quinta dose è rappresentato dall’arrivo dell’influenza che quest’anno è stata soprannominata Australiana, e che dopo due anni di relativa assenza dovuta all’utilizzo delle mascherine e al distanziamento sociale, si sta rivelando particolarmente virulenta costringendo a letto migliaia di cittadini. Dal momento che è possibile contagiarsi contemporaneamente con influenza e Covid, seppur in rari casi, sottoporsi alla quinta dose diventa ancora più importante (qualora si rientri nelle categorie aventi diritto), anche contestualmente o in tempi ravvicinati al vaccino antinfluenzale, come specificato anche nella Circolare n. 0043189 del 17 ottobre 2022 rilasciata dal Ministero della Salute.

La quinta dose, in Molise, è obbligatoria?

La quinta dose (terzo richiamo), in Molise, è consigliata per alcune categorie ritenute a rischio (elencate sopra), ma non è obbligatoria: l’obbligo vaccinale è rimasto in vigore fino al 15 Giugno 2022 (per i cittadini over-50 e per alcune categorie professionali come operatori sanitari e Forze dell’Ordine).

Tutte le informazioni relative all’obbligo vaccinale sono disponibili nel nostro approfondimento: Obbligo vaccinale over 50: partono le multe per chi non è vaccinato. Tutte le informazioni aggiornate.

 

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Prenotazione quinta dose Sicilia

Anche in Sicilia, dallo scorso Ottobre, è accessibile, per alcune categorie di persone, la quinta dose (terzo booster) di vaccino anti Covid-19 con il nuovo vaccino bivalente adattato ad Omicron ed alle sue varianti BA.4 e BA.5

Vediamo nel dettaglio chi può sottoporsi alla quinta dose e quali sono le modalità di prenotazione in Sicilia.

A chi è destinata la quinta dose in Sicilia?

La quinta dose (terzo richiamo) può essere somministrata solamente laddove siano trascorsi almeno 120 giorni dalla quarta dose o dall’ultima infezione da Covid (data del tampone positivo) ed è al momento destinata alle seguenti categorie:

  • persone con età uguale o superiore di 80 anni;
  • ospiti delle RSA;
  • persone di età uguale o superiore di 60 anni con fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti.

La lista completa di patologie con indicazione alla quinta dose (terzo richiamo) per i soggetti over 60, è disponibile nel dettaglio alla nostra pagina https://www.prenotazionevaccino.it/prenotazione-quinta-dose/.

E’ comunque consentito l’accesso alla quinta dose a tutte le persone con età pari o maggiore di 60 che ne facciano richiesta purché, anche in questo caso, siano trascorsi 120 giorni dalla quarta dose o dall’ultima infezione da Covid (data del tampone positivo).

Ciascuna delle categorie sopra elencate deve essersi sottoposta a quarta dose con vaccino a mRNA (Pfizer o Moderna).

Quali vaccini vengono utilizzati per la quinta dose in Sicilia?

I vaccini utilizzati per la quinta dose (terzo richiamo) sono i vaccini bivalenti aggiornati ed efficaci sia sul ceppo del virus originario, sia contro Omicron e le sue varianti BA.4 e BA.5 (per questo definiti bivalenti) autorizzati da EMA e AIFA.

Per un approfondimento sui nuovi vaccini aggiornati visitate la nostra pagina https://www.prenotazionevaccino.it/nuovi-vaccini-covid/.

Come prenotare la quinta dose in Sicilia?

In Sicilia è possibile prenotare la quinta dose tramite il sito di Poste Italiane https://prenotazioni.vaccinicovid.gov.it/ o tramite il call center dedicato al numero 800 00 99 66.

I soggetti affetti da obesità con BMI maggiore di 35 potranno effettuare la prenotazione della quinta dose del vaccino anti Covid inviando una mail alla propria ASP territorialmente competente. Tutti i contatti sono disponibili alla pagina: Numeri telefono ed indirizzi email per informazioni su prenotazione vaccino Covid-19.

Quinta dose e Green Pass

Con la somministrazione della quinta dose si ha diritto al rilascio di un green pass aggiornato che annulla e sostituisce quello precedente ed ha medesima validità. Le istruzioni su come scaricare il proprio green pass sono disponibili nella nostra guida Come scaricare il Green Pass.

Quinta dose Covid ed influenza Australiana

Un motivo importante per proteggersi con la quinta dose è rappresentato dall’arrivo dell’influenza che quest’anno è stata soprannominata Australiana, e che dopo due anni di relativa assenza dovuta all’utilizzo delle mascherine e al distanziamento sociale, si sta rivelando particolarmente virulenta costringendo a letto migliaia di cittadini. Dal momento che è possibile contagiarsi contemporaneamente con influenza e Covid, seppur in rari casi, sottoporsi alla quinta dose diventa ancora più importante (qualora si rientri nelle categorie aventi diritto), anche contestualmente o in tempi ravvicinati al vaccino antinfluenzale, come specificato anche nella Circolare n. 0043189 del 17 ottobre 2022 rilasciata dal Ministero della Salute.

La quinta dose, in Sicilia, è obbligatoria?

La quinta dose (terzo richiamo), in Sicilia, è consigliata per alcune categorie ritenute a rischio (elencate sopra), ma non è obbligatoria: l’obbligo vaccinale è rimasto in vigore fino al 15 Giugno 2022 (per i cittadini over-50 e per alcune categorie professionali come operatori sanitari e Forze dell’Ordine).

Tutte le informazioni relative all’obbligo vaccinale sono disponibili nel nostro approfondimento: Obbligo vaccinale over 50: partono le multe per chi non è vaccinato. Tutte le informazioni aggiornate.

 

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Prenotazione quinta dose Puglia

Anche in Puglia, dallo scorso Ottobre, è accessibile, per alcune categorie di persone, la quinta dose (terzo booster) di vaccino anti Covid con il nuovo vaccino bivalente.

Vediamo nel dettaglio chi può sottoporsi alla quinta dose e quali sono le modalità di prenotazione in Puglia.

A chi è destinata la quinta dose in Puglia?

La quinta dose (terzo richiamo) può essere somministrata solamente laddove siano trascorsi almeno 120 giorni dalla quarta dose o dall’ultima infezione da Covid (data del tampone positivo) ed è al momento destinata alle seguenti categorie:

  • persone con età uguale o superiore di 80 anni;
  • ospiti delle RSA;
  • persone di età uguale o superiore di 60 anni con fragilità motivata da patologie concomitanti/preesistenti.

La lista completa di patologie con indicazione alla quinta dose (terzo richiamo) per i soggetti over 60, è disponibile nel dettaglio alla nostra pagina https://www.prenotazionevaccino.it/prenotazione-quinta-dose/.

E’ comunque consentito l’accesso alla quinta dose a tutte le persone con età pari o maggiore di 60 che ne facciano richiesta purché, anche in questo caso, siano trascorsi 120 giorni dalla quarta dose o dall’ultima infezione da Covid (data del tampone positivo).

Ciascuna delle categorie sopra elencate deve essersi sottoposta a quarta dose con vaccino a mRNA (Pfizer o Moderna).

Quali vaccini vengono utilizzati per la quinta dose in Puglia?

I vaccini utilizzati per la quinta dose (terzo richiamo) sono i vaccini bivalenti aggiornati ed efficaci sia sul ceppo del virus originario, sia contro Omicron e le sue varianti BA.4 e BA.5 (per questo definiti bivalenti) autorizzati da EMA e AIFA.

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Come prenotare la quinta dose in Puglia?

Per prenotare la quinta dose di vaccino anti Covid in Puglia è sufficiente collegarsi alla pagina La Puglia ti vaccina, selezionando la propria categoria di appartenenza per poi procedere con la prenotazione online; dalla stessa pagina di prenotazione è anche possibile modificare il proprio appuntamento o disdirlo.

Un’altra possibile modalità di prenotazione consiste nel chiamare il seguente numero verde: 800 713931; il numero è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00.

Quinta dose e Green Pass

Con la somministrazione della quinta dose si ha diritto al rilascio di un green pass aggiornato che annulla e sostituisce quello precedente ed ha medesima validità. Le istruzioni su come scaricare il proprio green pass sono disponibili nella nostra guida Come scaricare il Green Pass.

Quinta dose Covid ed influenza Australiana

Un motivo importante per proteggersi con la quinta dose è rappresentato dall’arrivo dell’influenza che quest’anno è stata soprannominata Australiana, e che dopo due anni di relativa assenza dovuta all’utilizzo delle mascherine e al distanziamento sociale, si sta rivelando particolarmente virulenta costringendo a letto migliaia di cittadini. Dal momento che è possibile contagiarsi contemporaneamente con influenza e Covid, seppur in rari casi, sottoporsi alla quinta dose diventa ancora più importante (qualora si rientri nelle categorie aventi diritto), anche contestualmente o in tempi ravvicinati al vaccino antinfluenzale, come specificato anche nella Circolare n. 0043189 del 17 ottobre 2022 rilasciata dal Ministero della Salute.

La quinta dose, in Puglia, è obbligatoria?

La quinta dose (terzo richiamo), in Puglia, è consigliata per alcune categorie ritenute a rischio (elencate sopra), ma non è obbligatoria: l’obbligo vaccinale è rimasto in vigore fino al 15 Giugno 2022 (per i cittadini over-50 e per alcune categorie professionali come operatori sanitari e Forze dell’Ordine).

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